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Rai: Tv Mobile DVB-H per Torino 2006

03/02/06 - Umts - Articolo letto 4089 volte


La Rai si appresta ad affrontare, con la sua capacita’ di essere grande azienda al servizio del Paese un’altra importante avventura e scende in campo per far vivere a milioni di spettatori l’evento olimpico di Torino 2006.

E come gia’ avvenne in occasione dei Giochi Olimpici di Monaco 1972 quando si sperimento’ per la prima volta la tv a colori, la Rai lancera’ un’altra e ancor piu’ affascinante sfida tecnologica, impegnando anche quello straordinario laboratorio scientifico che e’ il Centro Ricerche di Torino: la nuova frontiera della “televisione mobile” che in occasione delle Olimpiadi sara’ sperimentata per la prima volta in Italia e che sara’ possibile ricevere a Torino sui telefoni cellulari di nuova generazione grazie alla tecnologia DVB – H.

La Rai, oggi, e’ l’unico operatore in Italia in grado di realizzare, e proprio qui oggi, ne fornisce una prima dimostrazione pubblica, una sperimentazione operativa e funzionante di questa tecnologia che apre scenari affascinanti ma anche imprevedibili per il futuro della nostra azienda.

Ma di questo vi parleranno nei dettagli, tra poco, il consigliere d,amministrazione Carlo Rognoni e i responsabili delle strutture coinvolte nell’avvio di questa rivoluzionaria innovazione tecnologica. Truman diceva che la maggior parte dei problemi che un presidente deve affrontare hanno origine nel passato. Io, da semplice direttore generale, devo confessarvi invece che rintraccio ogni giorno nel passato della Rai le premesse più confortanti per il suo futuro.

E non posso parlare di Torino 2006, senza ricordare prima cio’ che e’ stato Raidue, rete Olimpica per i Giochi di Atene 2004: un successo indiscutibile riconosciuto da tutti. Per lo sport italiano e il Coni grazie alle imprese indimenticabili degli atleti; per l’azienda, che ha visto premiato il suo impegno con ascolti record (una media di quasi 2 milioni e 700 mila spettatori e piu’ del 29% di share per 254 ore di programmazione, con punte di quasi 7 milioni e 50% di share); per le aziende che hanno investito in pubblicita’ dimostrando di credere contemporaneamente nell’evento olimpico e nella Rai e che sono state ripagate in pieno dai risultati.

Con queste premesse la Rai non poteva che ripetere un’esperienza vincente anche per le Olimpiadi invernali di Torino 2006, che riportano nel nostro Paese le competizioni olimpiche a 46 anni di distanza dai Giochi di Roma del 1960 e a mezzo secolo dalle gare olimpiche invernali di Cortina del ’56. La Rai e’ pronta per raccogliere quest’altra importante e difficile sfida.

Dal 10 al 26 febbraio dovremo essere capaci, e lo saremo, di raccontare le imprese sportive delle prossime Olimpiadi invernali offrendo una programmazione che – in perfetta sinergia tra Raisport, Tg2 e Raidue – nelle 24 ore dovra’ offrire al pubblico, con le dirette delle gare, gli spazi di approfondimento e le rubriche, le emozioni degli atleti ma anche tutto cio’ che c’e’ intorno con una programmazione puntuale, intelligente ed elastica. Come peraltro e’ accaduto per Atene 2004. E anche la radio trasformera’ Radio 1 nella rete Olimpica.

E porremo attenzione anche alle manifestazioni che accompagneranno l’evento agonistico raccontando le Olimpiadi della Cultura dedicando spazio anche agli spettacoli in scena a Torino. E per le Olimpiadi di Torino 2006 saremo in grado di offrire 500 ore di trasmissioni Tv e Radio che impegneranno: 230 addetti alla produzione; 35 tra giornalisti ed inviati; 2 studi televisivi per consentire di seguire le oltre 170 gare delle 15 discipline sportive. Praticamente 24 ore al giorno in diretta.

Ma per svolgere compiutamente il ruolo di servizio pubblico dedicheremo ampio spazio anche alla Paralimpiadi, le gare per persone diversamente abili, che a marzo vedranno in gara 1.300 atleti di 41 Paesi. Sicuramente dai risultati degli atleti italiani in gara dipendera’ molto anche del successo della Rai.

Ma da parte nostra non potra’ che ripetersi l’impegno straordinario dei Giochi 2004, con una copertura capillare dell’evento, nella certezza che, stimolando al meglio la passione, sapremo soddisfare le attese degli spettatori e le esigenze dei nostri investitori pubblicitari. Tutto questo credo sia la miglior dimostrazione che la Rai vuole riconfermare in pieno il suo ruolo di grande servizio pubblico e di grande azienda.


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