Apple vs DOJ: battaglia legale iniziata per gli ebook

 

Apple e il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, infine, si sono trovati in un tribunale di Manhattan, in New York, lo scorso Lunedi, per l'inizio del processo che vede il colosso di Cupertino indagato per aver stretto accordi con gli editori di libri ad alzare i prezzi degli ebook violando le leggi antitrust

Scritto da Simone Ziggiotto il 04/06/13 | Pubblicata in Apple | Archivio 2013

 

Apple e il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, infine, si sono trovati in un tribunale di Manhattan, in New York, lo scorso Lunedi, per l'inizio del processo che vede il colosso di Cupertino indagato per aver stretto accordi con gli editori di libri ad alzare i prezzi degli ebook violando le leggi antitrust.

Il Dipartimento di Giustizia sta cercando di dimostrare alla corte che Apple era il capobanda in uno schema che portava a spingere gli editori di libri ad aumentare i prezzi, per competere meglio con Amazon. Apple ha combattuto nei giorni scorsi, sostenendo che il governo degli Stati Uniti ha preso le varie e-mail scambiate tra i dirigenti di Apple e gli editori fuori dal contesto, e che l'ingresso dell'azienda nel business degli e-book non ha fatto altro che aiutare il mercato.

Tribunale Manhattan New York

Entrambe le parti hanno rilasciato le loro dichiarazioni in tribunale nella giornata di ieri, Lunedi 3 giugno, ma non appena Apple ha iniziato a presentare la sua parte, uno dei suoi avvocati ha espresso la preoccupazione che il suo cliente potrebbe essere giudicato in modo preventivo. L'avvocato di Apple Orin Snyder ha detto che i commenti pro-DOJ fatti dal giudice distrettuale Denise Cote ad una udienza preliminare il mese scorso hanno suggerito che il giudice credeva già che Apple fosse dalla parte del torto. "Tutto ciò che vogliamo è un giusto processo con tutte le prove che possano essere considerate e i testimoni di essere ascoltati", ha aggiunto.

Cote ha quasi subito fermato Snyder, dicendo che lei ha dato solo un parere perché entrambe le parti hanno convenuto in esso, e che lei non avrebbe preso in considerazione tutti i documenti come prova fino a quando non fossero stati ufficialmente presentati. "La corte non è contro Apple .... Avete il mio impegno ... che farò del mio meglio per seguire la legge.", ha detto il giudice Cote.

In apertura delle dichiarazioni del Dipartimento di Giustizia, l'avvocato Lawrence Buterman, che ha parlato per circa un'ora e mezza, ha presentato tutta una serie di e-mail che furono scambiate tra i dirigenti di Apple e gli editori di libri, molti dei quali sono in programma di testimoniare durante il processo nelle prossime settimane. 

L'argomento chiave su cui il governo sta cercando di fare luce è che Apple ha lavorato insieme con gli editori per fare cambiamenti circa la fissazione dei prezzi dei libri digitali (e-book) portando i consumatori a pagare di più e alterando il mercato della libera concorrenza per molto tempo capitanato dal venditore Amazon.

Il Dipartimento di Giustizia ha affermato che Apple è stata la capofila nella pianificazione dei prezzi degli e-book. In particolare, il Dipartimento di Giustizia ha chiamato in causa il Senior Vice Presidente di Apple, Eddy Cue, che supervisiona tutti i negozi digitali di Apple e i servizi Web, per il suo ruolo nella creazione di politiche sulla vendita di e-book di Apple e dei loro prezzi. Cue, che Buterman ha chiamato "il capobanda della cospirazione" testimonierà il prossimo 13 giugno.

Buterman ha inoltre sostenuto che alla fine degli anni in cui era amministratore delegato di Apple, Steve Jobs ha ammesso che la società tramava qualcosa, e lo ha detto in una intervista con il The Wall Street Journal e con il suo biografo, Walter Isaacson. "Apple aveva conoscenze con gli editori per aumentare i prezzi...", ha detto Buterman. "Il comportamento di Apple non può essere scusato.".

L'argomentazione in tribunale di Apple prende una posizione opposta, suggerendo che ogni corrispondenza che aveva con i vari editori faceva parte di una normale pratica commerciale. Inoltre, eventuali accordi da Apple raggiunti con gli editori sono stati "polemici e molto combattuti" rispetto a qualche altro accordo che è stato portato a termine a porte chiuse. "Apple ha atteso questo giorno per molto tempo... anche il nostro governo è fallibile, e qualche volta il governo si sbaglia." ha detto Snyder, avvocato di Apple, il quale ha poi ripreso quanto detto la scorsa settimana dall’amministratore delegato Tim Cook, definendo il processo "bizzarro". "Siamo pronti per essere giudicati perché non abbiamo fatto nulla di sbagliato" ha continuato l’avvocato.

Il processo continua anche oggi, con ulteriori testimonianze dei citati in giudizio. Il processo è in programma per proseguire nelle prossime tre settimane, in quanto entrambe le parti hanno 29 ore per esporre le loro accuse/difese. Il colosso che produce iPhone e iPad è rimasto l’ultima azienda a difendersi in questo caso, visto che i cinque editori coinvolti hanno patteggiato.

 

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