Web Tax: Dal Primo Marzo 10.000 aziende italiane saranno costrette a diventare illegali

 

Il primo marzo entrerà in vigore la famosa Web Tax, prevista dalla Legge 27 dicembre 2013, n

Scritto da Redazione il 27/02/14 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2014

 

Web Tax: Dal Primo Marzo 10.000 aziende italiane saranno costrette a diventare illegali

Il primo marzo entrerà in vigore la famosa Web Tax, prevista dalla Legge 27 dicembre 2013, n. 147, che mira a regolare le modalità fiscali per l’acquisizione di servizi di pubblicità e link sponsorizzati online.

Una norma penalizzante per le oltre 10.000 aziende italiane che ogni giorno acquistano pubblicità dai principali network del settore, ovvero da Google, Facebook e Microsoft.

Inizialmente posticipata al primo luglio, a causa della mancata conversione in legge del Decreto Legge 30 dicembre 2013, n. 151 (il cosiddetto “Salva Roma”),la web tax si appresta dunque a diventare operativa.

Una norma in aperto contrasto con la direttiva Europea 2006/123/CEE (“Direttiva Bolkestein”), per la quale l'Italia verrà sicuramente sanzionata, che vorrebbe costringere qualunque soggetto ad acquistare servizi pubblicitari utilizzabili in Italia esclusivamente da partite iva italiane, rendendo di fatto illegale l'acquisto di pubblicità presso i principali operatori del settore come Google e Facebook che solitamente risiedono fiscalmente in Irlanda, paese dell’area Euro.

Una norma che rischia di compromettere pesantemente il mondo digitale italiano, con il rischio di ritorsioni da parte dei principali operatori stranieri, che potrebbero decidere di sospendere i servizi o scaricare sul prezzo gli eventuali costi extra

Seppur non previste sanzioni dal mancato rispetto di questa norma, dal primo marzo, oltre 10.000 aziende italiane non potrebbero più acquistare pubblicità dai principali network online, un danno enorme in termini di competitività del nostro paese all'estero.

Gli investimenti pubblicitari su internet nel 2013 hanno superato i 3 miliardi di euro, con una quota di incidenza pari al 15% delle spese complessive in comunicazione pubblicitaria, come riportato recentemente da Agcom.

Il rischio di un downgrade pesante dell'economia digitale italiana è alle porte con migliaia di posti di lavori a rischio.
 

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