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Ancestry e Spotify, playlist musicale personalizzata sul DNA

Quando si dice che "la musica ce l’hai nel DNA…"

La società Ancestry, dietro la principale fonte online di informazioni relative alla storia della famiglia con 9 miliardi di documenti di storia della famiglia ricercabili e 34 milioni di alberi genealogici, ha stretto una partnership con Spotify, il principale servizio di streaming musicale, per rendere possibile a Spotify di personalizzare playlist sulla base del patrimonio genetico dell’utente.

Ecco come funziona: una volta ricevuti i risultati da un test di AncestryDNA è possibile visitare un sito web per generare una playlist in Spotify con la musica piu’ popolare nelle regioni che hanno contribuito a generare il proprio codice genetico.

Si tratta di un modo interessante per scoprire nuova musica e potenzialmente conoscere la musica legata alle culture dei propri antenati.

Per farsi sequenziare il DNA basterebbe anche solo inviare ad Ancestry un campione della propria saliva attraverso un kit – il cui costo parte da 99 dollari – che viene recapitato a casa su richiesta. Tuttavia, bisogna fare attenzione alla privacy: con l’accettazione dei termini di utilizzo del servizio di Ancestry si esprime il proprio consento all’utilizzo da parte della società privata di utilizzare i dati genetici personali per ricerche scientifiche interne. In altre parole, l’azienda potrebbe utilizzare il DNA degli utenti per suoi scopi interni. Perlomeno  Ancestry si impegna a non cedere le informazioni a terzi: "non condividiamo le sue Informazioni genetiche (come definite nell’Informativa sulla privacy) con dipendenti, assicuratori o operatori di marketing terzi, e non condividiamo le sue Informazioni genetiche con le forze dell’ordine, salvo laddove obbligati da validi procedimenti legali, come indicato nella nostra Informativa sulla privacy. Qualsiasi condivisione delle Informazioni genetiche per la ricerca scientifica è disciplinata dal nostro Consenso informato alla ricerca, che si applica soltanto se l’utente manifesta espressamente l’intenzione di partecipare.". Inoltre, da tenere conto che "se Ancestry o le sue attività vengono acquisite o trasferite a un’altra entità (in tutto o in parte e anche in caso di fallimento o procedure analoghe), Ancestry ha il diritto di condividere con quell’entità le Informazioni personali dell’utente, il Contenuto fornito dall’utente e le Informazioni aggiuntive dell’utente."

Attenzione davvero: il DNA è unico per ogni individuo, è un dato molto sensibile e percio’ bisogna fare attenzione al condividerlo con società private. Buona l’idea di poter avere una playlist musicale su Spotify basata sul proprio codice genetico, ma è cosa di cui si puo’ fare a meno per mantenere al sicuro le informazioni del proprio DNA. Non si sa mai per quali studi scientifici i dati potrebbero essere utilizzati…

Simone Ziggiotto

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