Tim Cook e Bill Gates possibili Vp per Hillary Clinton

Tim Cook e Bill Gates possibili Vp per Hillary Clinton

Hillary Clinton ha preso in considerazione i nomi di Bill Gates e Tim Cook come prossimo vice presidente in caso di vittoria alle elezioni presidenziali 2016.

 

Scritto da , il 19/10/16

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A meno di un mese dalle elezioni americane 2016 e mentre la campagna presidenziale degli Stati Uniti per Hillary Clinton continua, scopriamo tramite Wikileaks che il team della candidata democratica stava prendendo in considerazione diversi nomi di leader dell'alta tecnologia come potenziali compagni di esercizio, nel ruolo di vicepresidente, in base alle e-mail trapelate via WikiLeaks provenienti dal manager della campagna della Clinton, John Podesta.

Tra i nomi che piu' interessano a noi ci sono quelli di Tim Cook, attuale amministratore delegato della Apple, e Bill Gates, il fondatore e presidente onorario di Microsoft.

La lista, contenuta in una mail spedita in data 17 marzo 2016, è stata scritta per elencare i possibili nomi di coloro che avrebbero potuto diventare vice presidente degli Stati Uniti d'America, divisi per categoria tra cui 'leader della tecnologia' della Silicon Valley in cui sono stati trovati appunto Cook e Gates ma non solo: da segnalare anche Melinda Gates (moglie di Bill Gates), Mary Barra di General Motors e Ursula Burns di Xerox, Howard Schultz (amministratore delegato di Starbucks), Muhtar Kent (chief executive officer di Coca-Cola), Judith Rodin presidente di Rockefeller Foundation e l'ex sindaco di New York Michael Bloomberg.

In ultima analisi, il 27 luglio 2016 è stato scelto Timothy Michael Kaine come candidato dei Democratici alla vicepresidenza. Kaine è l'attuale senatore per lo stato della Virginia e in precedenza governatore dello stesso stato dal 2006 al 2010.

Nel mese di luglio, il New York Times aveva riferito che, se eletta, la Clinton avrebbe potuto reclutare il CEO di Apple per servire come il primo segretario di gabinetto dichiaratamente gay.

Leggi anche: Tim Cook di Apple: Orgoglioso di Essere Gay

Se Tim Cook fosse diventato il nuovo vicepresidente degli Stati Uniti non sappiamo se si sarebbe dimesso dalla carica di amministratore delegato della Apple, ma probabilmente si' perchè difficilmente sarebbe riuscito a gestire questi due importanti ruoli al contempo.

Ecco la lista completa che Podesta ha inviato alla Clinton: Xavier Becerra, Julian Castro, Eric Garcetti, Tom Perez, Ken Salazar, Tammy Baldwin, Kirsten Gillibrand, Amy Klobuchar, Claire McCaskill, Jeanne Shaheen, Debbie Stabenow, Elizabeth Warren, Michael Bennet, Sherrod Brown, Martin Heinrich, Tim Kaine, Terry McAuliffe, Chris Murphy, Tom Vilsack, Steve Benjamin, Cory Booker, Andrew Gillum, Eric Holder, Deval Patrick, Kasim Reed, Anthony Foxx, John Allen, Bill McRaven, Mike Mullen, Mary Barra, Michael Bloomberg, Ursula Burns, Tim Cook, Bill Gates, Melinda Gates, Muhtar Kent, Judith Rodin, Howard Schultz, Bernie Sanders.

Come potete leggere, l'elenco comprende persone importanti, tra cui politici, uomini d'affari, e filantropi ben noti.

L'e-mail da cui è emersa questa lista è parte di una ampio gruppo di email rivelate da WikiLeaks il 4 ottobre ottenute in seguito ad un attacco hacker ai sistemi della Casa Bianca e provenienti da Podesta, dai sistemi utilizzati per la campagna della Clinton, dall Comitato Nazionale Democratico, e da altre fonti.

Hillary è del partito Democratico, la cui campagna si basa nel promuovere piani per l'eguaglianza tra persone e rivolti principalmente ai piu' poveri e a chi ha bisogno di aiuto; a questo punto non sorprendono alcuni nomi che abbiamo trovato nella lista di cui sopra.  Il CEO di Apple ha molto in comunque con Bill Gates quando si tratta di filantropia.

L'amministratore delegato della Apple Tim Cook non è raro che si renda disponibile per aste di beneficenza; nel 2013, Cook aveva raccolto 610mila dollari per un caffè insieme al miglior offerente, mentre nel 2014 ha raccolto 310mila dollari offrendo un pranzo.

Bill Gates segue tutto un suo concetto di "filantropia catalitica" secondo il quale gli imprenditori piu' ricchi a capo di aziende che fruttano ogni anno miliardi di utili possono permettersi di spendere parte del patrimonio in opere benefiche senza incidere negativamente nel bilancio della società.

Cook in una intervista rilasciata a Fortune un paio di anni fa ha detto che progetta di dare via la sua fortuna dopo aver pagato il college per il suo nipote che oggi ha 12 anni. "Vorrei essere il sassolino nello stagno che crea le onde del cambiamento", ha detto Cook, che ha promesso di donare la maggior parte della sua ricchezza, compresi i bonus azionari come stock options e RSU, a enti di beneficenza nel corso della sua vita. Nel maggio 2015, Cook ha donato circa 50 mila parti di azioni Apple per un valore di circa 6,5 ​​milioni di dollari ad enti di beneficenza non specificati.

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