Energie rinnovabili: in Italia il futuro gia' qui

 

A noi italiani la tecnologia legata alle fonti di energia alternative sembra piacere: nel 2012 le fonti rinnovabili hanno coperto il 28 per cento dei consumi elettrici italiani; 600mila impianti sfruttano l'energia derivata da fonti naturali

Scritto da Simone Ziggiotto il 27/03/13 | Pubblicata in Ambiente | Archivio 2013

 

A noi italiani la tecnologia legata alle fonti di energia alternative sembra piacere: nel 2012 le fonti rinnovabili hanno coperto il 28 per cento dei consumi elettrici italiani; 600mila impianti sfruttano l'energia derivata da fonti naturali. Siamo sulla buona strada. 

Secondo Edoardo Zanchini, vicepresidente e responsabile energia di Legambiente, associazione ambientalista italiana erede dei primi nuclei ecologisti che si sviluppò in Italia e in tutto il mondo occidentale nella seconda metà degli anni '70, "Le fonti rinnovabili stanno ridisegnando lo scenario energetico del nostro Paese, con risultati impensabili solo pochi anni fa in termini di diffusione e produzione a dimostrare come gli impianti sono sempre più affidabili e competitivi. In un periodo di crisi, possiamo dire che almeno da qui arrivano buone notizie con un bilancio energetico italiano che dipende meno dall’estero e diventa più pulito e moderno, avvicinando la produzione alla domanda di energia di famiglie e imprese."

Pannelli solari

In Italia sono presenti oltre 600mila impianti che sfruttano l'energia derivata da fonti rinnovabili; i termici ed elettrici, ad esempio, sono ad oggi presenti nel 98 per cento dei Comuni italiani e compongono un articolato sistema di generazione sempre più distribuita che nel 2012 ha garantito il 28,2 per cento dei consumi elettrici e il 13 per cento di quelli com­plessivi del Bel Paese.

"Le potenzialita', con una politica lungimirante, sono enormi" nel settore delle rinnovabili: "si potrebbe arrivare nel 2020 a 250mila occupati", secondo Legambiente, che non ha mancato di far riferimenti allo stato di crisi economica in cui ci troviamo: "in un periodo di crisi economica è importante la crescita degli occupati nel settore: a inizio 2012 le ricerche stimavano complessivamente 120mila occupati nelle fonti rinnovabili".

Legambiente nel suo ultimo rapporto 'Comuni Rinnovabili 2013' ha messo in evidenza che dal 2000 ad oggi ben 47,4 TWh da fonti rinnovabili si sono aggiunti al contributo dei 'vecchi' impianti idroelettrici e geotermici: dal solare fotovoltaico a quello termico, dall’idroelettrico alla geotermia ad alta e bassa entalpia [una funzione di stato che esprime la quantità di energia libera di un sistema termodinamico in una trasformazione a pressione ed entropia costanti], agli impianti a biomasse e biogas. Inoltre, sono 7.970 i Comuni dove si trova almeno un im­pianto, con un numero in costante crescita.

"Altro che fermarsi ora per via della crisi"; osserva Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, "sono proprio i comuni rinnovabili ci insegnano che il futuro e' gia' qui e che l'innovazione non si deve fermare mai":

Il presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas Guido Bortoni ha precisato: "Devono essere integrate nel sistema; dobbiamo riconoscere che le fonti alternative, specie quelle elettriche, sono ormai mature, potendo quindi essere pienamente integrate nel sistema elettrico e non più solo ospitate."

Bortoni ha fatto infine sapere che "l'Authority sta mettendo a punto una regolazione per facilitare quest'integrazione e contenere i costi sulle spalle dei consumatori". 

 

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