Terra: scoperti due sosia nella Via Lattea

 

Scoperti due pianeti 'gemelli' alla Terra nella Via Lattea, Kepler-62e e Kepler62f, che potrebbero avere acqua in superficie; possibile vita

Scritto da Simone Ziggiotto il 19/04/13 | Pubblicata in Ambiente | Archivio 2013

 

Scoperti due pianeti 'gemelli' alla Terra nella Via Lattea, Kepler-62e e Kepler62f, che potrebbero avere acqua in superficie; possibile vita.

C'è vita nello spazio? Stando all'ultima scoperta sì: sono stati trovati nella Via Lattea due pianeti "sosia" della Terra che noi abitiamo, che potrebbero ospitare acqua, la fonte della vita. I due pianeti 'gemelli' sono stati scoperti dal gruppo guidato dall’americano William Borucki del centro di ricerche Ames della Nasa, e analizzando i dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler.

Secondo la scoperta pubblicata sulla rivista Science, i due pianeti sono i più esterni di un sistema nato di cinque mondi extrasolari nato intorno alla stella Kepler-62, simile al 'nostro' Sole, e dista fra 2.000 e 3.000 anni luce da noi. Sono stati chiamati dagli esperti Kepler-62e e Kepler62f e hanno raggi di 1,61 e 1,41 volte il raggio della Terra, rispettivamente.

Terra via Lattea

Dalla loro stella, simile al Sole, ricevono un flusso di luce paragonabile a quello che Venere e Marte ricevono dal Sole. Questo aspetto fa ben sperare che in entrambi i pianeti hanno una propria atmosfera e acqua allo stato liquido in superficie. Per quanto concerne la composizione fisica dei pianeta, dai dati raccolti, gli scienziati presumono che i pianeti possano essere solidi, con una composizione rocciosa o ghiacciata.

"La scoperta mostra che i pianeti simili alla Terra esistono e che vale la pena continuare a condurre questo tipo di ricerche", ha detto l’astronomo Raffaele Gratton, dell’Osservatorio di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

"Dai dati che abbiamo a disposizione, relativi al raggio e al periodo orbitale, questi sono i pianeti più simili alla Terra mai scoperti", commenta l'astrofisico Justin Crepp, dell'università francese di Notre Dame. 

"Un pianeta roccioso avvolto da un’atmosfera e con fiumi e mari sulla sue superficie sarebbe un Santo Graal per la planetologia extrasolare", scrive la rivista Science commentando la scoperta.

Basandosi sui dati delle dimensioni e della distanza dalla stella Kepler-62, gli scienziati scopritori hanno calcolato che Kepler-62e e Kepler62f potrebbero avere un’atmosfera con azoto, anidride carbonica e acqua.

Già nel settembre 2010 gli astronomi dell'Università di Calfornia a Santa Cruz e del Carnegie Istitution di Washington avevano scoperto qualcosa di simile: un pianeta roccioso a venti anni luce dal sistema solare, battezzato Gliese581g, il quale sarebbe in grado di poter ospitare la vita.

 

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