Apple: Ue indaga sulle vendite di iPhone

 

iPhone e mercato europeo: la Commissione europea indaga sulle politiche di vendita di Apple

Scritto da Simone Ziggiotto il 27/05/13 | Pubblicata in Apple | Archivio 2013

 

iPhone e mercato europeo: la Commissione europea indaga sulle politiche di vendita di Apple. Un questionario inviato agli operatori europei per verificare le condizioni di vendita che potrebbero favorire i prodotti Apple a discapito dei produttori concorrenti.

La Commissione Europa ha aperto un fascicolo che vede indagato, in via preliminare, il colosso di Cupertno Apple, per controllare se l'azienda sta adottando politiche di vendita e restrizioni tecniche sull'iPhone che vanno contro il libero mercato della concorrenza per imporsi sul mercato ed escludere in qualche modo altri produttori di dispositivi mobile. A riportare la notizia è oggi il sito web del Financial Times, secondo le cui fonti rimaste anonime l'indagine è stata aperta dopo che diversi operatori telefonici si sono espressi in merito l'accusa di cui sopra.

Secondo un questionario inviato la scorsa settimana a diversi operatori di telefonia mobile europei, la Commissione europea si sta concentrando sui termini distribuzione dei melafonini, che potrebbero favorire la società di Cupertino, di modo che alcun rivale sul mercato sia in grado di raggiungere accordi di vendita che siano più favorevoli ai consumatori.

Apple

La richiesta è "stimolata da denunce private provenienti dagli operatori di telefonia mobile e rimane ancora in una fase preliminare. Prima di avviare un'accusa formale, la Commissione dovrà essere sicura che Apple ha una posizione dominante nel mercato degli smartphone in UE, una situazione che può rivelarsi difficile da provare data la crescente popolarità di telefoni Galaxy di Samsung.", riporta il Financial Times.

Apple si difende spiegando che i contratti di vendita sono pienamente conformi con le normative comunitarie dell'Unione Europea.

Il questionario di nove pagine inviato alle principali aziende di telecomunicazioni si riferisce principalmente alle pratiche di vendita, tra cui, se Apple obbliga o meno l'acquistare un numero minimo di iPhone, imponga una limitazione dell'uso del budget di marketing, e ci siano clausole imposte da Apple per accertarsi che non vengano concessi termini di vendita più favorevoli per gli altri produttori di smartphone. La Commissione nel suo questionario chiede anche se Apple pone delle restrizioni tecniche o contrattuali su iPhone 5, ad esempio che il telefono non può essere utilizzato su reti 4G ad alta velocità in Europa.

"La Commissione ha informazioni che indicano che tra Apple e gli operatori di rete mobile ("MNO") ci sono accordi di distribuzione che può potenzialmente portare alla preclusione di altri produttori di smartphone dai mercati", afferma il questionario. "Ci sono anche indicazioni che alcune funzioni tecniche sono disattivate su alcuni prodotti Apple in alcuni paesi dell'UE / SEE. Se l'esistenza di tale comportamento dovesse essere confermata, potrebbe costituire una violazione della legge Antitrust".

Tattiche di vendita senza compromessi da parte di Apple sono state a lungo una questione dolente per i gruppi delle telecomunicazioni. Alcuni dirigenti hanno recentemente alzato le loro preoccupazioni con la Commissione, compreso il controllo stretto che Apple applica sulle vendite e piani di marketing per i propri dispositivi, soprattutto quando i nuovi prodotti vengono lanciati.

Il controllo da parte dell'autorità europea giunge in una fase in cui il mercato degli smartphone si espande in modo sempre più forte, con il rivoluzionario iPhone di Apple che deve ora affrontare la concorrenza agguerrita di Samsung e, in misura minore, dei telefoni Nokia e BlackBerry.

Nel questionario, in una sezione sulle "clausole per una vendita più favorita" la Commissione si chiede se Apple costringe gli operatori a concedere incentivi sulla vendita di iPhone e vendere gli stessi "a migliori condizioni" rispetto a tutti gli altri smartphone. Bruxelles vuole sapere se tali clausole siano inserite nei contratti o se Apple insiste sul favorire tali circostanze in "dichiarazioni orali o scritte".

Vi terremo aggiornati sul caso.

 

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