Spotify ha 158 milioni di utenti Premium su 356 milioni in totale

Spotify ha 158 milioni di utenti Premium su 356 milioni in totale

Spotify ha 158 milioni di abbonati a pagamento su 356 milioni di utenti complessivi alla fine del primo trimestre del 2021.

 

Scritto da il 29/04/21 | Pubblicato in Spotify | musica in streaming | | Archivio 2021

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Il rapporto del primo trimestre del 2021 di Spotify, pubblicato il 28 aprile 2021, ha rivelato che il servizio di streaming musicale piu' popolare al mondo puo' contare, a fine marzo 2021, su 158 milioni di utenti Premium, ossia di utenti abbonati che pagano per avere accesso a tutte le funzionalità che offre. La cifra è cresciuta di 28 milioni di abbonati rispetto al primo trimestre dell'anno precedente, quando erano 130 miglioni gli utenti Premium su un totale di 286 milioni di utenti. Il servizio di streaming musicale ha nel frattempo superato quota 356 milioni di utenti attivi mensili a livello globale (che usano il servizio free e chi paga combinati assieme), da 286 milioni a fine marzo 2020, e quindi sono circa 198 milioni gli utenti che usano Spotify in versione gratuita.

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Il traguardo dei primi 100 milioni di abbonati raggiunti da Spotify

Spotify ha raggiunto il traguardo di 100 milioni di abbonati a pagamento a Marzo 2019, 4 milioni in piu' rispetto a dicembre 2018, 13 milioni in piu' rispetto a settembre 2018, 17 milioni in piu' rispetto agli 83 a fine giugno 2018, 30 milioni in piu' rispetto ai 70 annunciati il 4 gennaio 2018, 40 milioni in piu' rispetto ai 60 milioni annunciati ad agosto 2017, 50 milioni in piu' rispetto ai 50 milioni annunciati a marzo 2017 e 60 milioni in piu' rispetto ai 40 milioni annunciati il 14 settembre 2016. Erano 30 milioni gli abbonati annunciati nel mese di marzo del 2016. Oggi (Q1 2021) sono 158 milioni gli abbonati Premium di Spotify. Erano 100 milioni gli utenti complessivi di Spotify ad ottobre 2016, cifra aumentata a 140 milioni a giugno 2017, a 170 milioni nel primo trimestre del 2018, a 180 milioni al termine del secondo trimestre del 2018, a 191 milioni al termine del terzo trimestre del 2018, a 207 milioni alla fine del 2018, a 217 milioni a fine primo trimestre 2019, a 232 milioni alla fine del secondo trimestre del 2019, a 248 milioni alla fine del terzo trimestre 2019, a 299 milioni alla fine del secondo trimestre 2020, a 356 milioni di utenti a fine marzo 2021. 

Oltre al servizio Premium a pagamento mensile che offre, Spotify permette di ascoltare con limitazioni musica con supporto dalla pubblicità. Nel mese di Aprile 2018 la società ha aggiornato la versione free del servizio e ora i clienti che non pagano Spotify possono scaricare sul telefono per l'ascolto offline la musica contenuta in 15 palylist personalizzate in base ai propri gusti musicali. Chi si abbona a Premium ha il vantaggio di scegliere cosa ascoltare dal catalogo completo e puo' scaricare offline i brani che desidera, il suono è di una migliore qualità e non c'è pubblicità. Premium costa 9,99 euro al mese, oppure 14,99 euro al mese per condividere l'abbonamento tra fino a sei utenti. A marzo 2017 Spotify ha iniziato a testare il servizio HiFi per consentire, con un sovrapprezzo di 5 o 10 euro, di ascoltare musica in qualità CD, con un suono Lossless senza perdita di qualità, che dovrebbe essere introdotto ufficialmente entro la fine del 2021. A fine giugno 2020, Spotify ha iniziato a mostrare i testi delle canzoni sincronizzati con la musica in 26 paesi.

"La crescita veloce di pubblico di Spotify consolida il nostro posto come piattaforma leader di media per la musica, i fan e le marche" ha spiegato Brian Benedik, Vice President and Global Head of Sales di Spotify in un post pubblicato il 15 giugno 2017 sul blog dell'azienda. "Poiché il nostro numero globale di utenti attivi mensili globali continua a salire, più consumatori si impegnano con noi durante il loro giorno e con i loro dispositivi. Attraverso questo impegno, stiamo continuamente migliorando per il nostro pubblico  lo streaming intelligente. Riteniamo che queste intuizioni differenziate creino esperienze innovative per il nostro pubblico, personalizzate alle loro esigenze e necessità. Spotify sta guidando la strada in questa nuova era di personalizzazione e ora possiamo fare di più che mai nel connettere i marchi con i loro destinatari".

Apple nel 2015 è entrata nel mercato dello streaming musicale lanciando Apple Music e, grazie al suo bacino di utenza enorme (praticamente tutti coloro che hanno iTunes), in poco meno di due anni ha raccolto 20 milioni di utenti paganti, ora sono 60 milioni. Nonostante questo, Spotify resta il servizio di streaming musicale più popolare del mondo.

