Facebook prepara nuova app stile Snapchat per contrastare calo condivisioni

Facebook prepara nuova app stile Snapchat per contrastare calo condivisioni

 

Scritto da , il 27/04/16

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A Facebook non basta apportare qualche modifica al suo algoritmo per cercare di convincere i suoi utenti a condividere di piu' e limitare la perdita di interesse che gli utenti dimostrano nei confronti del social network, e così la società ha riferito di essere al lavoro per lanciare una nuova applicazione che contribuirà a risolvere il problema.

Secondo un rapporto del Wall Street Journal, Facebook sta sviluppando una applicazione fotocamera stand-alone per incoraggiare i propri utenti a condividere più foto e video originali.

L'applicazione sarà diversa dalla app Fotocamera preinstallata nel cellulare, e richiederà pochi passaggi per scattare una foto o catturare un video e subito condividerlo sul social network.

Le indiscrezioni circa questa nuova app arrivano in seguito un rapporto pubblicato all'inizio di questo mese dal The Information secondo cui Facebook ha registrato un calo del 21 per cento dei contenuti originali condivisi dagli utenti nell'arco dell'ultimo anno. O, piu' in breve, gli utenti condividono, commentano, esprimono meno like. Facebook oggi non è piu' popolare come un tempo, le persone si stanno stancando del social, e quindi la piattaforma deve trovare modi per far ritrovare l'interesse perduto.

Facebook potrebbe vedere la crescita di Snapchat con molta gelosia, avendo cercato di acquistare l'app nel 2013 ma si è trovata la porta sbattuta in faccia. Dopo questa mancata acquisizione, Facebook ha cercato di costruire Slingshot, un'app concorrente di Snapchat. L'applicazione è stata un fallimento e alla fine è stata tolta dal Google Play Store e dll'App Store.

Con la popolarità della condivisione via Snapchat, e la continua spinta di Facebook per i video live, non sorprende che Facebook è 'ai ferri corti' e deve muoversi se non vuole crollare. Anche se Facebook puo' dire che il numero delle condivisioni nella sua piattaforma sono tante, il social ha riconosciuto che le persone sono sempre meno propense a condividere informazioni personali.

L'azienda di Menlo Park sta invadendo il News Feed di pubblicità e allo stesso tempo di inviti e notifiche per stimolare a condividere più contenuti originali. La scorsa primavera, ad esempio, è stata introdotta la funzione "accadde oggi" per far rivivere alcuni dei ricordi vissuti in precedenza in quello stesso giorno per stimolare a condividere cose nuove.

Fonti del WSJ sostengono che c'è una possibilità che questa nuova applicazione non sarà mai rilasciata, ma potrebbe essere una delle poche cose utili per limitare il declino delle condivisioni. Ma sinceramente, chi andrebbe a scaricare un'app fotocamera fatta da Facebook per condividere direttamente sul social network quando basta usare l'app gia' installata sul telefono e condividere, se si vuole, lo scatto appena fatto su qualunque social abbiamo installato sul telefono, Facebook compreso?

Se Facebook rilascerà questa sua app fotocamera standalone, la installereste? Scriveteci nel box dei commenti qui sotto.

E' stato anche detto che Facebook per contrastare il calo delle condivisioni potrebbe arrivare a pagare (letteralmente) gli utenti, ma ad alcune condizioni.

Stando a quanto riportato da The Verge, Facebook sta esplorando nuovi modi per far trarre ai singoli utenti un profitto da quello che condividono nel social network. A rivelarlo è un sondaggio che la piattaforma sta inviando ad un gruppo di utenti in cui vengono menzionati modi in cui gli utenti potrebbero fare soldi o ricevere benefici, ad esempio ricevendo parte delle entrate pubblicitarie che Facebook guadagna dai post molto popolari oppure promuovendo prodotti.

Il sondaggio in questione ha inoltre chiesto agli utenti di indicare se troverebbero interessante l'aggiunta di un pulsante "invito all'azione" che potrebbe servire per chiedere donazioni, e un "sponsor marketplace" per collegare gli utenti con gli inserzionisti, i quali potrebbero pagare gli utenti per promuovere loro prodotti, per esempio.

Non è detto che Facebook introdurrà davvero queste opzioni nella sua piattaforma, i sondaggi come questo spesso fanno ipotesi che non si traducono in qualcosa di concreto. C'è inoltre da sottolineare che il sondaggio pare venga inviato solo agli utenti verificati, quelli con la 'spunta blu', quindi non tutto il miliardo e 600 milioni di utenti possono sperare di essere un giorno pagati da Facebook.

Se implementata, l'iniziativa potrebbe portare ad avere ancora piu' pubblicità all'interno del social network, in quanto gli utenti che ne avrebbero la possibilità farebbero di tutto per promuovere prodotti dai partner a cui sono legati pur di guadagnarci.

Facebook non sarebbe comunque la prima piattaforma di social media a consentire agli utenti di trarre profitto da cio' che condividono. YouTube ha lanciato un programma di revenue-sharing per gli utenti piu' popolari nel 2007, e ora gli youtubers possono guadagnare soldi (pochi) grazie alle entrate condivise con Youtube dalla pubblicità che viene mostrata prima, durante o a fianco dei video. Twitch, la piattaforma di streaming per videogiocatori, permette ai partner di fare soldi attraverso la condivisione delle entrate, abbonamenti, e vendita di prodotti. Su piattaforme come Twitter e Snapchat gli utenti piu' popolari promuovono spesso offerte sponsorizzate includendo marchi nei loro tweet senza il permesso esplicito da parte della società.

Facebook è arrivato alla frutta? Oggi esistono molti altri modi per restare connessi a distanza, per cui Facebook non è piu' così importante. Facebook questo lo sa, altrimenti non avrebbe iniziato ad investire in altri settori come ad esempio quello della realtà virtuale, acquistando Oculus.

Di recente abbiamo scoperto che la condivisione di post su Facebook è complessivamente scesa del 5.5% da metà del 2014 a metà del 2015, mentre la quantità di aggiornamenti personali postati su Facebook è scesa del 21% nello stesso periodo. Il declino è proseguito quest'anno e il trend così dovrebbe restare nei prossimi anni.


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