Duarte di Google spiega perche' non abbiamo bisogno di uno Smartwatch

Duarte di Google spiega perche' non abbiamo bisogno di uno Smartwatch

Se non si sente la necessita' di avere uno smartwatch, secondo Matias Duarte di Google e' tutto nella norma. Il vicepresidente della societa' di Mountain View spiega che le tecnologie 'smart' in futuro diventeranno sempre piu' numerose e piu' integrate nella nostra esistenza.

 

Scritto da , il 01/05/15

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Se non si è tra coloro che sentono la spasmodica esigenza di avere al polso uno smartwatch, non c'è nulla di male. Strano che a pronunciare parole del genere sia stata una persona chiaramente di parte: Matìas Duarte, uno dei capi di Google.

Il vice presidente della società di Mountain View sembra avere un atteggiamento disinteressato nei confronti degli orologi 'intelligenti'. In un'intervista condotta da Joshua Topolsky, editore della testata digitale di Bloomberg, non ha voluto usare la psicologia inversa. O almeno così sembra. Ha semplicemente fatto intendere che lo smartwatch rappresenta il futuro; un futuro che deve ancora arrivare.

Duarte, che lavora alla Grande G da metà 2010 e che precedentemente in Palm ha contribuito alla realizzazione del sistema operativo webOS (leggi: "Matias Duarte lascia Palm per lavorare su Android OS"), all'intervista svoltasi martedì durante la Bloomberg Businessweek Design 2015 a San Francisco, si è presentato indossando un orologio Android Wear.

TECNOLOGIE INDOSSABILI: CI SONO ANCORA GRANDI PASSI DA COMPIERE
Il VP, convinto sostenitore del Material Design che ha fatto l'esordio su Android Lollipop e autore di elementi come il pulsante rossastro del "più", dopo essersi dilungato con alcune analogie e metafore tra la tecnologia attuale e quella passata (come quella dei primi disegnatori, che nelle argenterie del diciottesimo secolo incidevano una per una le foglie degli alberi, mentre oggi usano la grafica digitale per realizzare più velocemente lo scenario) ha affermato che non si vorrà comprare uno smartwatch a meno che non si intendano usare le funzionalità per gli sportivi o ricevere le notifiche.

Il dibattito tra chi reputa utile gli smartwatch e chi non la pensa allo stesso modo proseguirà anche in futuro. Duarte tuttavia dice che non avrà importanza, per il semplice fatto che la loro utilità crescerà in futuro. Pertanto questi orologi non saranno solo dei costosi ornamenti, ma diventeranno qualcosa di utile e saranno indispensabili tanto quanto le applicazioni.
"In futuro tratteremo i dispositivi 'smart' così come oggi trattiamo le applicazioni"
Secondo la sua visione i dispositivi 'smart' non saranno solamente gli smartwatch, ma tutta una serie di prodotti indossabili che diventeranno parte integrante della nostra esistenza. Li avremo attorno: nei vestiti che indosseremo, nella nostra casa, nell'automobile; saranno così tanti che non ci faremo più caso.

ANCHE JOHN GRUBER DICE LA SUA
In merito a questo tema l'autorevole giornalista John Gruber ha scritto dalle colonne del suo sito che la "vera questione" non è domandarsi se abbiamo bisogno di prodotti come gli smarwatch (nell'articolo fa riferimento ad Apple Watch). "E' semplicemente la domanda sbagliata". La domanda giusta da farsi è invece "ne voglio uno?". Insomma, ci si deciderà ad acquistarlo solamente quando ci saranno funzioni veramente interessanti, per le quali varrà la pena spendere 400 euro.

Secondo Gruber è "un orologio digitale riprogettato per il mondo d'oggi, nel quale la rete wireless è quasi dappertutto e un computer completamente funzionante con autonomia per una giornata intera può essere rimpicciolito nella scocca da 38 millimetri di un orologio".

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