TIDAL, Sprint acquista quota del 33 per cento

TIDAL, Sprint acquista quota del 33 per cento

 

Scritto da , il 23/01/17

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L'operatore statunitense Sprint ha comprato una quota del 33 per cento di Tidal, il servizio di streaming di musica lanciato nel 2014 che punta sulla qualità audio ad alta fedeltà e più recentemente si è assicurata i diritti esclusivi per lo ​​streaming di diversi album di artisti popolari come Rhianna al fine di competere meglio con i servizi rivali con piu' utenti come Spotify e lo stesso servizio di Apple, Apple Music.

Dopo che sono state smentite lo scorso anno le indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal secondo cui Apple stava valutando l'acquisizione di Tidal, il servizio di streaming musicale di proprietà di Jay Z, è ora per il 33 per cento di proprietà di Sprint. Stando ai termini dell'accordo, Tidal offrirà contenuti esclusivi che saranno disponibili solo per gli abbonati Sprint negli USA. Sia il vettore che TIDAL sperano con questo accordo di crescere le loro basi di clienti, anche se per ragioni diverse. Sprint puo' contare ora su un servizio di streaming musicale partner che gli mancava, mentre i concorrenti ne hanno gia' uno (AT&T ha DirecTV, T-Mobile Music Freedom e Binge On, Verizon ha Go90 e NFL Mobile. TIDAL per quanto sia il servizio che offre la musica con la migliore qualità non riesce a sfondare, questo pero' in gran parte per colpa dei consumatori che si accontentano della scarsa qualità offerta da Spotify e Apple Music per citare i piu' popolari concorrenti. 

Apple Music continua a crescere per numero di abbonati, arrivato a quota 17 milioni, ma pagando 9,99 euro al mese (o 14,99 euro al mese per fino a 6 account) si puo' ascoltare musica ad una qualità piuttosto scadente, con brani in formato AAC al massimo bitrate di 256 kbps, mentre TIDAL punta molto sulla qualità dell'audio, e offre il piano HiFi da 19,99 euro al mese con l'ascolto in Flac (Lossless) a bitrate massimo di 1411 kbps (qualità CD). Per confronto, Spotify offre musica in formato OGG Vorbis a 320kbps, che è molto simile alla qualità offerta da Apple Music.

Jay Z ha acquisito Tidal nel marzo del 2015 pagando 56 milioni di dollari, dando ad altri interpreti (Alicia Keys, Calvin Harris, Arcade fire, Chris Martin from Coldplay, Beyonce, Daft Punk, Jack White, J. Cole, Jason Aldean, Kanye West, Deadmau5, Madonna, Nicki Minaj, Rihanna e Usher) una quota di partecipazione nella società, e da allora si è sempre cercato di migliorare il servizio, che ad oggi è il migliore servizio di streaming di musica per i veri appassionati di musica, che non ci stanno alle tracce ultra compresse offerte da Apple Music, Spotify o Deezer solo per citarne alcuni. Tidal offre anche i video musicali in alta definizione dei brani degli artisti, e da' anche la possibilità di acquistare biglietti o acquistare musica digitale attraverso il suo Tidal Store, così da poterla conservare per sempre.

Purtroppo TIDAL resta un servizio di nicchia, perchè non ci sono molte persone disposte a pagare un canone di abbonamento di 20 euro al mese per avere accesso a milioni di brani musicali nella stessa qualità di un CD. Basti pensare che, leggendo tra i commenti lasciati negli store di Apple e Google nelle pagine di alcune app di streaming, c'è chi si lamenta del perchè Spotify piuttosto che Deezer 'riproducono brani che vogliono non quello che seleziono io' perchè hanno la presunzione di poter utilizzare i servizio gratis e anche di poter ascoltare quello che vogliono loro; mentre si sa che l'ascolto 'su richiesta' dei brani è riservato agli utenti paganti, mentre chi usa le versioni free delle app puo' ascoltare canzoni a rotazione, e con la pubblicità. Fintanto che cè questa mentalità, TIDAL non potrà riuscire a crescere offrendo, di fatto, un servizio di qualità.

Al CES 2017, TIDAL ha annunciato il supporto per MQA (Master Quality Authenticated), il codec audio destinato a garantire un facile accesso alla musica in alta risoluzione via streaming - è il primo servizio del suo genere a rendere la musica Hi-Res disponibile via streaming.

Leggi anche: Apple Music vs Spotify vs Tidal, quale servizio di musica in streaming scegliere

Apple smentisce interesse verso TIDAL

Apple Music ora ha 17 milioni di abbonati paganti, rispetto ai 40 milioni di abbonati paganti di Spotify e 100 milioni di ascoltatori attivi. Tidal ha circa 3 milioni di utenti paganti. 

A fine 2016, il Wall Street Journal ha riportato che Apple stava valutando l'acquisizione di Tidal. Stando a quanto aveva riferito il WSJ, le trattative per un accordo di acquisizione di TIDAL da parte del gruppo di Cupertino erano "in corso", con tanto di analisti che avevano provato ad azzardare prezzi di acquisizione. In passato sono circolate voci della possibile acquisizione di Tidal anche da parte di Samsung, poi non rivelatesi vere. "Non stiamo cercando di acquisire servizi di streaming", ha detto il capo di Apple Music, Jimmy Iovine, in una successiva intervista. "Stiamo percorrendo la nostra strada".

In caso di acquisto di TIDAL, Apple avrebbe potuto lanciare un piano per l'ascolto di musica in qualità CD (o superiore, visto che Tidal è prossima al lancio dell'offerta che prevede l'audio MQA in alta risoluzione), per dare del filo da torcere a Spotify, che negli ultimi anni non sta introducendo molte novità - nella community online di Spotify ci sono molti utenti che chiedono che anche in Spotify venga inserita la possibilità di ascoltare la musica in qualità superiore, e sono anche disposti a pagare qualcosa in piu' dei 10 euro mensili per questo, ma Spotify sembra non voler ascoltare tali richieste.

In seguito al rapporto del Wall Street Journal che ha suggerito che Apple era in trattative per l'acquisto di Tidal, l'analista di Piper Jaffray Gene Munster ha stimato che l'acquisizione di Tidal sarebbe potuta costare a Apple circa 500 milioni di dollari. Un prezzo importante, se si considera che Jay Z 'solo' 56 milioni di di dollari Tidal nel 2015.   Apple ha pagato 3 miliardi di dollari per acquisire Beats Audio nel 2014, la più grande acquisizione mai conclusa dalla società di Cupertino. Oltre al business delle cuffie commerciali Beats, Apple con l'accordo ha fatto suo anche il servizio di streaming musicale Beats Music quando contava solo 111mila abbonati al momento dell'acquisto.  

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