Facebook: nuovo algoritmo contro il click baiting

Facebook: nuovo algoritmo contro il click baiting

Facebook cambia nuovamente algoritmo per mostrare meno post 'acchiappa click' nella NewsFeed degli utenti, in gergo tecnico click-bait.

 

Scritto da , il 08/08/16

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Facebook cambia nuovamente algoritmo per mostrare meno post 'acchiappa click' nella NewsFeed degli utenti, in gergo tecnico click-bait. Si tratta di quei post condivisi da Pagine di Facebook che spesso hanno un titolo con parole esagerate, che enfatizzano una frase per cogliere subito l'attenzione dell'utente il quale, incuriosito, clicca sul post per scoprire piu' dettagli ma viene rimandato in una pagina esterna che di informazioni interessanti ne contiene poche, o addirittura di tutt'altro argomento rispetto a quello che il titolo aveva fatto presumere. Di conseguenza, il lettore decide subito di abbandonare la pagina visitata dopo aver fatto click. Messaggi come questi tendono ad avere un molti click, il che significa che l'algoritmo di Facebook pensa che siano link interessanti e quindi tende a mostrarli a più persone nella parte più in alto del loro News Feed. Ora le cose stanno per cambiare, dal momento che Facebook vuole porre fine a questo tipo di post che ingannano, di fatto, l'utente e impediscono ai post che potrebbero essere piu' interessanti di essere visti. 

C'è da ricordare che un paio di anni fa, nel 2014, Facebook aveva gia' aggiornato il suo algoritmo per limitare la visione di post click-bait agli utenti, esaminando il tempo trascorso dalle persone nella lettura di un articolo cliccato e delle interazioni con il contenuto. Il modo in cui Facebook ha voluto dare agli articoli una sorta di priorità in base alla qualità è stato duplice. Primo, il social network ha iniziato ad esaminare quanto tempo le persone trascorrono nella lettura di un articolo: se gli utenti fanno clic sull'articolo e quindi cliccano il tasto 'indietro' per tornare su Facebook è un'indicazione che l'articolo può essere del tipo 'click-bait' perché non interessante per il lettore. Secondo, l'azienda ha iniziato a tenere conto delle interazioni con il contenuto, ad esempio analizzando quanti commenti riceve in relazione al numero di clic che quella notizia sta ottenendo. Oltre a questo, Facebook ha anche iniziato a dare maggiore priorità ai messaggi che hanno dei collegamenti a notizie piuttosto che una semplice foto con una didascalia. I post con un link tendono ad offrire maggiori informazioni, aiutando gli utenti a decidere meglio se fare clic o meno.

A quanto pare le modifiche introdotte un paio di anni fa oggi non sono piu' sufficienti, quindi il social network ha deciso di migliorare ulteriormente l'algoritmo.

"Il nostro obiettivo con News Feed è quello di mostrare alla gente le storie più rilevanti per loro - storie classificate in modo che ciò che è più importante per ogni persona si presenta più alto nel loro News Feed" spiega Facebook in un post del suo blog. "Quando apportiamo migliorie a News Feed, facciamo affidamento su una serie di valori fondamentali. Questi valori - che abbiamo usato per anni - guidano il nostro pensiero, e ci aiutano a mantenere l'esperienza centrale di News Feed intatta mentre si evolve".

Uno dei valori che Facebook usa per scegliere i post da mostrare nel News Feed degli utenti è quello di avere una "comunicazione autentica" sulla piattaforma. Le persone spesso lasciano a Facebook feedback in cui dicono che vogliono vedere piu' storie autentiche e meno fasulle, spiega il social network, che ha quindi deciso di lavorare per capire che tipo di storie e messaggi le persone considerano "genuine" così da poter mostrare più storie di quel tipo nella loro pagina News Feed. "Lavoriamo anche per capire quali tipi di storie le persone trovano fuorvianti e spammose per assicurarci che la gente ne veda di meno" spiega Facebook.

"Quando lei ha guardato sotto i cuscini del suo divano ha visto questo... Sono rimasto scioccato!" oppure "ha messo dell'aglio nelle sue scarpe prima di andare a letto e cosa succede dopo è difficile da credere..."; oppure "il cane abbaiava al postivo e la sua reazione è stata impagabile" sono esempi che Facebook ha riportato nel suo blog, ma si capisce che sono scritti in modo tale da incuriosire l'utente e portarlo a cliccare sul post per scoprire 'come la storia è andata a finire'.

Per far fronte ai feedback della community del social network, Facebook ha lavorato per introdurre un aggiornamento per come vengono classificati i post al fine di ridurre ulteriormente i titoli clickbait, un sistema che identifica le frasi che vengono comunemente utilizzate nei titoli clickbait.

In primo luogo, sono stati classificati decine di migliaia di titoli clickbait considerando due punti fondamentali: (1) se il titolo contiene informazioni necessarie per capire quale è il contenuto dell'articolo; e (2) se il titolo enfatizza l'articolo per creare aspettative fuorvianti per il lettore. Ad esempio, il titolo "Non crederai mai chi è inciampato e caduto sul tappeto rosso ..." contiene le informazioni necessarie per comprendere l'articolo (Che cosa è successo? Chi è caduto?) mentre il titolo "le mele sono in realtà inappropriate per te ?!" per Facebook è fuorviante per il lettore, in quanto "le mele sono un male solo per te se ne mangi troppe ogni giorno". Partendo da questo, Facebook ha costruito un sistema che analizza l'insieme dei titoli clickbait per determinare quali frasi sono comunemente usate nei titoli fuorvianti che non vengono utilizzate in altri titoli "genuini".

Per semplificare, il nuovo algoritmo, ora è in grado di rilevare le parole nei titoli che li enfatizzano troppo. In pratica, Facebook ha raccolto e analizzato per due anni un sacco di titoli di post, alcuni dei quali li ha classificati come 'click-bait' e li userà come metodo di paragone per andare ad assegnare un punteggio di qualità basso nei nuovi post che saranno pubblicati dalle Pagine di Facebook (gestiti da aziende, siti web, ecc.). 

Dalle prossime settimane, con il graduale rilascio di questo aggiornamento, gli utenti di Facebook dovrebbero vedere meno articoli clickbait e più storie "che vogliono vedere più in alto nel loro feed".


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