Hacker ruba informazioni alla NASA sfruttando un Raspberry Pi 3 da 30 euro

Hacker ruba informazioni alla NASA sfruttando un Raspberry Pi 3 da 30 euro

Un hacker nel 2018 è riuscito ad entrare nella rete della NASA ed ha rubato dei file sensibili sfruttando solamente un Rapsberry Pi dal costo di 30 euro, una storia che ha dell'incredibile.

 

Scritto da , il 27/06/19

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Quella che vi raccontiamo oggi è una storia che ha dell’incredibile, parliamo di un fatto accaduto lo scorso anno, nel 2018, ma venuto alla luce solamente da pochi giorni grazie ad un rapporto pubblicato dalla NASA in cui sono spiegate appunto tutte le dinamiche del caso.

Secondo il rapporto un hacker è riuscito a violare la rete del jet propulsion laboratory (JPL) della NASA in cui sono presenti moltissimi file sensibili, a 23 di questi l’hacker è riuscito ad avere accesso scaricando circa 500 megabyte di contenuti,

Non è la prima volta che sentiamo storie di questo tipo ma in questo caso la vicenda ha dell’incredibile in quanto l’hacker ha eseguito il tutto tramite un Raspberry Pi dal costo di 35 dollari (30 euro circa), un mini PC creato per avvicinarsi al mondo della programmazione e spesso sfruttato in diverse situazioni in quanto molto modulabile per i vari progetti “fai da te”.

Sempre secondo il rapporto la violazione, durata ben 10 mesi, è stata scoperta quando gli addetti sono andati a controllare gli aggiornamenti dei sistemi che controllano i vari accessi alla rete, un mancato update ha creato la falla sfruttata appunto dall’hacker e dal suo mini PC. 

 
Raspberry Pi 3
Raspberry Pi 3
 

Nel JPL, Jet Propulsor Laboratory, situato a Pasadena la NASA progetta e costruisce sonde speziali e rover che poi vengono utilizzati nelle varie missioni, secondo quanto dichiarato l’hacker è riuscito ad accedere anche a diversi file contenenti informazioni sulle attuali missioni su Marte.

I funzionari della NASA hanno espresso la loro preoccupazione sulla vicenda in quanto se un hacker con solamente un PC da 30 euro è riuscito ad accedere ed a scaricare file per 10 mesi da delle reti protette senza che nessuno se ne accorgesse significa che un hacker con strumenti più avanzati potrebbe riuscire ad accedere ai sistemi delle missioni e magari inviare segnali errati durante le missioni di volo spaziale con equipaggio umano andando a mettere a rischio vite e progetti molto costosi.

Insomma una vicenda che ha dell’incredibile, sicuramente la NASA farà più attenzione d’ora in poi, in caso di aggiornamenti vi terremo al corrente.
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