Rischia chiusura il Catalogo online delle biblioteche

 

Rischia di chiudere il Catalogo Unico delle Biblioteche italiane: mancano fondi

Scritto da Simone Ziggiotto il 08/05/13 | Pubblicata in Altro | Archivio 2013

 

Rischia di chiudere il Catalogo Unico delle Biblioteche italiane: mancano fondi. L’Opac Sbn permette di avere accesso a 14 milioni di titoli con 64 milioni di localizzazioni, circa 50 milioni di ricerche bibliografiche.

A causa della mancanza di fondi, l'Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU) sta per chiudere il servizio offerto online, l'Opac Sbn. L'ente subentrato nel 1975 al precedente Centro nazionale per il catalogo unico, che era stato creato nel 1951 per catalogare il patrimonio bibliografico nazionale, non riesce più a sostenerne i costi di gestione.

La rete, cui aderiscono oltre 5 mila biblioteche, permette ad oltre 2 milioni e mezzo di visitatori ogni anno, sia che si tratti di studiosi o semplici lettori, di trovare via internet, in quale biblioteca italiana è presente un libro o un particolare documento difficile da trovare. 

Biblioteca

"Un catalogo che consente di accedere a 14 milioni di titoli con 64 milioni di localizzazioni, circa 50 milioni di ricerche bibliografiche e più di 35 milioni di pagine visitate", spiegano i responsabili. Il catalogo, via web, permette comodamente di prenotare la consultazione del libro o del documento, chiederne una copia e, in certi casi, il prestito.

Il Catalogo Unico delle biblioteche italiane è quindi un servizio indispensabile per la ricerca "la cui interruzione, a causa dei tagli indiscriminati appare ormai inevitabile. I tagli hanno colpito pesantemente anche il personale. Da anni i pensionamenti non vengono compensati da nuove assunzioni [...] si interrompe così il passaggio di saperi ed esperienze che da sempre ha completato la formazione dei colleghi più giovani"

L’Istituto svolge anche funzioni di coordinamento valorizzazione e diffusione del patrimonio culturale posseduto dalle biblioteche, creando un vero e proprio sistema nazionale di servizi. L’ICCU coordina e gestisce anche la rete del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) e i servizi di prestito interbibliotecario. Inoltre: gestisce le basi dati nazionali relative al censimento dei manoscritti; coordina l’elaborazione di normative nazionali e diffonde norme e standard internazionali; partecipa a livello internazionale alla produzione e aggiornamento di norme e di formati bibliografici, e molto altro.

"Chiunque svolge un’attività di studio o di ricerca, e più in generale chiunque, in Italia o all’estero, sia interessato ad ottenere in lettura un documento nell’immenso patrimonio delle biblioteche italiane conosce il Servizio Bibliotecario Nazionale e ha sperimentato l’utilità del catalogo collettivo nazionale consultabile via Internet", spiegano Contardi e Simonelli. 

Dopo tagli costanti ogni anno, il Catalogo unico non ha abbastanza finanziamenti necessari per essere gestito. Il servizio già è stato ridimensionato al ribasso, ma ormai "la chiusura è inevitabile".
 

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