WhatsApp vietato in Iran e Arabia Saudita

 

In Iran verrebbe bloccata l'applicazione di messaggistica popolare WhatsApp perchè il CEO di Facebook (e nuovo proprietario di WhatsApp) è un "americano sionista"

Scritto da Simone Ziggiotto il 07/05/14 | Pubblicata in Social Network | Archivio 2014

 

WhatsApp vietato in Iran e Arabia Saudita

In Iran verrebbe bloccata l'applicazione di messaggistica popolare WhatsApp perchè il CEO di Facebook (e nuovo proprietario di WhatsApp) è un "americano sionista".

Una censura iraniana ha vietato l'utilizzo dell'app popolare di messaggistica WhatsApp e apparentemente la colpa è di Mark Zuckerberg perché... lui è ebreo. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, alcuni funzionari iraniani hanno promosso il divieto di WhatsApp in quanto la società è stata acquistata da Facebook nel mese di febbraio. I funzionari si oppongono a Facebook - e ora a WhatsApp - perché sono gestiti da Zuckerberg.

"La ragione di questo è l'adozione di WhatsApp da parte del fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, che è un americano sionista", avrebbe detto il segretario del Committee for Determining Criminal Web Content Abdolsamad Khorramabadi, secondo Haaretz .

Mentre alcuni funzionari e censori hanno incentivato il divieto, il governo iraniano - che è diventato più moderato dopo l'elezione del presidente Hassan Rouhani - ha criticato la mossa. In un tweet, il ministro delle comunicazioni iraniano Mahmoud Mehr ha detto che "il governo della #Prudenza e #Speranza si è completamente opposta al filtraggio di WhatsApp".

Inoltre, Haaretz riferisce che Mehr ha anche annunciato: "Il governo è completamente contro il divieto di WhatsApp".

Facebook è bloccato in Iran dal 2009. La decisione di bloccare il scoial network è arrivata dopo che i manifestanti hanno usato il mezzo sociale per diffondere la parola di opposizione contro il presidente predecessore di Rouhani, Mahmoud Ahmadinejad, più intransigente quando si tratta di libertà di parola. L'Iran ha anche avuto un rapporto conflittuale con altri social media, siti di notizie e host di posta elettronica. Negli ultimi anni, il paese ha spento l'accesso ai principali siti di notizie internazionali, tra cui il motore di ricerca di Google e YouTube.

Dal suo insediamento lo scorso anno, Rouhani ha cercato di promuoversi come una persona 'più esperta di tecnologia e leader politico aperto alle idee degli altri'. Recentemente, ci sono stati diversi segni che egli potrebbe essere la persona giusta per riaprire le porte iraniane ai social media e ai siti Internet che in Iran sono stati bloccati. Rouhani ha anche incoraggiato il Suo staff e ministri ad iscriversi a Facebook.

WhatsApp per il momento non ha rilasciato dichiarazioni per confermare o smentire la restrizione del servizio in Iran.
 

Il governo dell'Arabia Saudita ha minacciato il blocco della popolare applicazione di chat dopo che già Viber è stato bloccato la settimana scorsa.

L'Arabia Saudita ha intenzione di bloccare WhatsApp nelle prossime settimane se i creatori della chat mobile app non rispetteranno la normativa vigente. L'allarme arriva dopo che la commissione Communications e Information Technology del paese ha bloccato il popolare servizio di voce e messaggi via internet Viber la scorsa settimana.
"Stiamo comunicando con WhatsApp e altre piattaforme di comunicazione simili per convincerli a cooperare con i fornitori di telecomunicazioni saudite, tuttavia nulla è ancora emerso da queste comunicazioni", ha detto ad Arab News Abdullah Al-Darrab, governatore della CITC.
 
 
Una delle norme prevede che WhatsApp stabilisca un server locale che consenta ai funzionari di monitorare l'attività degli utenti, Al-Darrab ha detto all'agenzia di stampa. "Abbiamo dato loro una settimana per rispettare le norme e abbiamo cercato di comunicare con loro da marzo senza alcun risultato," ha detto. "Pertanto, questo non ci ha lasciato altra scelta che bloccare questi servizi, a cominciare da Viber".
 
I colleghi di CNET hanno detto di aver contattato WhatsApp per commentare la notizia, ma anche la testata americana non ha ricevuto risposte al riguardo.
Il governo saudita ha già bloccato servizi di messaggistica istantanea in passato, vietando temporaneamente il servizo BlackBerry Messenger dopo che BlackBerry non ha aderito ai requisiti normativi del paese. Il governo saudita si lamentava che la sicurezza crittografata utilizzata nella rete di BlackBerry impediva al governo di monitorare i canali di comunicazione, e che l'applicazione poteva essere usata tra persone che mettevano a rischio la sicurezza nazionale.
 
Nel mese di marzo, i funzionari sauditi avevano già minacciato di bloccare diversi popolari servizi di chat, chiamate e messaging via Internet, come Skype, WhatsApp e Viber se non conformi alla normativa vigente.
 

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