Musica in Streaming supera il Download Digitale

Musica in Streaming supera il Download Digitale

 

Scritto da , il 25/03/16

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Grazie alla sempre crescente diffusione di servizi come Spotify, Tidal e da qualche mese anche Apple Music, il mercato della musica in streaming è in crescita.

Le vendite negli Stati Uniti di musica in streaming nei primi sei mesi del 2015 hanno superato 1 miliardo di dollari per la prima volta, stando ai dati diffusi sei mesi fa dalla Recording Industry Association of America, che ha analizzato i ricavi dai servizi di musica in abbonamento come Spotify e Apple Music, le radio in streaming come Pandora e Sirius XM, e i servizi gratuiti ma supportati dalla pubblicità come Vevo, YouTube e la versione gratuite di Spotify. Nel complesso, i ricavi nella prima metà del 2015 sono stati conteggiati a 1.03 miliardi di dollari, pari ad una crescita del 23% dall'anno precedente.

La Riaa ha ora aggiornato i dati, rendendo noto che nell'intero 2015 i ricavi dai servizi di musica in abbonamento sono cresciuti del 29%, per un totale di 2,41 miliardi di dollari pari a una quota del 34,3% del mercato nazionale. Per la prima volta, con oltre 2 miliardi di dollari, i ricavi del mercato della musica in streaming nel 2015 hanno superato i ricavi dai download digitali - ossia gli acquisti di musica da servizi come l'iTunes Store di Apple - che hanno subito un calo del 10 per cento su base annuale a 2,3 miliardi di dollari.

Non è una sorpresa la crescita della vendita di musica in vinile (+32%, pari a 416 milioni di dollari), che negli ultimi mesi è tornata a prendere piede soprattutto tra collezionisti.  E' invece calata la vendita di supporti fisici (Cd e Dvd musicali) del 17%.

"L'industria musicale è oggi un business digitale che raccoglie il 70% dei suoi proventi da un vasto numero di piattaforme e formati. La quota dei ricavi da questi format digitali supera quella di ogni altro comparto dell'industria dell'intrattenimento" ha dichiarato Cary Sherman, presidente e CEO della Riaa, in una intervista al Financial Times.

Negli ultimi cinque anni, sempre più consumatori sono passati dall'acquistare singoli brani o interi album musicali digitali all'abbonarsi ad uno dei tanti servizi che offrono la possibilità di ascoltare musica in streaming, avendo la possibilità di scegliere cosa ascoltare tra un catalogo di milioni di brani, pagando un abbonamento mensile di circa 10 euro (con eccezione Tidal che offre anche l'opzione di musica senza perdita di qualità Lossless a 20 euro al mese).

Leggi anche: Apple Music vs Spotify vs Tidal, quale scegliere

Questo cambiamento nel settore della musica ha portato a grandi cambiamenti, tanto che Apple si è praticamente vista costretta a lanciare un suo servizio di streaming musicale; Apple Music in ordine cronologico è infatti l'ultimo servizio di musica in streaming in abbonamento ad essere stato lanciato. Disponibile dal 29 giugno scorso, Apple Music ha raggiunto 11 milioni di utenti in meno di due mesi, di cui 9 milioni iscritti alla prova gratuita di 3 mesi e circa 2 milioni già paganti, secondo quanto dichiarato dal senior vice president della compagnia Eddy Cue.

La Recording Industry Association of America ha fatto sapere che ora i ricavi dai servizi di streaming di musica sono circa un terzo delle vendite totali del settore musicale. Solo cinque anni prima, questi servizi rappresentavano il 5 per cento del totale dei ricavi.

E voi siete abbonati ad uno dei servizi che offrono la musica in streaming o siete ancora amanti del supporto fisico/CD? Meglio ancora, rientrate nella nicchia di consumatori che apprezzano ancora i vinili? Scriveteci nel box dei commenti qui sotto la vostra opinione. 

Leggi anche: Musica in streaming frena le vendite di CD negli Stati Uniti

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