Facebook Instant Articles anche in Messenger

Facebook Instant Articles anche in Messenger

Facebook con Instant Articles ospita nelle sue pagine alcuni contenuti editoriali, e offre agli editori una parte degli eventuali ricavi pubblicitari.

 

Scritto da , il 18/07/16

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Facebook ha lanciato Instant Articles nel 2015 prima in partnership con alcuni editori e poi ha aperto il servizio a tutti i media nello scorso mese di aprile. Instant Articles permette di aprire alcuni collegamenti ad articoli esterni al social network all'interno delle applicazioni mobili di Facebook, così da rendere piu' veloce il tempo che serve dal click al link alla apertura della pagina web (da cui il nome 'articoli istantanei'). Il 15 Luglio 2016, Facebook ha annunciato l'intenzione di rendere disponibile il servizio Instant Articles non solo all'interno del social network nelle app mobile ma anche nelle app di Messenger (prima su Android, successivamente su iOS).

Il funzionamento di Instant Articles all'interno di Messenger è lo stesso che all'interno delle app di Facebook: quando si fa clic su un collegamento in Messenger e l'editore del contenuto è partner di Instant Articles, l'articolo non si aprirà esternamente all'app di Messenger in una pagina del browser web, ma verrà aperto in pochi secondi direttamente dentro Messenger. Nel caso in cui l'editore non è partner, il link si aprirà normalmente all'esterno dell'app, dentro una pagina del browser predefinito dello smartphone (ad esempio Chrome).

 
Instant Articles di Facebook in Messenger
Instant Articles di Facebook in Messenger
 

Instant Articles di Facebook come funziona

Dopo aver limitato Instant Articles per alcune settimane lo scorso anno ad un piccolo gruppo di utenti tester, la funzione è stata estesa a tutti e in tutto il mondo nel mese di dicembre 2015. Facebook sta collaborando con i partner a livello globale e continuerà a migliorare il prodotto sulla base dei feedback. Oggi tutti coloro che utilizzano Facebook per Android e iOS possono leggere migliaia di articoli ogni giorno nel News Feed dagli oltre 350 editori partner di tutto il mondo. 

Con Instant Articles Facebook punta di diventare come Google News, o quasi: nel News Feed gli utenti possono vedere comparire più articoli di notizie e altri contenuti dai siti partner (come il The New York Times e del National Geographic) direttamente sul social network. E, in cambio, Facebook lascia agli editori di terze parti una parte dei ricavi dagli annunci associati ai loro contenuti. 

Instant Articles promette tempi di caricamento più rapidi per le notizie lette all'interno del social network e caratteristiche interattive sui dispositivi mobili degli utenti. Facebook dice che la catarreristica affronta l'esperienza spesso frustrante di attesa di apertura di un articolo dopo che l'utente ha cliccato su un link nel feed di Facebook. Il gigante del social-networking ritiene che la nuova funzionalità migliora i tempi di caricamento delle notizie sulla sua applicazione mobile fino a 10 volte più veloce rispetto alla maggior parte degli articoli letti sul web mobile.

Insieme con i tempi di caricamento più veloci delle notizie, il programma prevede una serie di caratteristiche come mappe interattive, lo zoom, video autoplay e didascalie audio. Tra gli altri siti già partner di Facebook che hanno aderito al progetto vi sono il New York Times, National Geographic, BuzzFeed, NBC, The Atlantic, The Guardian e BBC News. In Italia, i partner di Facebook sono Il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, Fanpage.it, L’Huffington Post, La Repubblica, La Stampa, Libero Quotidiano, Today.it.

"Fondamentalmente, si tratta di uno strumento che consente agli editori di fornire una migliore esperienza per i loro lettori su Facebook", ha detto il Chief Product Officer di Facebook Chris Cox in un comunicato. "Instant Articles permette loro di offrire veloci articoli interattivi mantenendo il controllo dei loro modelli di contenuto e del loro business."

Instant Articles ha lo scopo di migliorare l'esperienza degli utenti e mantenere gli utenti più impegnati sul più grande social network del mondo. In precedenza, gli utenti cliccando su una notizia sulla bacheca di Facebook venivano rimandati al sito web che ha pubblicato la notizia, aggiungendo ulteriore tempo necessario per caricare il sito e facendo uscire gli utenti dalla rete sociale.

Come con tutti i social network, il mobile è un'area chiave per Facebook. Oltre l'85 per cento delle persone che accedono al servizio di Facebook ogni giorno ora lo fanno da un dispositivo mobile. Su 3,32 miliardi di dollari in entrate per Facebook derivanti dalla pubblicità nel suo primo trimestre del 2015, terminato il 31 marzo 2015, la società ha detto che il 73 per cento proveniva da annunci pubblicati sui dispositivi mobili. Tale cifra era del 59 per cento un anno prima.

Gli editori possono vendere pubblicità all’interno dei propri articoli e mantenere le entrate, oppure possono scegliere di utilizzare Facebook Audience Network per monetizzare gli spazi invenduti. Gli editori avranno anche la possibilità di monitorare i dati e il traffico attraverso comScore e altri strumenti di analisi.

Dopo aver attivato Instant Articles prima nella sua applicazione mobile negli USA, la novità è ora disponibile in tutto il mondo, anche in Italia. 

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L'app sociale Snapchat ha lanciato la sua funzione chiamata Discover, che ospita testi, foto e video di editori tra cui Daily Mail, Cosmopolitan e CNN, con cui vengono condivise le entrate pubblicitarie. Un'altra applicazione, Flipboard, ha lanciato l'idea di ospitare le notizie di alcuni editori sul proprio sistema, mentre ha espanso la portata del suo servizio dai tablet e smartphone al web. "Vogliamo essere un veicolo di distribuzione per i nostri partner editoriali, e rendere migliore l'aspetto dei loro contenuti, da caricare in maniera veramente veloce, soprattutto sui dispositivi mobili," ha dichiarato l'amministratore delegato Mike McCue al Guardian nel mese di febbraio, rivelando che National Geographic è uno dei primi partner della società Flipboard. "Sul web stiamo andando a mostrare i loro contenuti in un qualche modo in cui non erano in grado di fare prima... Si caricano più velocemente, hanno un bell'aspetto, e possono monetizzare da un banner pubblicitario. "

Dall'altra parte della medaglia ci sono dei rischi: Facebook sta diventando sempre più monopolizzatore della vita delle persone, e in questo modo si appresta a diventare anche un monopolizzatore del web. Basti pensare ad una cosa: se gli articoli verranno mostrati direttamente in Facebook, che fine faranno i siti web degli editori, che si ritroveranno con un calo del loro traffico?


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