Netflix cerca di evitare di pagare a Apple commissioni sugli abbonamenti in-app

Netflix cerca di evitare di pagare a Apple commissioni sugli abbonamenti in-app

Fino al 30 settembre 2018, alcuni nuovi abbonamenti a Netflix in mercati selezionati, dopo avere scaricato l'app, vengono reindirizzati alla versione web mobile di Netflix.com per effettuare la registrazione dei dati di pagamento, evitando i metodi di iTunes.

 

Scritto da , il 22/08/18

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Netflix è entrata nella lista delle aziende che si sono spazientite di dovere a Apple una commissione fino al 30% di tutte le transizioni effettuate nelle proprie app mobile per iOS gestite tramite i metodi di pagamento messi a disposizione dall'Apple Store. E' quanto rivelato da Techcrunch, e poi confermato da Netflix, secondo cui il colosso del video streaming in abbonamento sta cercando nuovi modi per ridurre al minimo la quantità di denaro da riversare ad Apple.

Da quando appreso, Netflix sta testando un metodo per metodo per far evitare agli utenti di pagare attraverso iTunes in 33 paesi: Argentina, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Colombia, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Ecuador, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Ungheria, India , Indonesia, Italia, Giappone, Corea, Malesia, Messico, Norvegia, Perù, Filippine, Polonia, Slovacchia, Sudafrica, Spagna, Svezia, Taiwan e Tailandia.

Fino al 30 settembre 2018, alcuni nuovi abbonati a Netflix nei mercati selezionati in Europa, America Latina e Asia sopra elencati non potranno iscriversi e pagare attraverso iTunes: questi, dopo avere scaricato l'app, vengono reindirizzati alla versione web mobile di Netflix.com per effettuare la registrazione dei dati per fare l'abbonamento: in questo modo i pagamenti vengono gestiti direttamente da Netflix. Non per tutti gli utenti, comunque, viene proposto questo nuovo metodo, la seleziona è un po' casuale.

A Techcrunch, un addetto all'assistenza clienti di Netflix ha riferito che il test è in corso da giugno, iniziando prima in 10 paesi e poi è stato ampliato a 33 paesi dal 2 agosto fino al 30 settembre prossimo.

Anche gli utenti italiani, dunque, fino alla fine del prossimo mese di settembre potrebbero riscontrare una delle seguenti due situazioni quando avviano l'app Netflix su un dispositivo iOS, iPhone o iPad che sia: la possibilità di registrarsi in maniera tradizionale da dentro l'app con pagamento tramite iTunes, oppure la possibilità di accedere a Netflix ma non di registrarsi, quindi chi ha già un account Netflix attivo puo' eseguire il login normalmente, con iscrizione consentita ai nuovi abbonati solo tramite browser web.

"Stiamo costantemente innovando e testando nuovi approcci di registrazione su piattaforme diverse per comprendere meglio ciò che piace ai nostri membri" è la spiegazione di Netflix a Techcrunch. "Sulla base di ciò che apprendiamo, lavoriamo per migliorare l'esperienza Netflix per i membri di tutto il mondo.".

La struttura delle entrate per gli abbonamenti auto-rinnovabili si differenzia da altri modelli di business sull'App Store. Entro il primo anno di abbonamento di un abbonato, al fornitore del servizio Apple dà il 70% (il 30% resta a Apple) del prezzo di abbonamento ad ogni ciclo di fatturazione, meno le imposte applicabili. Dopo che un abbonato ha accumulato un anno di servizio a pagamento attraverso l'Apple Store, le entrate per lo sviluppatore aumentano fino all'85% del prezzo dell'abbonamento, al netto delle imposte applicabili (il 15% resta a Apple). Non ci sono problemi se gli utenti interrompono, poi riprendono o effettuano un upgrade o downgrade del proprio abbonamento: tutti i giorni di abbonamento vengono conteggiati per l'accumulo annuale. Se un utente annulla l'abbonamento ma si reiscrive entro 60 giorni il conteggio dei giorni di abbonamento vengono sommati con i precedenti; se viene annullato un abbonamento e viene riattivato dopo questo 'periodo di garanzia'  di 60 giorni, il conteggio del primo anno ricomincia da zero, per cui allo sviluppatore Apple dà il 70% del prezzo dell'abbonamento fino a quando l'abbonato accumula un anno di abbonamento.

Netflix non è l'unico servizio di streaming che ha scelto di bypassare la gestione degli abbonamenti di iTunes. Spotify ha fatto quello che Netflix ha iniziato a fare solo ora da tempo.

Per il momento Apple 'lascia fare' nel senso che non ha preso provvedimenti per i gestori delle applicazioni che evitano in questo modo di pagare il 30 per cento delle transizioni completate tramite iTunes in-app alla società di Cupertino.  Non è da escludere che un giorno Apple possa decidere di chiudere le porte del suo App Store alle applicazioni che non consentono agli utenti di pagare in-pp usando i metodi messi a disposizione da iTunes.


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