Facebook, bloccato video pedopornografico: lo scandalo

 

Su Facebook pochi giorni fa è stato pubblicato un video pedopornografico, rimasto alcune ore visibile sul social network prima di essere bloccato dagli amministratori

Scritto da Simone Ziggiotto il 24/03/13 | Pubblicata in Social Network | Archivio 2013

 

Su Facebook pochi giorni fa è stato pubblicato un video pedopornografico, rimasto alcune ore visibile sul social network prima di essere bloccato dagli amministratori. Poche ore sono però bastate per generare 4000 'mi piace'. Cosa fare quando ci si trova di fronte ad una immagine pronografica? E, intanto, è polemica.

La notizia ha dell'incredibile, ma allo stesso tempo è preoccupante. Nei giorni scorsi, un utente americano ha caricato e pubblicato sul suo profilo Facebook un video pedopornografico, nel quale viene mostrato uno stupro di un uomo adulto su una bambina. Nonostante il contenuto sia disgustoso, e bloccato poche ore più tardi, il filmato è stato condiviso 16 mila volte e ha ricevuto 4 mila 'Mi piace'.

Facebook

Il video shock - La stampa britannica ha riferito che il video vedeva protagonista una bambina mentre venica abusata da un uomo adulto. La cosa che fa arrabbiare e disgustare di più gli itnernauti è però il numero di 'like' ricevuti dal filmato.

"Tolleranza zero contro la pedopornografia", ha sottolineato lo staff di Facebook, "la tempestiva segnalazione di questo contenuto ci ha consentito di rimuoverlo il piu' rapidamente possibile. Facebook non tollera in alcun modo la presenza di contenuti pedopornografici e siamo determinati ad adottare ogni provvedimento per prevenire la pubblicazione di questo tipo di materiali".

Che fare dunque in questi casi? "Se si incontra un contenuto non adeguato non bisogna condividerlo né tantomeno segnarlarlo con mi piace. Piuttosto il video, la foto, il post, o il link vanno segnalati nell'apposita sezione report", spiegano da Facebook. Inoltre, è possibile segnalare il contenuto alla Polizia Postale.

Non è la prima volta che accadono cose simili - Se questo caso è stato risolto, il problema comunque rimane: i pedofili, come chiunque altro, sanno usare i social network, anche se loro usano il mezzo per diffondere fotografie e filmati di bambini. In passato, simili casi si sono registrati anche su Twitter: nell'Ottobre 2012 sono stati segnalati agli amministratori del microblog numerosi profili Twitter usati per diffondere immagini di bambini, con diversi retweet (la condivisione su Twitter, come i 'like' di Facebook). I profili sono stati prontamente bloccati, ma questo di certo non serve per fermare il disgustoso fenomeno.

 

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