NSA traccia milioni di telefoni cellulari in tutto il mondo

 

E' possibile aggiungere il rilevamento della posizione nella lista delle attività svolte in gran segreto dall'Agenzia Nazionale per la Sicurezza (NSA) statunitense

Scritto da Simone Ziggiotto il 06/12/13 | Pubblicata in Altro | Archivio 2013

 

NSA traccia milioni di telefoni cellulari in tutto il mondo

E' possibile aggiungere il rilevamento della posizione nella lista delle attività svolte in gran segreto dall'Agenzia Nazionale per la Sicurezza (NSA) statunitense.

Citando documenti segreti trapelati sempre dalla talpa dell'agenzia Edward Snowden, così come le dichiarazioni di funzionari dei servizi segreti degli Stati Uniti, il Washington Post riferisce che la NSA tiene traccia e registra "5 miliardi di telefonate in una giornata in tutto il mondo" e raccoglie informazioni su "almeno centinaia di milioni di dispositivi".

E, anche se i cittadini statunitensi non sono molto informati sui programmi dell'agenzia (secondo la NSA tutti i suoi programmi sono legali perchè rispettano i limiti di legge), i dati di localizzazione di un numero imprecisato di americani negli Stati Uniti vengono comunque catturati, scrive il Post.

"I funzionari [dell'Agenzia] possono trovare i telefoni cellulari in tutto il mondo, tracciare i loro movimenti, ed entrare in possesso degli spostamenti degli individui che li utilizzano", scrive il Post , aggiungendo in seguito che gli strumenti analitici di base utilizzati nel programma comprendono il "memorizzare la data, l'ora e il luogo delle posizioni dei telefoni cellulari per cercare, con la sovrapposizione dei dati, di trovare coincidenze tra coloro che li usano. Altri strumenti sono il calcolare la velocità e la traiettoria di spostamento di un gran numero di dispositivi mobili, sovrapponendo i dati elettronici sulle mappe dei trasporti per calcolare il tempo di viaggio probabile e determinare quali dispositivi potrebbero essere intersecati". Ciò che vuole fare l'NSA, quindi, è confrontare le posizioni dei dispositivi mobili delle persone e vedere se ci sono coincidenze particolari in un determinato luogo e tempo per trovare, ad esempio, organizzazioni o terroristi che si incontrano in parti specifiche del mondo.

Anche se la cosa è abbastanza preoccupante, la notizia di un tale programma non è necessariamente sorprendente. Nel mese di ottobre, il New York Times ha rivelato che la NSA aveva provato, nel 2010 e 2011, "la capacità di gestire masse di dati sulla localizzazione degli americani attraverso i loro sistemi cellulari". Sia il direttore della National Intelligence James Clapper che il direttore dell'NSA Keith Alexander hanno detto al Congresso poi che i dati sono stati utilizzati solo per prova e "non sono stati utilizzati per altri scopi e non sono disponibili per scopi di analisi dai servizi segreti". Alexander ha aggiunto che il rilevamento della posizione "può essere qualcosa che in futuro diventerà un requisito per il Paese".

Tuttavia, anche il senatore Ron Wyden (D-Ore.), che è a conoscenza delle informazioni classificate perchè membro della commissione d'intelligence del Senato ed è stato critico nei confronti dei programmi di sorveglianza della NSA, ha fatto capire che il monitoraggio potrebbe essere in atto. "Ancora una volta, le leadership delle agenzia d'intelligence hanno deciso di lasciare la maggior parte della verità al segreto - anche quando la verità non avrebbe compromesso la sicurezza nazionale", ha detto.

Il Post cita due partner aziendali coinvolti nella raccolta dei dati, che sono identificati nei documenti rivelati da Snowden. Ma il giornale cita Matt Blaze, professore associato di informatica e scienze dell'informazione presso l'Università della Pennsylvania, secondo cui un'agenzia di intelligence è in grado di entrare in possesso dei dati anche solo stringendo particolari accordi con alcuni vettori. "Questo perché i vettori condividono interi database di informazioni sui clienti per gestire situazioni come il roaming, quindi un vettore può di fatto avere accesso ai dati dei clienti di altri vettori".

