Banda Larga, in Italia la mancanza di infrastrutture costa 35 miliardi l'anno

 

In quanto a diffusione della banda larga in Italia siamo ancora indietro

Scritto da Maurizio Giaretta il 02/10/13 | Pubblicata in Reti | Archivio 2013

 

In quanto a diffusione della banda larga in Italia siamo ancora indietro. Con una rete più moderna si potrebbero liberare risorse pari a 35 miliardi all'anno. Il divario tra il Nord e il Sud del Paese aumenta e in campagna solamente il 17% è connesso.

Secondo i dati diffusi congiuntamente da Cia, Agia e Cittadinanzattiva ieri alla Sala Aldo Moro di Montecitorio, il quadro della diffusione di internet in Italia non è dei migliori. E ciò non è affatto un bene se si considera che l'innovazione tecnologica potrebbe essere proprio una chiave di volta per rilanciare la crescita e la competitività e per dare lavoro alle persone, partendo dai più giovani.

"Bisogna superare il 'digital divide' e colmare gli inaccettabili ritardi sull’Agenda digitale, solo così si può raggiungere l’obiettivo della semplificazione amministrativa per cittadini e imprese", si legge nel comunicato. "Oggi la burocrazia costa 31 miliardi di euro al sistema Paese", fondi che potrebbero diventare invece delle risorse preziose.

Secondo l'ultimo rapporto della Commissione Onu, del 2012, in Italia solo il 58% delle persone usavano internet. Nella classifica mondiale, siamo 57.esimi. C'è anche una forte differenza tra aree urbane e rurali: nelle prime le persone connesse sono l'89% e nelle seconde, a causa di infrastrutture inadeguate, lo sono soltanto il 17%.

"Si stima che ogni euro investito nel settore Ict generi un incremento sul Pil nazionale pari a 1,45 euro"

Le aziende informatizzate del settore primario, si legge, sono appena il 3,8% del totale (circa 61 mila). La percentuale varia decisamente in funzione delle aree territoriali: nel Nord Ovest si arriva al 10,9%, nel Nord Est all'8,1% e la percentuale scende in picchiata al Sud e nelle Isole (rispettivamente l'1,3 e il 2%).

Cia, Agia e Cittadinanzattiva fanno notare che c'è un "grave ritardo accumulato dal Governo nell'adozione dei provvedimenti attuativi per la concreta implementazione dell’Agenda digitale nazionale" che si traduce essenzialmente in mancati risparmi derivanti dallo snellimento della burocrazia, "che oggi fa perdere al sistema Italia qualcosa come 31 miliardi di euro. Quasi 4.500 euro a cittadino".

Gli agricoltori che usano internet hanno un potenziale economico superiore del 40% rispetto agli altri

In un periodo nel quale la dispccupazione giovanile è stabilmente sopra il 38%, reti internet più evolute sono una necessità. Infatti intanto "si stima che ogni euro di investimento nel settore Ict generi un incremento sul Pil nazionale pari a 1,45 euro".

Inoltre si noti che gli agricoltori che riescono a sfruttare i benefici della rete (per esempio instaurando un rapporto diretto con il pubblico sui social media o promuovendo i propri prodotti) "hanno un potenziale economico superiore del 40 per cento" rispetto agli agricoltori 'senior'.

E' possibile leggere il rapporto integrale in questa pagina.

 

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