Cina: hacker contro USA e Australia, a rischio dati militari

 

Gli hacker dalla Cina con furore: le teste informatiche cinesi sono riuscite ad entrare in possesso di informazioni tecniche private di alcuni sistemi missilistici americani, fino ad ora rimasti al segreto

Scritto da Simone Ziggiotto il 28/05/13 | Pubblicata in Altro | Archivio 2013

 

Gli hacker dalla Cina con furore: le teste informatiche cinesi sono riuscite ad entrare in possesso di informazioni tecniche private di alcuni sistemi missilistici americani, fino ad ora rimasti al segreto.

A rivelare la violazione dei dati è oggi il sito web del Washington Post, nel cui articolo si cita un rapporto ora in mano al Pentagono.

Secondo quanto riporta il WP, gli hacker cinesi sono riusciti a bersagliare anche l'Australia, rubando i piani di realizzazione del nuovo quartier generale dell'intelligence a Canberra assieme con progetti di sistemi di sicurezza, così come alcune mappe dei server. A rivelare questo è stato il degli Esteri Bob Carr.

Attacchi informatici

Gli Stati Uniti hanno fatto sapere che sono stati rubati i progetti di una ventina delle armi più potenti che Washington era riuscita a tenere al segreto fino ad oggi, tra cui quelli dei jet da guerra F/A-18, degli elicotteri Black Hawk e il programma della nave da combattimento costiero Littoral Combat Ship. Ormai questi progetti non sono più tanto 'segreti'.

Gli hacker cinesi si sono intrufolati anche in ambasciate, aziende, agenzie federali, mezzi di comunicazione, così come associazioni umanitarie.

Il ministro degli Esteri australiano Bob Carr ha per ora dichiarato che "nessuna delle notizie circolate ha colto di sorpresa il governo" sottolineando al contempo che non ci saranno attacchi di risposta verso Pechino, così come l'alleanza che i due paesi hanno rimane invariata.

Come si difende Pechino? La Cina ha fatto sapere che è "difficile capire l'origine degli attacchi informatici". Il portavoce del ministero degli Esteri, Hong Lei, ha semplicemente fatto finta che nulla sia successo, visto che non ci sono "le prove su cui cui i media basano simili notizie".

Vedremo come evolverà la situazione.

 

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