Twitter accusata di spiare i Messaggi Diretti

Twitter accusata di spiare i Messaggi Diretti

La proposta per una class action presentata negli Stati Uniti sostiene che il social network Twitter spia i suoi utenti e intercetta i loro messaggi diretti, quelli che si scambiano in privato. Per Twitter si tratta di accuse prive di fondamento.

 

Scritto da , il 18/09/15

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La proposta per una class action presentata Lunedi negli Stati Uniti sostiene che il social network Twitter spia i suoi utenti e intercetta i loro messaggi diretti, quelli che si scambiano in privato. Il sito di microblogging viene accusato di violare l'Electronic Communications Privacy Act e la legge sulla privacy della California.

La denuncia presentata alla corte federale di San Francisco da Wilford Raney e altri sostiene un fatto che, se confermato sarebbe gravissimo: nonostante le assicurazioni di Twitter che gli utenti sono autorizzati a "parlare in privato" tra essi, "Twitter spia le comunicazioni dei messaggi diretti privati dei suoi utenti. Non appena un utente invia un messaggio diretto, Twitter lo intercetta, lo legge, e, a volte, anche altera il messaggio", si legge nell'accusa.

La società è intervenuta sulla questione, definendo le accuse "prive di fondamento".

In particolare, Twitter manipolerebbe i messaggi privati contenenti degli url lunghi, i quali verrebbero sostituiti con degli shortlink, ossia queli brevi link che vengono utilizzati per rimandare ad url più lunghi. Gli shortlink verrebbero usati per risparmiare caratteri e sono rintracciabili da Twitter.

Per fare un esempio pratico, se un utente invia il link di un articolo di pianetacellulare completo (www.pianetacellulare.it/...), Twitter modificherà questo url in un collegamento personalizzato del tipo "http://t.co/123456789" anche se l'utente visualizza nel testo "www.pianetacellulare.it" e il collegamento rimanda sempre all'articolo originale: è solo più corto, e tracciabile.

Twitter dovrebbe sì cambiare gli url, ma dovrebbe essere un processo del tutto automatico e solo per scopi statistici. Alcuni giuristi hanno sostenuto che le comunicazioni scansionate dai computer non costituiscono intercettazioni, e un caso analogo ci porta a ricordare quando Google è stata accusata di monitorare i messaggi di posta su Gmail a fini pubblicitari, con la class action che è stata prima persa dal colosso di Mountain View e poi vinta in appello.

La class action contro Twitter chiede che ogni utente venga risarcito con 100 dollari per ogni giorno in cui la propria privacy viene violata.

Un portavoce di Twitter ha rifiutato di commentare, e aggiorneremo questo articolo in caso di sviluppi del caso.


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