Indipendentemente da ciò, l'American Civil Liberties Union, dice che "Il governo dovrebbe incentivare i programmi che sorvegliano le persone sospettate di illeciti, ma senza assemblare enormi database che per loro natura registrano i movimenti di un numero enorme di persone innocenti".

Vodafone confessa: i Governi spiano telefonate degli utenti

La società di comunicazioni Vodafone ha rivelato che alcuni governi sono capaci di sorvegliare la sua rete, quindi di monitorare le comunicazioni dei suoi clienti. Le rivelazioni arrivano da un rapporto pubblicato oggi, unico nel suo genere sul The Guardian.

Vodafone ha rivelato l'esistenza di fili segreti che permettono alle agenzie governative di accedere direttamente alle conversazioni scambiate tra gli utenti sulle sue reti. Le rivelazioni a sorpresa sono contenute all'interno di un documento di 40.000 parole pubblicato oggi, redatto per far luce sullo stato della sorveglianza da parte di agenzie esterne nei 29 paesi in cui Vodafone opera in tutto il mondo.
 
Paesi come l'Albania, Egitto, Ungheria, India, Malta, Qatar, Romania, Sud Africa, Turchia e tutti vietano ai vettori di rivelare dettagli sulle intercettazioni, e quindi Vodafone nel documento non rivela i dettagli precisi di quali governi sono maggiormente coinvolti nel monitoraggio delle comunicazioni.
 
Il rapporto di Vodafone arriva quasi esattamente un anno dopo che l'ex dipendente della CIA Edward Snowden ha iniziato a rendere pubblici dei documenti che hanno rivelato i dettagli di diversi programmi di sorveglianza attuati dal governo statunitense e britannico. Attraverso la collaborazione con Glenn Greenwald, giornalista del The Guardian che ha pubblicato una serie di denunce sulla base di sue rivelazioni avvenute nel giugno 2013, Snowden ha rivelato diverse informazioni su programmi di intelligence secretati, tra cui il programma di intercettazione telefonica tra Stati Uniti ed Unione europea riguardante i metadati delle comunicazioni, il PRISM, Tempora e programmi di sorveglianza Internet.

NSA, intercettate 9 su 10 persone comuni

 
La stragrande maggioranza delle comunicazioni via Internet nel mirino delle intercettazioni della National Security Agency non erano gli unici obiettivi dell'Agenzia per la Sicurezza Nazionale americana, secondo il Washington Post.

Uno studio di quattro mesi di un archivio di conversazioni intercettate fornite da Edward Snowden, la talpa del Datagate, ha rivelato che 9 su 10 ad essere intercettate erano persone comuni. Il WP dice che ad essere intecettati "non erano gli obiettivi di sorveglianza a volte, ma sono stati raccolti in una rete [di intercettazioni]", il giornale ha scritto. Molti di questi obiettivi non voluti erano normali utenti di Internet, compresi gli americani, secondo una revisione di 160.000 e-mail intercettate e conversazioni di messaggistica istantanea, ha riferito il giornale.
 
Quasi la metà dei file recensiti conteneva nomi, e-mail e altre informazioni che l'agenzia ha identificato come appartenenti a cittadini o residenti negli Stati Uniti. Mentre l'NSA ha mascherato più di 65.000 referenze, il Post ha detto che sono stati trovati nell studio condotto quasi 900 riferimenti che potrebbero essere collegati a cittadini o residenti negli Stati Uniti. 
 
Il Post non ha descritto le conversazioni in dettaglio, ma ha detto che l'archivio conteneva "nuove rivelazioni in merito ad un progetto nucleare all'estero segreto, un doppio gioco con un alleato apparente, una calamità militare che ha colpito una potenza ostile, e le identità di hacker intrusi nelle reti di computer negli Stati Uniti".
La sorveglianza ha portato alla cattura di sospetti terroristi, tra cui Umar Patek, sospettato di un attentato terroristico nel 2002 sull'isola indonesiana di Bali. Tuttavia, molti file, contrassegnati come inutili dagli analisti, non c'entrano nulla con il terrorismo, ma bensì parlano di problemi intimi degli intercettati come l'amore, rapporti sessuali illeciti, le conversioni politiche e religiose, e le ansie finanziarie.
 
