Facebook: condividere puo' costare il lavoro

 

Avviso a tutti i Facebookers: una semplice condivisione di qualcosa di personale può costare caro, anche il posto di lavoro

Scritto da Simone Ziggiotto il 01/06/13 | Pubblicata in Social Network | Archivio 2013

 

Avviso a tutti i Facebookers: una semplice condivisione di qualcosa di personale può costare caro, anche il posto di lavoro. Un recente studio dimostra che le aziende hanno rifiutato l'assumere 1 persona su 10 di età compresa tra 16 e 34 a causa di qualcosa che la persona ha condiviso sui social media.

Difficilmente Ashley Payne avrebbe potuto sapere che la foto di lei ad una festa mentre teneva sia una pinta di birra che un bicchiere di vino rosso in mano le avrebbe fatto perdere il suo lavoro di insegnante in una scuola. La giovane educatrice di 24 hanni ha postato l'immagine nel suo profilo di Facebook, giusto per far vedere che si divertiva durante una festa, ma, dopo che un genitore si è lamentato, i funzionari della scuola hanno detto a Payne che avrebbe dovuto scegliere tra le dimissioni e la sospensione, secondo quanto riportato da IOL News. Payne ha scelto di rassegnare le sue dimissioni.

Se quegli stessi funzionari della scuola ora devono assumere qualcuno e trovano una foto simile del candidato condivisa sul web è più probabile che la persona non potrà nemmeno ottenere un colloquio. Secondo un nuovo rapporto, i social network sono la causa del non assumere giovani candidati per un lavoro, proprio per via di ciò che pubblicano sui loro profili sociali. Il rapporto, proveniente da On Device Research, afferma che 1 persona su 10 di età compresa tra 16 e 34 è stata respinta per un nuovo posto di lavoro a causa di foto o commenti su Facebook, Twitter, Pinterest, e altri siti di social networking.

On Device Research

"Se trovare un lavoro non è già abbastanza duro in questo difficile clima di crisi economica, i giovani rischiano di essere scartati a causa di ciò che condividono sui loro profili di social media" ha detto in un comunicato Sarah Quinn della On Device Research.

Il dieci per cento dei giovani ha dichiarato di essere consapevole di essere stato respinto per un posto di lavoro a causa dei loro profili sui social media, ma il 66 per cento dei giovani ancora non sembra preoccuparsi che questi profili possono influenzare le loro prospettive di carriera. La maggior parte dei giovani si rivolgono ai social network per restare in contatto con gli amici piuttosto che i potenziali datori di lavoro, secondo il sondaggio. Quinn dice che è necessaria una formazione migliore di come i social media possono influenzare l'occupazione al fine di garantire ai giovani maggiori possibilità per trovare un posto di lavoro ed eccellere nella loro carriera professionale.

Diversi stati americani hanno creato leggi per proteggere i dipendenti dall'essere licenziati a causa di ciò che pubblicano sui social metwork. Nel mese di gennaio, sei stati hanno ufficialmente reso illegale per i datori di lavoro chiedere ai loro lavoratori le password dei loro account sociali. Non è chiaro come mai molti datori di lavoro hanno chiesto l'accesso ai profili dei lavoratori, ma alcuni casi sono emersi pubblicamente e hanno aperto discussioni su questo argomento. In un caso dell'anno scorso, per esempio, un aiutante di un insegnante nel Michigan è stato sospeso dopo aver rifiutato di fornire l'accesso al suo account di Facebook dopo che ha postato una foto che, probabilmente, non avrebbe dovuto condividere.

On Device Research

Quanto alla giovane Payne, anche se in ultima analisi, si è dimessa, ha citato in giudizio la scuola per riottenere il suo posto di lavoro o ricevere danni monetari, secondo IOL News.

L'indagine della On Device Research ha coinvolto 17.657 persone intervistate di età compresa tra 16 e 34 anni, in Cina, India, Nigeria, Brasile, Stati Uniti e Regno Unito.
 

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