Garante Privacy a Facebook chiede dati trasparenti e basta fake

Garante Privacy a Facebook chiede dati trasparenti e basta fake

Per la prima volta il Garante Privacy italiano si pronuncia nei confronti di Facebook, che deve fermare l'abuso di profili falsi per estorcere denaro o altro ad altri utenti e garantire una maggiore trasparenza dei dati.

 

Scritto da , il 29/04/16

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Il social network piu' grande del mondo, Facebook, quando richiesto, deve comunicare al proprio utente tutti i dati che lo riguardano tra cui informazioni personali, fotografie e post, che non sono stati inseriti da lui in persona ma da altri per conto suo attraverso un falso account, che si definisce appunto 'fake'. Inoltre, la società di Menlo Park deve bloccare i falsi profili se l'utente reale per cui l'account si spaccia dovesse farne richiesta, per un eventuale intervento da parte della magistratura.

Queste sono le regole dettate dal Garante Privacy per tutelare l'identità digitale degli utenti italiani e comunicate all'interno della Newsletter N. 414 del 27 aprile 2016, nella quale si legge anche che il social network deve, inoltre, fornire all'iscritto, in modo chiaro e comprensibile, informazioni anche sulle finalità, le modalità e la logica del trattamento dei dati, i soggetti cui sono stati comunicati o che possano venirne a conoscenza.

E' la prima volta che il Garante Privacy italiano si pronuncia nei confronti del social network, e lo fa dopo aver accolto il ricorso di un iscritto a Facebook che si era rivolto all'Autorità dopo aver ricevuto dalla società di Menlo Park una risposta insoddisfacente in merito alla segnalazione di aver subito minacce, tentativi di estorsione, sostituzione di persona da parte di un altro utente di Facebook.

Il caso in esame: l'utente che ha chiesto aiuto al Garante aveva accettato l'"amicizia" su Facebook di un altro utente della piattaforma con il quale ha intrattenuto uno scambio di messaggi confidenziali, quando ad un certo punto sono iniziati i tentativi di reato. L'utente 'vittima' ha rifiutato di sottostare alle richieste di denaro dell'"amico", scoprendo poi che l'estorsore ha creato un falso account utilizzando i suoi dati personali e la fotografia prelevata dal suo profilo, ed ha inviato ai suoi contatti amici fotomontaggi di fotografie e video "gravemente lesivi dell'onore e del decoro oltre che della sua immagine pubblica e privata", spiega il Garante. La vittima ha quindi chiesto a Facebook di cancellare il falso profilo e di avere i suoi dati presenti nel profilo fake.

Il Garante ritiene che un utente che trova un account falso con i propri dati personali abbia il diritto di avere da Facebook queste informazioni e di chiederne il blocco. Questo perchè è stata affermata la competenza dell'Autorità italiana sul caso esaminato , ritenendo applicabile il diritto nazionale. La sede centrale europea di Facebook si trova in Irlanda (Facebook Ireland ltd) a cui è connessa "inestricabilmente" la sede che si trova sul territorio italiano (Facebook Italy srl).

L'Autorità, tuttavia, non ritiene Facebook obbligata ad accettare la richiesta di blocco del profilo fake, in quando le informazioni in esso contenute potrebbero essere esaminate in sede di accertamento di possibili reati.

Nel caso preso in esame dal Garante, per concludere, è stato imposto alla società di Menlo Park di non effettuare alcun ulteriore trattamento dei dati dell'utente 'vittima' e di conservare quelli finora trattati ai fini della eventuale acquisizione da parte dell'autorità giudiziaria.


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