Cloud: cresce l'investimento aziendale nelle nuvole digitali

 

Cresce la spesa delle aziende per gli investimenti sul Cloud, ossia "la nuvola dei dati digitali"

Scritto da Simone Ziggiotto il 26/06/13 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2013

 

Cresce la spesa delle aziende per gli investimenti sul Cloud, ossia "la nuvola dei dati digitali".

Secondo l'ultimo rapporto dell'Osservatorio Cloud & ICT as a Service, alla terza edizione e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, le grandi imprese stanno puntando sempre di più sul Cloud Computing.

Se la spesa complessiva per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Ict) cresce solo nel 13 per cento dei casi, quella per avere un sistema che consente di salvare file su server esterni cresce nel 54 per cento per il 'public cloud', nel 50 per cento per il 'private cloud'. Secondo i dati dell’Osservatorio, la spesa dell grandi imprese cresce per il Cloud è cresciuta del 12 per cento mentre nelle piccole e medie imprese la crescita è del 16 per cento.

Il mercato delle 'nuvole digitali' vale oggi 493 milioni di euro, in crescita dell'11 per cento rispetto al 2012. 

Cloud nuvola

"Il Cloud Computing rappresenta un modello che offre l’opportunità di recuperare produttività e creare le condizioni per lo sviluppo e l’innovazione, consentendo al contempo di diminuire i costi, razionalizzare le infrastrutture e migliorare i tempi di risposta" dice Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service. In particolare, continua il responsabile, "l’ecosistema delle PMI e delle startup potrebbe trarne benefici enormi dal Cloud Computing".

Per chi non è ben informato sul significato di Cloud Computing (in italiano "nuvola informatica") il termine indica l'insieme delle tecnologie che consentono di memorizzare, archiviare e/o elaborare dati grazie all'utilizzo di risorse hardware/software distribuite e virtualizzate in Rete in un'architettura tipica client-server. L'architettura informatica del cloud computing prevede l'uso di uno o più server reali fisicamente collocati presso il data center del fornitore del servizio, quindi non presenti nel luogo in cui opera l'azienda.

Esempi banali ma concreti di Cloud Storage sono i servizi offerti per gli utenti privati da Google (Drive) e Apple (Cloud) piuttosto che Dropbox, che offrono un modello di conservazione dati su computer in rete in cui i dati degli utenti sono memorizzati su server virtuali ospitati presso strutture del fornitore del servizio. Uno dei principali vantaggi del cloud storage è la possibilità di accedere ai dati da qualsiasi luogo ci si trova, basta solo una connessione web e un dispositivo con cui accedere.
 

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