GAIA, la Via Lattea senza piu' segreti

 

La nuova missione dell'ESA è partita ufficialmente lo scorso 19 dicembre con il lancio del satellite GAIA (qui potete leggere il nostro approfondimento dedicato al lancio), mentre oggi siamo qui per darvi ulteriori aggiornamenti sullo stato della missione

Scritto da Simone Ziggiotto il 27/12/13 | Pubblicata in Ambiente | Archivio 2013

 

GAIA, la Via Lattea senza piu' segreti

La nuova missione dell'ESA è partita ufficialmente lo scorso 19 dicembre con il lancio del satellite GAIA (qui potete leggere il nostro approfondimento dedicato al lancio), mentre oggi siamo qui per darvi ulteriori aggiornamenti sullo stato della missione.

Lo scopo della missione. Il Global Astrometric Interferometer for Astrophysics, in acronimo appunto GAIA, è stato lanciato in orbita per realizzare una mappa tridimensionale della Via Lattea e scovare nuovi pianeti ancora sconosciuti all'uomo. La Via Lattea è la galassia alla quale appartiene il sistema solare; è la Galassia per antonomasia, poiché il nome deriva dal greco Galaxias che significa "latteo", utilizzato in epoca greca per designarla.

La missione spaziale astrometrica sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea fa parte del programma scientifico Horizon 2000 creerà una mappa tridimensionale molto precisa della porzione di Galassia vicina a noi, e una mappa meno accurata ma comunque dettagliata del resto, sfruttando le stelle più luminose e visibili a grandi distanze. La mappa comprenderà sia la posizione che i movimenti delle stelle, in modo da poter studiare l'evoluzione della Galassia.

Il satellite occuperà un'orbita di Lissajous attorno al secondo punto lagrangiano del sistema Sole-Terra chiamato L2, un punto molto particolare che permette un'ottima osservazione in quanto Sole, Terra e Luna si posizionano fuori dal campo di osservazione del satellite insieme ad un basso livello di radiazioni e un buon equilibrio termico.

L'Origine della Galassia. Le misure fotometriche che GAIA fornirà agli studiosi consentiranno la definizione di luminosità, gravità, temperatura e composizione chimica di ogni stella rilevata. Sono tutti dati importanti al fine di risolvere l'enigma più antico del mondo: l'origine, la struttura e la storia evolutiva della Galassia.

Una missione anche italiana. I dati acquisiti da GAIA saranno gestiti daI centro di elaborazione Osservatorio Astronomico di Torino (P.I. Mario Lattanzi) in collaborazione con Altec, il tutto finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana. Per l'acquisizione dei dati, GAIA racchiude a bordo gli strumenti Astro (2 telescopi e imaging system), BP/RP (Blue and Red Photometers) e RVS (Radial Velocity Spectrometer).

"L’obiettivo è quello di fare precise e dettagliate osservazioni stereoscopiche di oltre un miliardo di oggetti che fanno parte della nostra Galassia. Questa missione, come quelle passate, presenti e future, vede molta Italia impegnata in prima persona, grazie al contributo dell’ industria e della ricerca che si svolge nel nostro Paese”, spieg il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese.

Le date da segnarsi in calendario. Per il prossimo 30 dicembre è prevista l’accensione di piccoli motori che serviranno a correggere l’orbita, mentre il prossimo 7 gennaio i motori si accenderanno per l’orbita definitiva, che consentirà al satellite di svolgere il compito per cui è stato mandato nello spazio.

Si prevede che la mappatura tridimensionale sarà completa non prima dei prossimi cinque anni.

 

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