I fitness tracker rilevano bene il battito cardiaco ma le calorie bruciate no

I fitness tracker rilevano bene il battito cardiaco ma le calorie bruciate no

Quanto sono accurati i dati che i dispositivi indossabili raccolgono? Uno studio afferma che la frequenza cardiaca viene correttamente rilevata da gran parte dei wearable testati, ma la stima delle calorie bruciate assolutamente no.

 

Scritto da , il 27/05/17

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Oggi milioni di persone indossano un fitness tracker per monitorare  il proprio esercizio fisico e la propria salute, eventualmente condividendo i dati con il proprio medico. Ma quanto sono accurati i dati che questi dispositivi indossabili raccolgono? E' bene sapere che se il dispositivo misura la frequenza cardiaca, probabilmente è un dispositivo che sa fare bene il suo lavoro, o almeno questo è cio' che è emerso da un nuovo studio condotto dai ricercatori della Stanford University School of Medicine, segnalato dal portale News Center del sito Stanford Medicine. Tuttavia, se si tratta di dispositivi che provano a stimare il consumo di calorie, la stima non è accurata.

In questo studio sono stati testati sette dispositivi - Apple Watch, Basis Peak, Fitbit Surge, Microsoft Band, Mio Alpha 2, PulseOn e Samsung Gear S2 - da ​​un gruppo di 60 volontari, tra cui 31 donne e 29 uomini. E' risultato che sei dei dispositivi provati hanno misurato la frequenza cardiaca con un tasso di errore inferiore al 5 percento. Alcuni dispositivi sono stati più precisi degli altri e fattori come il colore della pelle e l'indice di massa corporea hanno influenzato le misurazioni. Al contrario, nessuno dei sette dispositivi è riuscito a misurare con precisione il consumo energetico, ha rilevato lo studio. Potreste non crederci, ma il dispositivo più preciso ha registrato un tasso di errore del 27 per cento, mentre il meno ha sbagliato del 93 per cento.

"Le persone basano decisioni di vita sui dati forniti da questi dispositivi", ha dichiarato Euan Ashley, DPhil, FRCP, professore di medicina cardiovascolare, della genetica e della scienza dei dati biomedici a Stanford. "Se i dispositivi di consumo non sono conformi ai medesimi standard dei dispositivi medicali è difficile per i medici sapere cosa fare dei dati cardiaci e altri dati da un dispositivo portatile del paziente", ha aggiunto.

I risultati dello studio sono stati pubblicati online il 24 maggio nel Journal of Personalized Medicine. Ashley è l'autore principale dello studio, a cui ha  lavorato anche la studentessa Anna Shcherbina secondo cui "Le misurazioni della frequenza cardiaca sono state molto migliori di quanto ci aspettassimo, ma le misure di consumo energetico sono state fuori strada. La grandezza degli errori mi hanno sorpreso ".

E' difficile per i consumatori conoscere quanto il dispositivo che indossano traccia i dati in maniera accurata. Chi produce questi wearable ha la possibilità di  testare in linea di massima l'accuratezza dei dati tracciati dai dispositivi in fase di sviluppo e prima di immetterli sul mercato, ha detto Ashley, ma è difficile per i consumatori sapere quanto sono precise le informazioni rilavate dal wearable che indossano e il processo che i produttori hanno utilizzato per testare i dispositivi. Per questo Ashley e i suoi colleghi hanno deciso di valutare in modo indipendente i fitness tracker disponibili in commercio che soddisfano criteri come la misurazione della frequenza cardiaca e del consumo calorico.

I sessanta volontari hanno indossato i sette dispositivi sopracitati mentre camminavano o correvano su tapis roulant o usavano cyclette. Il battito cardiaco di ogni volontario è stato misurato con un elettrocardiografo medico, mentre il tasso metabolico è stato stimato con uno strumento per misurare l'ossigeno e l'anidride carbonica nei gas respiratori. I risultati dei dispositivi indossabili sono stati quindi confrontati con le misure dei due strumenti affidabili.

Ogni dispositivo utilizza un proprio algoritmo proprietario per il calcolo della spesa energetica, ma probabilmente usano algoritmi che stimano in maniera molto generica, non adattandosi bene ad ogni singolo individuo, ha detto Shcherbina. "La mia teoria su questo è che è molto difficile formare un algoritmo da ritenere accurato per una vasta gamma di persone, perché la spesa energetica è variabile in base allo stato della forma fisica, altezza e peso di qualcuno". La frequenza cardiaca, ha detto, è misurata direttamente, mentre le spese energetiche devono essere misurate indirettamente attraverso dei calcoli.

Il team sta già lavorando alla successiva fase dello studio, in cui si vuole valutare l'accuratezza delle rilevazioni dei dispositivi mentre i volontari li indossano nella vita quotidiana, e non solo per camminare o correre su un tapis roulant.


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