Google riconosce la Palestina

 

Google ha modificato il nome nella versione palestinese della sua homepage: 'Google Palestina' invece che 'Google nei territori palestinesi'

Scritto da Simone Ziggiotto il 05/05/13 | Pubblicata in Google | Archivio 2013

 

Google ha modificato il nome nella versione palestinese della sua homepage: 'Google Palestina' invece che 'Google nei territori palestinesi'. La decisione arriva in seguito al riconoscimento della Palestina come stato non-membro all'Onu.

Google riconosce la Palestina: da alcuni giorni la homepage del sito di ricerca riporta il nome Palestina, Falestin in arabo, piuttosto che 'Territori Palestinesi'. Mountain View ha detto di aver preso questa strada in seguito la decisione dell'Onu di ammettere alle Nazioni Unite, come Stato non membro, la Palestina del presidente Abu Mazen.

Una mossa politica giudicata unilaterale da Israele, che ha scatenato non poche critiche visto che da sempre si oppone al riconoscimento della Palestina come stato. La decisione del motore di ricerca più famoso del mondo è stata definita come 'Sorprendente' dal portavoce del ministero degli Esteri israeliano Yigal Palmor. Tra le reazioni più rilevanti, la ripresa degli insediamenti edilizi nella zona E1 per unire i quartieri di Gerusalemme est alla citta' di Maale Adumim, in Cisgiordania. 

Google Palestina

"L'iniziativa di Google suggerisce interrogativi sulle ragioni dietro questa scelta che arriva da un'azienda privata e che irrompe sul terreno della politica internazionale in maniera controversa. Google comunque non è un'entità politica nè diplomatica, quindi può chiamare qualsiasi cosa con qualsiasi nome senza che questo abbia alcun valore politico o diplomatico".

I Palestinesi. Per i palestinesi, il consigliere per le telecomunicazioni e internet del presidente Abu Mazen Sabri Sadam ha definito la decisione di Google "un passo nella buona direzione. Speriamo che Google Maps mostri anche le terre palestinesi confiscate dalla colonizzazione israeliana" ha concluso il consigliere.

Gli israeliani. Il portavoce del ministero degli affari esteri di Israele, Ygal Palmor, ha detto: "L'iniziativa di Google suggerisce interrogativi sulle ragioni dietro questa scelta". Non piace il fatto che la decisione arriva da una "un'azienda privata" anche se, in difesa, Mountain View dice "Quando diamo un nome ai Paesi ci consultiamo con un certo numero di fonti e di autorita' internazionali" sottolineando che nel caso della Palestina sono state rispettate "le indicazioni delle Nazioni Unite e dei suoi Paesi membri, dell'Icann, dell'Iso e di altre organizzazioni internazionali".

Google. Oggi, in definitiva, i navigatori del web palestinesi troveranno nella homepage locale di Google la scritta "Google Palestina", ma nei prossimi giorni tutti i servizi di Google nei territori interessati cambieranno, come precisato da uno dei portavoce di Google, Nate Tyler: "Stiamo cambiando il nome di 'Territori Palestinesi' in 'Palestina' sui nostri prodotti". 

 

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