Facebook: la Bolla dei Filtri non esiste, gli utenti non sono manipolati

Facebook: la Bolla dei Filtri non esiste, gli utenti non sono manipolati

 

Scritto da , il 09/05/15

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Facebook è criticato da tempo per il suo ruolo nella creazione di una "bolla dei filtri" tra i suoi utenti, un termine che viene dal libro "Il filtro. Quello che internet ci nasconde " scritto da Eli Pariser. I critici dicono che il social network fa questo per plasmare la percezione del mondo degli utenti, con la sua newsfeed algoritmicamente filtrata. Facebook, però, con uno studio che ha commissionato dice di essere riuscita a dimostrare che di quanto viene criticata non è vero, e, se vi è una bolla dei filtro, l'azienda dice, esiste perché gli utenti scelgono di vedere certe cose, non a causa dei filtri algoritmici di Facebook.

Nel dicembre 2009 Google ha cominciato ad alterare i risultati delle ricerche a seconda delle abitudini dei suoi utenti. La corsa a raccogliere la maggior quantità possibile di dati personali su cui customizzare la nostra esperienza online è diventata una guerra che i giganti di internet - Google, Facebook, Apple e Microsoft - stanno combattendo senza tregua. Sempre più società stanno raccogliendo dati mappando le informazioni personali degli utenti, dalle preferenze politiche al paio di scarpe adocchiato online, informazioni da poi venderle agli inserzionisti per guadagnarci. Il risultato, secondo Eli Pariser, è che ciasucno vive la propria vita in un mondo fatto a misura di marketing che finisce per diventare costrittivo, ciò che viene chiamato la "bolla dei filtri". Una 'bolla' dove ci sono sole notizie belle, che rispettano i propri interessi e seguono le proprie convinzioni, lasciando sempre meno spazio a punti di vista diversi.

Ma davvero lo studio di Facebook è riuscito a dimostrare che non esiste questa 'bolla dei filtri'? Per prima cosa, ci sono ricercatori secondo cui lo studio di Facebook ha esaminato solo una piccola parte della popolazione totale di utente di Facebook: meno del 4% della base di utenti complessiva, un numero che non compare nello studio stesso, ma è solo menzionato in appendice. Questo perché il gruppo di studio è stato selezionato solo da quegli utenti che menzionano esplicitamente la loro appartenenza politica. Inutile dire che, contando che ci sono oltre 1,2 miliardi di utenti di Facebook, i risultati dello studio non possono rappresentare con certezza la media perfetta.

Il sociologo Nathan Jurgenson sottolinea che, mentre lo studio afferma che dimostra conclusivamente che sono le scelte individuali ad avere effetto su ciò che gli utenti vedono nella propria newsfeed, in realtà non è così. Christian Sandvig, professore associato presso l'Università del Michigan, dice che la ricerca di Facebook è stata fatta per dire che "non è colpa nostra", dal momento che è chiaramente progettata per assolvere il social network dalla colpa di non esporre le persone alle notizie filtrate sulla base dei suoi algoritmi matematici.

Voi cosa pensate di questa bolla dei filtri? Quello che vedete nella vostra newsfeed secondo voi vi viene mostrato perchè il filtro segue i vostri interessi o Facebook, in qualche modo, filtra tutto per farvi vedere ciò che vuole facendo affidamento alle vostre informazioni raccolte e conservate? Diteci la vostra nei commenti qui sotto. 


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