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La Tecnologia Isdn

L'acronimo sta per Integrated Services Digital Network, ovvero rete numerica di servizi integrati. Lo standard ISDN muove i primi passi a partire dalla fine degli anni '70, ma la sua diffusione avviene nel 1984 con la raccomandazione I.120 del CCITT.
ISDN (Integrated Services Digital Network) e' una delle prime reti telefoniche digitali installate in Italia fin dal 1992 che consente servizi di voce e dati ad una velocità fino a 128 kbs/s.

Necessita di apparecchi e software installati sia presso la centrale che presso l'utente (centralina) con il vantaggio di avere su un unico numero 3 canali: 2 per fonia/dati (64 Kb/s ciascuno) e 1 di controllo a 16 Kb/s permettendo all'utente di utilizzare la linea telefonicha come se fossero due distinti canali.

Quasi tutta la comunicazione vocale è digitalizzata, ad esclusione del tratto di rete che connette l'apparecchio del cliente alla centrale (local loop).

La comunicazione digitale e la larghezza di banda elevata costituiscono i due punti cardine del sistema Isdn. A questi fattori si aggiunge l'affidabilità della comunicazione digitale: niente più linee che cadono o modem in fall-back.

I terminali ISDN permettono di sfruttare pienamente le prestazioni della linea ISDN e di usufruire di tutti i servizi supplementari offerti. Alla linea possono essere collegati al massimo 8 terminali ISDN. Contrariamente ad un terminale analogico, il terminale ISDN é dotato di una propria capacità di elaborazione e pertanto dialoga costantemente con la terminazione ISDN. Tra le capacità dei terminali ISDN vi é quella di riuscire a distinguere le chiamate entranti di tipo "dati" da quelle di tipo "voce", evitando così di rispondere ad una chiamata originata da un terminale ISDN non compatibile.

Terminali tradizionali

Per poter continuare ad utilizzare i vecchi terminali analogici sulle nuove linee ISDN sono possibili due alternative:

Utilizzare una terminazione ISDN speciale (detta NT1 Plus)
Utilizzare un Terminal Adaptor (TA)
Terminal Adapter TA

Si tratta di un particolare terminale ISDN che deve essere collegato alla terminazione di rete e permette la connessione di terminali analogici, consentendo così di continuare ad utilizzare telefoni, fax, modem e centralini preesistenti. I TA sono anche detti "a/b adapters", poiché utilizzano l'interfaccia analogica chiamata "a/b". Spesso l'adattatore di terminale è integrato all'interno dei "modem" ISDN (notate che "modem" è una definizione impropria, in quanto non MOdulano né DEModulano).

ACCESSO ISDN

Gli accessi alla rete ISDN sono realizzati utilizzando appositi canali. Un primo tipo di canale, detto portante o di tipo B (Bearer), ha una capacità di 64 Kbps e serve per trasportare sia la voce digitalizzata che i dati; consente anche di connettere un utente ISDN ad una rete pubblica X.25. Si sarà notato come il valore di 64 Kbps sia un valore ricorrente e costituisca il mattoncino base dell'ISDN. Un canale B accetta dati in forma digitale oppure voce nella forma di un singolo canale fonia in PCM (Pulse Code Modulation) con campioni di 8 bit alla frequenza di 8 KHz (per un totale di 64 Kbps).

Il canale di controllo, ovvero di tipo D (Delta), ha una capacità di 16 o 64 Kbps. Viene utilizzato per le segnalazioni e per le comunicazioni "di servizio" fra l'utente e la centrale cui é collegato. In particolare è necessario per dirigere le informazioni che attraversano i canali di tipo B. Mentre i canali B sono End-to-End (da utente a utente), il canale D ha un ruolo esclusivamente locale: termina, infatti, al primo nodo di commutazione.

Il tipo di protocollo usato sul canale D e' molto importante: ogni dispositivo collegato ad ISDN deve comunicare con la centrale telefonica (o con un centralino privato) col protocollo giusto. In Europa il protocollo standardizzato (a fine '93) si chiama DSS1 (anche ETSI o ETSI-DSS1). Il termine "Euro-ISDN" si riferisce appunto ad una rete ISDN che usa DSS1.

In altri stati europei potrebbero trovarsi dei protocolli di segnalazione differenti. Ad esempio in Germania veniva utilizzato il protocollo 1TR6, invece che il DSS1. Il protocollo 1TR6 viene gradualmente abbandonato, come quello belga, quello francese etc. a favore di DSS1, il protocollo per il canale D standard in Europa (ed anche fuori dalla UE: p.es. Cipro, San Marino...). Il fatto di avere reti con protocolli completamente standard, validi per Paesi che comprendono assieme centinaia di milioni di abitanti, e' vitale per poter avere dispositivi (es. schede per PC, telefoni...) con un prezzo accettabile per un mercato di massa: una infrastruttura di comunicazione digitale proprietaria, "inventata" da una singola nazione (senza una specifica standardizzazione ITU-T ed ETSI, e quindi nemmeno l'implementazione in piu' paesi) non permetterebbe di limitare i costi.

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