Italiani online: il Governo non fa abbastanza per proteggere la privacy

Italiani online: il Governo non fa abbastanza per proteggere la privacy

I risultati del report The State of Privacy 2015 fotografa gli atteggiamenti e la percezione del pubblico generale a riguardo della protezione dei loro dati personali. Gli italiani ritengono che sia compito di governi e aziende proteggere i loro dati personali prima di altri, mentre nel resto d'Europa la responsabilità è più personale. Quasi 1 italiano su 2 ritiene che i loro dati personali valgono fino a 1.000 euro.

 

Scritto da , il 27/02/15

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Un nuovo rapporto da Symantec rivela i risultati del report “The State of Privacy 2015”, che illustra i risultati di una ricerca sugli atteggiamenti e sulla percezione del pubblico generale a riguardo della protezione dei loro dati personali. Sono state intervistate 7.000 persone in Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito nel dicembre del 2014, esplorando i comportamenti dei consumatori in merito alla protezione dei dati e la loro percezione del valore dei dati personali.

Dal rapporto emerge che la sicurezza dei dati personali è molto importante per l’88% dei consumatori, ma che solo il 20% delle persone si fida della capacità dei venditori di proteggere i loro dati, una persona su tre fornisce dati falsi per proteggere la propria privacy online.

Rispetto ai dati europei, dai risultati italiani emerge l'importanza che viene data all’operato di governi (44%) e aziende (33%) nella protezione dei dati personali, mentre gli europei ritengono che la responsabilità è più personale dell'individuo (33% vs 23% degli italiani).

Mentre solo il 20% degli intervistati si fida dei venditori per quanto riguarda la protezione dei loro dati, le azioni dei consumatori non sempre riflettono questo pensiero. Lo shopping online è in crescita costante, solo una persona su quattro legge per intero i termini e le condizioni prima di condividere i propri dati e tre utenti su dieci darebbero il proprio indirizzo e-mail in cambio di vantaggi economici.

In Italia, il 51% degli adulti intervistati è preoccupato per la sicurezza delle proprie informazioni personali, mentre il 46% degli adulti intervistati accetta che le aziende condividano i loro dati personali con terze parti - a livello europeo la percentuale è del 14%.

Il report ha rivelato che il 57% delle persone evita di condividere dati personali online per proteggere la propria privacy, e una persona su tre fornisce dati fasulli per far rimanere private le informazioni reali. I consumatori credono che, quando sono sul punto di scegliere dove fare acquisti, la sicurezza dei dati è ormai tanto importante quanto l’elevata qualità dei prodotti e dei servizi offerti o un buon servizio di assistenza clienti.

Il 66% dei consumatori vuole proteggere meglio i propri dati personali, ma non è sicuro di come possa effettivamente farlo. Sette consumatori su dieci nella UE ritengono che le istituzioni mediche siano le più affidabili per quanto riguarda la protezione dei dati. Le aziende tecnologiche (22%), i venditori (20%) e le aziende di social media (10%) sono ritenute le meno affidabili.

La ricerca mostra, inoltre, che i consumatori sono consapevoli del valore dei loro dati, con il 24% degli intervistati che li valuta oltre i 10.000 euro. Il 45% degli italiani che hanno partecipato al sondaggio ritengono che i loro dati personali valgono fino a 1.000 euro (57% in Europa), il 34% pensa valgano oltre 10.000 euro (contro il 24% degli intervistati in Europa). 

Solo il 25% degli europei dichiara di leggere attentamente tutte le informazioni (Terms & Condition) prima di acquistare un prodotto o servizio online. In Italia lo fa il 53% degli intervistati. Il 25% degli intervistati ha dichiarato di condividere online informazioni false per proteggere i propri dati personali, il 75% (69% in Europa) degli italiani ha dichiarato di aver pensato a una pausa da Internet.


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