Spotify investe per consigliare meglio agli utenti cosa ascoltare

Spotify investe per consigliare meglio agli utenti cosa ascoltare

Spotify ha comprato Seed Scientific, una startup specializzata nell'analisi dei big data, per migliorare la tecnologia che suggerisce agli utenti nuovi brani da ascoltare sulla base dei loro interessi musicali.

 

Scritto da il 26/06/15 | Pubblicato in Spotify | musica in streaming | acquisizioni | Archivio 2015

 

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Spotify, il più popolare servizio di streaming di musica, che presto dovrà vedersela con Apple Music, ha portato a termine una nuova acquisizione, quella di Seed Scientific, una startup fondata nel 2013 e specializzata nell’analisi dei big data.

Spotify avrebbe investito sulla tecnologia della startup con l'obiettivo di comprendere e migliorare come gli artisti, gli ascoltatori, e i marchi interagiscono con il suo servizio di musica in streaming.

Seed Scientific precedentemente ha servito clienti tra cui Audi, Unilever, le Nazioni Unite, e soprattutto, Beats Music di Apple. Ora, con l'acquisizione, Spotify otterrà in esclusiva i servizi della startup, e quindi avrà un vantaggio in più sulla rivale Apple, pronta per il lancio il prossimo 30 giugno del suo servizio Apple Music.

Come Techcrunch riporta, il team di circa 20 persone di Seed Scientific si unirà a Spotify nel suo ufficio di New York. Qui, l'azienda continuerà ad elaborare per Spotify nuovi algoritmi per capire i comportamenti delle persone nel settore commerciale, pubblico e sociale.

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In una dichiarazione sul sito web della startup si legge:

"Il team e la tecnologia di seme di Seed Scientific diventeranno il fondamento di una nuova unità di analisi in Spotify, combinando la matematica d'avanguardia, la scienza, la progettazione e l'ingegneria per creare statistiche, modelli e strumenti con i dati raccolti."

In concreto, a cosa potrebbe servire tutto questo a Spotify? I dati di Seed Scientific potrebbero suggerire che cosa la gente ascolta, così da raccomandare meglio nuovi brani da ascoltare.

Se Spotify sarà in grado di offrire consigli più precisi di quello che gli utenti possono ascoltare, si potrebbe risolvere un grande problema dello streaming on-demand: non sapere che cosa ascoltare, senza rischiare di avviare stazioni radio e continuare a mandare avanti al brano successivo perchè quello proposto non ci piace.

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