Dategate, NSA accusata di aver spiato Huawei per diverso tempo

 

Un nuovo rapporto basato sui documenti segreti della NSA trapelati da Edward Snowden svelano il ruolo dell'Agenzia per la Sicurezza Nazionale americana nei cyber-intrighi tra gli Stati Uniti e la Cina

Scritto da Simone Ziggiotto il 24/03/14 | Pubblicata in Altro | Archivio 2014

 

Dategate, NSA accusata di aver spiato Huawei per diverso tempo

Un nuovo rapporto basato sui documenti segreti della NSA trapelati da Edward Snowden svelano il ruolo dell'Agenzia per la Sicurezza Nazionale americana nei cyber-intrighi tra gli Stati Uniti e la Cina. Secondo alcuni file che lo provano, la NSA ha violato i server del produttore cinese Huawei con la speranza di ottenere informazioni sui piani di governo e di sfruttare i prodotti della società per spiare gli altri rivali stranieri.

Il New York Times riferisce che la NSA ha "curiosato nei server delle sedi di Huawei a Shenzhen, il cuore industriale della Cina" e ha poi proseguito spiegando che la NSA ha ottenuto "informazioni sul funzionamento dei router e switch digitali complessi di cui Huawei vanta di collegare un terzo del mondo della popolazione, e monitorato le comunicazioni del top manager della società".

Gli obiettivi di questa operazione sarebbero raccolti nel programma chiamato "Shotgiant", e tra questi ci sono il scovare eventuali legami tra Huawei e il People's Liberation Army - la milizia del Partito Comunista Cinese (CPC) - così come entrare in possesso di qualche informazione su come sfruttare i prodotti di Huawei per spiare i clienti esteri come d''Iran, Afghanistan, Pakistan, Kenya e Cuba.

La notizia è ironica, secondo un alto dirigente Huawei negli Stati Uniti, che ha parlato con il Times. "L'ironia è che esattamente ciò che stanno facendo con noi è quello che hanno sempre accusato che i cinesi stavano facendo attraverso di noi", ha detto William Plummer di Huawei.

Alcuni funzionari americani pensano che Huawei lavora segretamente per il People's Liberation Army tanto che nel 2012 il Comitato della Casa Bianca ha pubblicato un rapporto che accusa il colosso delle telecomunicazioni cinese di essere una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti, scoraggiando le imprese statunitensi di acquistare le attrezzature di Huawei.

Huawei, da parte sua, dice che è vittima negli Stati Uniti del "protezionismo economico". Ma gli Stati Uniti replicano che sono i cinesi ad introdursi nei loro sistemi e che gli sforzi delle agenzie d'intelligence statunitensi sono concentrate esclusivamente sulla tutela della sicurezza nazionale.

Nel libro "The New Digital Age", pubblicato lo scorso anno prima delle fughe di notizie di Snowden, il co-fondatore di Google Eric Schmidt e Jared Cohen, il Direttore di Google Ideas, hanno definito la Cina come "il più sofisticato e prolifico" hacker di società straniere, aggiungendo che "la disparità tra America e Cina mettono il governo e le compagnie degli Stati Uniti in netto svantaggio", perché "gli Stati Uniti non percorrono lo stesso cammino di spionaggio aziendale digitale, in quanto le sue leggi sono molto più severe (e vengono applicate più rigorosamente) e perché la concorrenza illecita "viola il senso americano del fair play".

L'articolo del Times continua trattando la crescita degli attacchi hacker provenienti dalla Cina, citando funzionari dell'intelligence, dicendo, tra le altre cose, che: "Per alcuni dei suoi attacchi più audaci, la Cina fa affidamento sugli hacker provenienti dalle università finanziate dallo Stato e aziende di tecnologia cinesi di proprietà privata. L'NSA sta rintracciando più di una mezza dozzina di questi gruppi sospettati di operare per volere del Ministero della Sicurezza dello Stato, un'agenzia di spionaggio civile della Cina".

Dopo gli articoli del Times, The Wall Street Journal e del Washington Post in cui lo scorso anno la Cina veniva accusata degli attacchi hacker ai server delle società americane, il Ministero della Difesa cinese ha detto al Post che: "L'esercito cinese non ha mai fatto tutti gli attacchi hacker" e che "è infondato accusare l'esercito cinese di lanciare attacchi informatici senza alcuna prova conclusiva".

 

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