Pilotare Droni: Corso Universitario per preparare piloti del futuro

Per sopperire a queste problematiche, l'Università Link Campus di Roma ha annunciato il primo corso universitario in tema, riconosciuto dall'Enac performare piloti professionisti, con addestramento pratico e teorico al fine di poter rilasciare la licenza necessaria a pilotare droni come previsto dalle recenti normative.

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Redazione

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Agricoltura, Ingegneria, Costruzioni, Sicurezza, e ovviamente Informazione e Intrattenimento.
Tanti i settori che possono trarre enormi vantaggi dallo sviluppo dei droni civili, in grado di compiere una serie di attività oggi non possibili o svolte in modi ben più costosi.

E cosi, per venire incontro ad un settore in forte crescita, decine (o forse centinaia) di organizzazioni propongono corsi per poter rilasciare il patentino necessario per pilotare questi velivoli.

Come documentato in passato, però, molte organizzazioni hanno approfittato di novità e vuoti legistlativi, con corsi non certificati e di fatto inutili per ottenere il brevetto.

Per sopperire a queste problematiche, l’Università Link Campus di Roma ha annunciato il primo corso universitario in tema, riconosciuto dall’Enac er formare piloti professionisti, con addestramento pratico e teorico al fine di poter rilasciare la licenza necessaria a pilotare droni come previsto dalle recenti normative.

Il corso permetterà di pilotare droni fino a 25 Kg di massa e, nel primo corso di test, si formeranno futuri specialisti di aerofotogrammetria con i Sistemi Aeromobili di Pilotaggio Remoto (Sapr).

Lo stesso ateneo, lo scorso anno, aveva inaugurato uno dei primi centri di ricerca sui Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto

Pilotare Droni, la normativa

Pilotare un drone richiede un patentino oltre che una assicurazione specifica che possa coprire eventuali danni. Sono inoltre necessarie autorizzazioni al volo in determinate circostante.

Bisogna infatti specificare 2 ambiti, come previsto dal regolamento Enac, tra Situazioni critiche e non critiche.

Si considerano situazioni critiche, tutte quelle che potrebbero creare problemi di sicurezza in caso di malfunzionamento del drone che, cadendo al suolo, potrebbe arrecare danni a cose o persone.
Sono quindi situazioni critiche quelle che prevedono di sorvolare aree trafficate, urbane o in presenza di manifestazioni di diverso genere, dai concerti ai matrimoni.

Per queste tipologie è necessario seguire uno specifico iter.

Per quanto riguarda le situazioni non critiche, come per esempio, sorvolare un campo agricolo, un’area desertica, un parco o sorvolare il mare, con situazioni di pericolo quindi nulle, è possibile eseguire l’autocertificazione.

Il regolamento si è reso necessario in quanto alcuni droni, dal peso anche di 10-20 chilogrammi, potrebbero essere particolarmente pericolosi qualora dovessero atterrare in aree abitate, con il rischio di gravi conseguenze.

Drone Parrot AR Drone

I droni giocattolo

In realtà, regolamenti e patentini riguardano i droni professionali e quelli utilizzati in ambito lavorativo o militare.

I droni giocattolo, come i droni Parrot per intenderci, sono invece considerati aeromodelli, quindi utilizzabili liberamente con l’obbligo però di mantenere il controllo visivo del velivolo radiocomandato.

Il limite oggettivo è stabilito in metri 200 come distanza dal pilota, 70 metri come altezza massima.
Inoltre, è necessario restare sempre e comunque ad una distanza non inferiore a 8 km in presenza di aeroporti o zone di decollo aereo.

Uno dei parametri che obbliga al patentino, è costituito dal controllo remoto visivo. I droni in grado di volare a notevole distanza dal pilota, sfruttando sistemi di controllo remoto visivo e richiedono il patentino specifico.

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