Una vita da social, Polizia di Stato contro il cyberbullismo

 

1 ragazzo su 3 è sempre connesso ai social network

Scritto da Simone Ziggiotto il 22/01/14 | Pubblicata in Social Network | Archivio 2014

 

Una vita da social, Polizia di Stato contro il cyberbullismo

1 ragazzo su 3 è sempre connesso ai social network. La Polizia di Stato presenta il piano di sensibilizzazione "Una vita da social".

Una vita da social è il nuovo progetto educativo itinerante dedicato ai più giovani per spiegare come usare il mezzo internet in sicurezza e stare attenti alle 'fregature' che sono sempre dietro l'angolo. Realizzata dalla Polizia di Stato, l'iniziativa molto importante, soprattutto alla luce di quanto emerso dall'indagine condotta da Skuola.net:

Un ragazzo su tre è sempre connesso ai social network e il 27 per cento ha incontrato, senza farsi troppe preoccupazioni, una persona che ha conosciuto sul web. Di questi, il 23 per cento lo ha fatto a propria insaputa, non dicendolo nè ad amici nè ai genitori, contro il 35 per cento che si almeno preoccupato di avvisare prima qualcuno del suo appuntamento. Un giovane su quattro ha avuto almeno una volta atteggiamenti da cyberbullo postando o condividendo contenuti per prendere in giro qualcuno. Il 16,9 per cento di chi ha inviato foto o video 'hot' lo ha fatto in cambio di qualcosa (ricariche telefoniche il regalo più gettonato).

Questi sono solo alcuni dei dati emersi dall'ultima ricerca condotta su un campione di circa duemila giovani a cui sono stati posti dei quesiti sul rapporto che hanno con il mondo del web e, nello specifico, dei social network. Come detto sopra, il sondaggio fa parte della campagna della Polizia Postale "Una vita da social" volta a sensibilizzare i più giovani ai rischi connessi all'utilizzo del web.

L'iniziativa è stata presentata questa mattina a Roma, alla presenza del capo della Polizia Alessandro Pansa, del direttore centrale delle Specialità della Polizia di Stato Santi Giuffrè e del direttore della Scuola superiore di polizia Roberto Sgalla. La Scuola superiore di polizia, per l'evento, ha ospitato circa 300 studenti delle scuole medie e superiori della Capitale.

Nell'ambito dell'iniziativa, da Nord a Sud dell'Italia, gli operatori della Polizia di Stato del territorio e delle aziende partner - Facebook, Google, Microsoft, Poste italiane, Telecom Italia, Vodafone, Virgilio, Wind solo per citarne alcune - faranno tappa in tutte le regioni del nostro paese con un truck multimediale organizzato dal consorzio Gruppo Eventi come un’aula didattica, per incontrare studenti, genitori e insegnanti e parlare loro dei rischi connessi all'utilizzo del web e di altri temi sempre legati alla sicurezza online. Sono invitati a prendere parte all'iniziativa i ragazzi e non di tutte le età, in particolare coloro che usano quotidianamente Internet.

"È un progetto ovviamente indirizzato ai giovani che sono i principali consumatori della Rete", ha dichiarato il prefetto Alessandro Pansa "Il divario fra la conoscenza digitale dei giovani e degli adulti è enorme e così per i giovani i genitori non possono essere né modelli né maestri, perché in rete il più delle volte non sanno andarci. In rete ci si relaziona con un mondo intangibile, ci sono tante insidie e i genitori devono comunque rimanere un punto di riferimento, una guida".

Le tappe. La prima tappa di "Una vita da social" è iniziata oggi con gli studenti presenti alla presentazione; dando il via ufficiale al progetto. Si proseguirà fino al 25 maggio, dopo aver attraversato l'Italia in lungo e in largo ed aver fatto 33 tappe nelle maggiori città di ogni regione. Si potrà seguire l'evento nella pagina facebook Una vita da social.

 

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