L'organismo di vigilanza straniero può legalmente intercettare solo i cittadini stranieri situati all'estero, a meno che non si ottenga un mandato ottenuto da un tribunale di sorveglianza speciale. Nel 2008, la sezione 702 del Foreign Intelligence Surveillance Act ha autorizzato il controverso programma PRISM per accedere alle email di possibili attentatori non residenti negli USA, i loro account di social networking e dati memorizzati in servizi cloud.
 

Dategate: NSA ha potuto raccogliere i dati su ordine del Giudice

Documenti fino ad oggi rimasti segreti ma resi noti dall'amministrazione Obama sembrano contenere una concessione del giudice risalente al 2004 in cui viene autorizzato il programma di raccolta dei dati dell'NSA.

L'amministrazione Obama ha rilasciato una miniera di documenti recentemente declassificati relativi alle attività di sorveglianza dell'Agenzia di Sicurezza Nazionale (NSA), tra cui quello che sembra essere una segreta sentenza del tribunale che autorizza il programma di raccolta dei dati delle persone a loro insaputa.
 
La sentenza della Foreign Intelligence Surveillance Court è stata trovata tra centinaia di documenti rilasciati da James R. Clapper Jr., il direttore dell'intelligence nazionale, in risposta al Freedom of Information Act (FOIA), "atto per la libertà di informazione", una legge sulla libertà di informazione che impone alle amministrazioni pubbliche una serie di regole per permettere a chiunque di sapere come opera il Governo federale, comprendendo l'accesso totale o parziale a documenti classificati. I documenti trapelati rivelano anche le violazioni dei limiti imposti dal giudice che ha acconsentito all'operatività della NSA.
 
Il parere espresso in 87 pagine, firmato dal giudice Colleen Kollar-Kotelly, poi giudice supremo del tribunale di sorveglianza segreta, ha autorizzato la NSA per la raccolta di e-mail e altre comunicazioni di Internet. Tuttavia, la sezione che descrive come le informazioni devono essere raccolte è stata oscurata.
 
"Il volume di base della collezione proposta è enorme", Kollar - Kotelly ha scritto nel parere redatto, con la sezione che presumibilmente si spingeva più a fondo nello spiegare come l'NSA attuasse i suoi programmi oscurata. Mentre anche la data della sua firma è oscurata, il parere che ha concesso all'NSA di raccogliere dati sembra risalire al mese di luglio del 2004, quando il programma è stato messo sotto la supervisione del tribunale, secondo le informazioni ufficiose giunte all'inizio di quest'anno dall'ex dipendente NSA Edward Snowden.
 
I metadati - tra cui gli indirizzi di posta elettronica e le identità del mittente e del destinatario, ma non il contenuto dei messaggi - sono stati raccolti per prevenire atti di terrorismo da parte del governo, almeno secondo la versione ufficiale.
 
"Gli analisti sanno che le e-mail dei terroristi si trovano da qualche parte in miliardi di bit di dati, ciò che non possono sapere in anticipo è esattamente dove", scrive il giudice. Il programma di raccolta dei metadati, che è stato autorizzato dall'ex presidente degli Stati Uniti George W. Bush in seguito agli attentati terroristici alle Torri Gemelle del settembre 2001, è stato interrotto dieci anni dopo, nel 2011, per "ragioni operative e di risorse" come motivato dall'amministrazione Obama ha definito.
I documenti mostrano anche che l'NSA ha avuto problemi nel conservare la sua raccolta di dati entro i limiti stabiliti dalla corte.
 
Le cause legali in corso dalla American Civil Liberties Union e dalla Electronic Freedom Foundation contro l'operato dell'NSA hanno contribuito a spingere il governo a pubblicare i documenti. L'EFF, ovviamente, non è soddisfatto di come sono andate le cose finora, e continuerà combattere per la tutela dei diritti digitali e della libertà di parola nel contesto dell'odierna era digitale.
 

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