UE: La scure del risparmio energetico sugli aspirapolvere

 

Dopo le lampadine ad incandescenza, ormai fuori legge in tutta Europa, tocca ora alle aspirapolvere intraprendere una dieta energetica piuttosto ferrea, al pari di tanti altri elettrodomestici, edifici e automobili, come previsto dal regolamento 666/2013 licenziato l'8 luglio 2013

Scritto da Redazione il 25/08/14 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2014

 

UE: La scure del risparmio energetico sugli aspirapolvere

Dopo le lampadine ad incandescenza, ormai fuori legge in tutta Europa, tocca ora alle aspirapolvere intraprendere una dieta energetica piuttosto ferrea, al pari di tanti altri elettrodomestici, edifici e automobili, come previsto dal regolamento 666/2013 licenziato l'8 luglio 2013.

Dopo aver imposto il limite massimo di 1800 watt, tra qualche giorno entra in vigore il secondo step del progetto.
Dal prossimo primo settembre, sarà infatti vietato produrre e importare aspirapolvere con una potenza superiore a 1600 watt, per un consumo medio stimato di 62,0 kWh/anno,
A partire dal 2017, però, il limite scenderà in maniera netta: 900 watt il limite di potenza e 47 kWh/anno di consumo.

Rientrano in questa direttiva anche lucidatrici industriali, robot aspirapolveri e aspirapolveri industriali. Il dato di consumo è stato calcolato su 50 azioni di pulizia all'anno per 87 metri quadri con 4 passaggi per punto.

Le richieste non riguardano solo il consumo di energia, ma è stato chiesto ai produttori un livello qualitativo molto elevato: una durata di funzionamento non inferiore alle 500 ore, una capacità di aspirazione del 98% su suolo duro e almeno il 75% su suolo morbido e un massimo di 80 decibel di rumore.
Tra le altre richieste, la perdita di polvere non potrà superare l'1% mentre il tubo di aspirazione dovrà sostenere almeno 40.000 oscillazioni senza rompersi o danneggiarsi.

Etichetta Energetica per gli Aspirapolveri

Etichetta Energetica per gli Aspirapolveri

I principali produttori Europei si dicono però piuttosto perplessi su questi limiti anche se stanno già implementando nuove tecnologie al fine di renderli meno energivori. Hoover, Boschi e Dyson hanno già avviato alla vendita prodotti in linea con le richieste europee e si apprestano a sviluppare nuove generazioni di elettrodomestici a basso impatto ambientale.

I produttori dovranno ottimizzare flussi e componenti al fine di mantenere invariata la potenza di aspirazione, ma ridurre drasticamente i consumi energetici, migliorando i prodotti e garantendo ai consumatori non solo prodotti migliori, ma dotati di maggior longevità e miglior funzionamento.

Il risparmio energetico ottenuto

Si tratta di un piano che consentirà un bel risparmio energetico per l'Europa che non è nuova a queste iniziative con una serie di progetti che hanno effettivamente apportato forti contenimenti sul consumo di energia.

A fronte di un PIL cresciuto del 34% tra il 1995 e il 2013, l'Europa consuma la stessa quantità di energia e attualmente puà vantare su una riduzione tra il 18 e il 19% rispetto agli accordi europei per il 2020.

Secondo quanto dichiarato dalla commissione, tutti i prodotti che rientrano nella normativa sul risparmio energetico hanno consumato nel 2005, hanno di approvazione della direttiva, 18 Twh di energia e che gli stessi sarebbero arrivati a consumare, nel 2020, ben 34 Thw
 
 
 
 

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