Asteroide 1998 QE2: incontro ravvicinato con la Terra il 31 maggio

 

Il 31 maggio 2013 la Terra avrà un incontro ravvicinato con l'asteroide "1998 QE2" scoperto quindici anni fa

Scritto da Simone Ziggiotto il 20/05/13 | Pubblicata in Ambiente | Archivio 2013

 

Il 31 maggio 2013 la Terra avrà un incontro ravvicinato con l'asteroide "1998 QE2" scoperto quindici anni fa. Se il corpo celeste impattasse sulla Terra, l'umanità sparirebbe. Gli scienziati tranquillizzano, passerà a 5,8 milioni di chilometri dal nostro Pianeta.

La settimana prossima, venerdì 31 maggio, passerà a 5,8 milioni di chilometri dal nostro pianeta Terra l'asteroide 1998 QE2. Gli esperti ancora non hanno un orario preciso di quando il corpo celeste passerà il punto più vicino alla Terra, ma si ipotizza alle ore 3 della notte.

Il corpo roccioso, scoperto 15 anni fa e con origini ancora poco note, si avvicinerà al nostro Pianeta alla distanza di 5,8 milioni di chilometri, circa 15 volte lo spazio che dista tra la Terra e il nostro satellite, la Luna. Il diametro della roccia è di 1,4 chilometri.

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Cosa accadrebbe se 1998 QE2 colpisse la Terra? Un disastro assoluto: il corpo celeste potrebbe estinguere l'intera umanità, un evento non troppo dissimile da quello che causò l'estinzione dei dinosauri milioni di anni fa. Tuttavia, possiamo dormire tranquilli, in quanto gli esperti hanno previsto che la Terra non corre alcun rischio di impatto. 

1998 QE2 era stato scoperto 15 anni fa dal telescopio Linear del Mit presente a Socorro, nel New Mexico, e quella del prossimo 31 maggio sarà la prima volta che l'asteroide compie una visita così vicina al nostro Pianeta.

Nel 2016 missione per scoprire l'origine del sistema solare. Nel frattempo, la Nasa ha approvato un passaggio importante del progetto OSIRIS-REx (che sta per Origins-Spectral Interpretation Resource Identification Security Regolith Explorer) che prevede di inviare una sonda che andrà a toccare l’asteroide Bennu. Questa sarà la prima missione che riporterà campioni di asteroidi sulla Terra. La sonda verrà lanciata tra circa tre anni, nel 2016. Bennu è un asteroide il cui diametro è stimato essere di 500 metri e, secondo uno studio recente, tra il 2169 e il 2199 potrebbe impattare sulla Terra con una delle otto traiettorie ipotizzate. Il progetto è nato perchè gli scienziati pensano che Bennu sarà in grado di svelare l’origine del sistema solare, ma non solo. OSIRIS-REx studierà le proprietà generiche dell’asteroide, misurerà le forze non gravitazionali e fornirà dati che potranno essere confrontati con quelli raccolti sino ad oggi da osservazioni telescopiche dalla Terra.
 

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