Di questa vicenda ne sentiamo parlare praticamente da sempre e i primi timidi tentativi di creare
una zona del Web a Luci Rosse risalgono addirittura ai primi mesi del 2000.
Questa volta però, ipotesi e idee diventano fatti concreti visto che
l'Icann, organismo che regola la gestione e nascita dei domini Internet, ha dato il via libera ad una prima analisi per la creazione
dei domini .xxx, dedicato al materiale porno grafico e ai siti a luci rosse.
La pornografia online non conosce crisi e genera
5 miliardi di dollari all'anno di fatturato con oltre
370 milioni di siti web coinvolti (in pratica 1 sito web su 8) e decine di milioni di visite raccolte giorno.
La società che preme per la nascita e la commercializzazione di questi particolari domini Internet, punta a guadagnare almeno 30 milioni di dollari all'anno tra registrazione e rinnovi.
La scelta di usare un suffisso apposito per la pornografia,
permetterebbe di circoscriverne il fenomeno evitando che siti web apparentemente normali, siano invece siti porno e facilitando il controllo dei filtri per minori e non solo.
Una
Red Light District virtuale potrebbe presto sorgere online e diventare punto di riferimento per tutta la porno grafia in rete.