Facebook puo' portare alla psicosi

 

Facebook può portare alla psicosi? I ricercatori dell'Università di Tel Aviv dicono che il social networking può avere effetti gravemente deleteri sulla psiche umana

Scritto da Simone Ziggiotto il 06/05/13 | Pubblicata in Social Network | Archivio 2013

 

Facebook può portare alla psicosi? I ricercatori dell'Università di Tel Aviv dicono che il social networking può avere effetti gravemente deleteri sulla psiche umana.

A volte, i normali esseri umani prendono in simpatia termini clinici e li riusano in vari ambiti. Se esci dopo una visita, per esempio, e quando i tuoi amici ti chiedono come è andata, si risponde solitamente: "Oh, lei è psicotico" o "Lei è delirante" scherzando sulla diagnosi. Anche questi stati, apparentemente influenti sulla persona, è bene non sottovalutarli.

I ricercatori dell'Università di Tel Aviv hanno collegato episodi psicotici dei pazienti alla dipendenza da Internet e delusioni causate da relazioni virtuali coltivate ​​sui siti di social networking. Anche se tutti i partecipanti avevano alla base dei problemi di solitudine, nessuno ha avuto una storia di psicosi o di abuso di droghe nel suo passato.

Facebook messaggio connessione

Il ricercatore dottor Uri Nitzan della Facoltà di Medicina dell'Università di Tel Aviv e del Centro di Salute Mentale Shalvata ha detto: "l'accesso a Internet diventa sempre più diffuso, capace anche di generare psicopatologie correlate. Le comunicazioni via computer usando Facebook e altri sistemi di chat sono una parte importante di questi casi.".

Come riporta il Daily Mail, i ricercatori hanno scoperto che i pazienti soffrivano di maggiori effetti negativi tanto più essi "socializzavano" online.

Lo studio ha poi preso in esame in modo più approfondito tre dei pazienti del dottor Nitzan. Gli studi hanno trovato un legame diretto tra episodi psicotici con le comunicazioni via internet o Facebook. Tutti e tre i pazienti del dottor Nitzan hanno detto che sui social network cercavano rifugio da una situazione di solitudine e hanno trovato conforto in intense relazioni virtuali. Anche se questi rapporti sono stati positivi in un primo momento, alla fine hanno portato a sentimenti di dolore, di tradimento e violazione della privacy.

Dr Nitzan ha detto: "I pazienti condividevano alcune caratteristiche fondamentali, tra cui la loro solitudine o la vulnerabilità a causa della perdita o separazione da una persona cara, riportando la loro inesperienza con la tecnologia e nessuna precedente storia di psicosi o di abuso di sostanze. In ogni caso è stato trovato un collegamento tra lo sviluppo graduale di sintomi psicotici, tra cui delirio, ansia, confusione e l'uso intenso di mezzi informatici."

Ma ci sono anche buone notizie che emergono da questo studio: "La buona notizia è che tutti i pazienti, che volontariamente hanno cercato un trattamento per uscire dalla loro situazione per conto proprio, sono in grado di recuperare seguendo un apposito trattamento.".

Il Dr Nitzan ha poi detto che tutti i pazienti hanno sviluppato sintomi psicotici legati alla situazione, tra cui delusioni provocate dalla persona al di là dello schermo e dal loro contatto solo tramite il computer. Due pazienti hanno cominciato a sentirsi vulnerabili a causa della condivisione di informazioni private, mentre uno ha anche sperimentato allucinazioni tattili, credendo che "la persona al di là dello schermo potesse fisicamente toccarla.".

Alcune delle caratteristiche problematiche di Internet riguardano questioni di "distorsione geografica e spaziale" come l''assenza di segnali non verbali e la tendenza a "idealizzare la persona con la quale qualcuno sta comunicando", diventando intimi senza mai aver avuto un incontro faccia a faccia.

Il Dr. Nitzan ha anche dato un consiglio ai suoi colleghi: "i professionisti della salute mentale non dovrebbero trascurare l'influenza di Internet quando si parla con i pazienti.". Quando si chiede a qualcuno della propria vita sociale "è molto ragionevole chiedere di Facebook e le abitudini di social networking, così come l'utilizzo più in generale di Internet. Come si comportano le persone su internet è molto importante per gli psichiatri, che non dovrebbero ignorare questa dimensione [dell'uso del mezzo internet] dei loro pazienti e prenderli come modello di comportamento.".

Lo studio mostra che, mentre le tecnologie come Facebook hanno numerosi vantaggi, alcuni pazienti sono danneggiati da questi siti di social networking, potendo attrarre coloro che sono soli o vulnerabili nella loro vita giorno per giorno ma possono anche "fungere da piattaforma per il cyber-bullismo e altri comportamenti predatori.".

Il Dr. Nitzan ha concluso dicendo che tutti questi fattori possono "contribuire alla rottura di un paziente con la realtà e portare allo sviluppo di uno stato psicotico.". 

Mentre il documento con i risultati dello studio è stato pubblicato nella rivista scientifica  Israel Journal of Psychiatry and Related Sciences, gli autori hanno in programma di approfondire l'uso di Facebook, studiando le caratteristiche e le applicazioni che hanno il potenziale di danneggiare i pazienti emotivamente o permettono ai pazienti di causare danni emotivi ad altri.

 

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