La crescita di Spotify. Nel mese di giugno 2015, il servizio di musica in streaming Spotify, subito dopo che Apple ha fatto la sua prima mossa nel mercato della musica on demand con Apple Music, ha annunciato di avere 20 milioni di utenti paganti, e 75 milioni di utenti in tutto (molti usano la versione free con la pubblicità). Circa nove mesi piu' tardi, a Marzo 2016, Spotify ha aggiunto 10 milioni di abbonati a pagamento nello stesso tempo impiegato da Apple Music per raccogliere 11 milioni di abbonati. Un anno prima, nel 2014, Spotify contava 10 milioni di utenti paganti e 40 milioni di utenti attivi.  Al 14 settembre 2016, Spotify conta 40 milioni di utenti paganti, mentre Apple Music 17 milioni. A marzo 2017, Spotify conta 50 milioni di utenti paganti, mentre Apple Music 20 milioni. A giugno 2017, Spotify conta 140 milioni di utenti totali (free e premium). Ad agosto 2017, Spotify conta 60 milioni di utenti paganti, mentre Apple Music 27 milioni. A gennaio 2018, Spotify conta su 70 milioni di abbonati. Ad aprile 2018, Spotify conta su 75 milioni di abbonati e 170 milioni di utenti complessivi (free e premium).  A fine giugno 2018, Spotify conta 83 milioni di abbonati e 180 milioni di utenti complessivi (free e premium). A fine settembre 2018, Spotify conta 87 milioni di abbonati su un totale di 191 milioni di utenti.  A fine 2018, Spotify conta 96 milioni di abbonati e 207 milioni di utenti complessivi (free e premium). A fine marzo 2019, Spotify conta 100 milioni di abbonati e 217 milioni di utenti complessivi (free e premium). A fine giugno 2019, Spotify conta 108 milioni di abbonati e 232 milioni di utenti complessivi (free e premium). A fine settembre 2019, Spotify conta 113 milioni di abbonati e 248 milioni di utenti complessivi (free e premium). Spotify ha chiuso il 2019 con 124 milioni di utenti Premium su un totale di 271 milioni (free e premium). A metà 2020, Spotify contava su 138 milioni di abbonati su 299 milioni di utenti complessivi mentre a fine settembre 2020 su 144 abbonati su 320 milioni di utenti. A fine marzo 2021, Spotify conta su 158 milioni di abbonati su 356 milioni di utenti complessivi.

Per fare chiarezza, 158 milioni sono gli utenti che sono abbonati a Spotify Premium, che quindi pagano un canone mensile (9,99 euro oppure 14,99 euro nel caso del piano Family) per avere musica in qualità migliore, possibilità di creare playlist e scaricare su fino a 3 dispositivi la musica per ascoltarla offline e senza pubblicità; funzioni non disponibili per gli utenti che utilizzano Spotify nella versione gratuita. Apple Music è disponibile solo a pagamento (a parte i primi tre mesi di prova gratuita) e non offre musica in modalità 'freemium'.

Spotify è disponibile gratuitamente con limitazioni e pubblicità, mentre il pacchetto Premium costa 9,99 euro/mese. Apple Music regala i primi tre mesi di abbonamento, poi gli utenti per continuare ad ascoltare musica devono pagare 9,99 euro/mese (4,99 euro gli studenti). Entrambi i servizi offrono il pacchetto Famiglia da 14,99 euro/mese che permette di attivare il servizio Premium per massimo sei utenti.

Spotify sin dall'annuncio di Apple di Apple Music (attivo in oltre 100 paesi dal 30 Giugno 2015) ha detto di non essere interessata e di non temere il servizio di streaming musicale di casa Cupertino, perchè è "solo un altro dei tanti servizi di streaming musicale".

Apple Music non sembra essere un problema per Spotify secondo Jonathan Forster, vice presidente Spotify: "dal momento in cui Apple ha avviato Apple Music stiamo crescendo più velocemente e abbiamo più utenti rispetto a prima." Secondo Forster alcuni degli altri servizi musicali come Pandora, Google Play Music, SoundCloud e TIDAL probabilmente non sopravviveranno. "La mia storia su Internet mi insegna che non c'è probabilmente spazio per molti player importanti e poi magari alcuni più piccoli di nicchia... forse ci potrebbe essere spazio per un servizio di streaming di musica classica", ha detto il vice presidente. "E' un business difficile."

Il caso Taylor Swift vs Spotify

Spotify ha avuto anche qualche problema in passato, quando l'artista Taylor Swift ha chiesto a Spotify di rimuovere le sue canzoni dal servizio di streaming musicale più popolare al mondo. "Taylor e il suo team di gestione ci hanno chiesto di rimuovere i suoi contenuti da Spotify e così è stato tutto rimosso," un portavoce di Spotify ha detto. Taylor Swift ha scritto un editoriale sul Wall Street Journal esprimendo le proprie opinioni sul dove l'industria musicale si sta spostando. "La musica è arte, e l'arte è importante e rara", ha scritto. "Importante, le cose rare sono preziose. Le cose di valore devono essere pagate. E' mia opinione che la musica non dovrebbe essere libera, e la mia previsione è che i singoli artisti e le loro etichette saranno un giorno in grado di decidere quale prezzo un album deve avere.". Sulla questione delle licenze è poi intervenuto il fondatore e amministratore delegato del servizio di streaming musicale Daniel Ek, secondo cui "un artista top come Taylor Swift" può guadagnare più di 6 milioni di dollari all'anno grazie ai diritti provenienti dallo streaming di musica, e questo numero è solo destinato a salire. Naturalmente, le etichette sono quelle che gestiscono gli accordi delle licenza, quindi non possiamo essere sicuri di quanto del denaro che servizi come Spotify pagano alle case discografiche poi vanno direttamente nelle tasche degli artisti". Nel mese di giugno 2017, Taylor Swift ha deciso di tornare sui servizi di streaming, Spotify compreso.

E' un dato di fatto che lo streaming di musica è una delle principali fonti di reddito del settore musicale al momento, e questo è un trend in continua crescita, mentre le vendite di musica fisica (CD) e di download digitali sono in costante declino.

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