WindTre e Vodafone tra gli operatori impegnati nel reinserimento sociale dei carcerati

Inaugurato il progetto 'Lavoro Carcerario' frutto della collaborazione tra il Ministero della Giustizia e il Dipartimento per la trasformazione digitale che offre ai detenuti opportunità  di lavoro e formazione nei settori Tlc e Ict. Al Memorandum hanno aderito anche WindTre, Vodafone, Fastweb, Linkem, Sky, Telecom Italia, Tiscali, Open Fiber, Sielte e Sirti.

Scritto da

Simone Ziggiotto

il

Gli operatori WindTre, Vodafone, Fastweb, Linkem, Sky, Telecom Italia e Tiscali hanno aderito al Memorandum d’Intesa “Lavoro Carcerario” firmato il 24 giugno 2022 dalla Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, e dal Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, Vittorio Colao. Lo scopo di questo Programma è valorizzare il lavoro carcerario nel settore delle telecomunicazioni e dell’information communication technology. Questo progetto, frutto della collaborazione tra il Ministero della Giustizia e il Dipartimento per la trasformazione digitale, individua nel lavoro uno degli strumenti chiave per il reinserimento sociale dei detenuti e offre loro opportunità professionali remunerate e formazione specialistica nei settori Tlc e Ict. Le attività previste dal memorandum si svilupperanno inizialmente in due ambiti specifici: un progetto di rigenerazione degli apparati terminali di rete, a cui hanno già aderito le aziende sopra citate, e un progetto di realizzazione di reti di accesso telecomunicazioni con Open Fiber, Sielte e Sirti. La collaborazione con gli istituti penitenziari è comunque aperta a tutti gli operatori del settore che vorranno aderire.

"Il lavoro è un tratto imprescindibile del volto costituzionale della pena. Ringrazio il Ministro Colao per aver voluto coinvolgere i detenuti in questo grande progetto di trasformazione digitale del Paese e ringrazio le aziende per la sensibilità mostrata. Si tratta di un progetto di ampia portata e altrettanta complessità, ma con benefici per tutti: per l’amministrazione penitenziaria, che offre lavoro in un settore strategico; per i detenuti, che avviano il proprio reinserimento nella società; per le imprese, che possono formare manodopera specializzata da assumere. Si tratta in definitiva di un progetto che porta benefici all’intero Paese, di cui il carcere rappresenta uno specchio: investire nella qualità della detenzione equivale infatti ad investire nella collettività” ha dichiarato la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia.

“Voglio innanzitutto ringraziare le numerose aziende del settore privato per aver partecipato con convinzione a questo progetto, dimostrando un’alta sensibilità sociale che consentirà a molti uomini e donne di avere un’occasione preziosa per il loro futuro reinserimento sociale. Oggi insieme alla Ministra Marta Cartabia diamo il via ad un’iniziativa che potrà essere replicata anche da imprese di altri settori e porterà benefici sia alle aziende che vorranno partecipare, sia ai detenuti con nuove occasioni di formazione e opportunità professionali dentro e fuori dagli istituti italiani” ha dichiarato il Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, Vittorio Colao.

Nell’ambito di questo accordo, WindTre ha previsto di andare a coinvolgere i detenuti del carcere milanese di Bollate, che si occuperanno del recupero e della rigenerazione di apparati di rete, dopo aver seguito un percorso formativo dedicato. 

Pierpaolo Barberini, Commercial Operations Director di WindTre, ha dichiarato: "Siamo molto orgogliosi di collaborare ad un progetto così importante, che ha l’obiettivo di aumentare le opportunità professionali dei detenuti e favorire il loro reinserimento sociale. Comprendiamo appieno il valore dell’attività lavorativa all’interno di un istituto penitenziario e con questo Memorandum la nostra azienda punta ad offrire una concreta opportunità per maturare competenze che possano agevolare l’integrazione sociale". 

Nell’ambito di questo accordo, Vodafone si impegna a creare un laboratorio per la rigenerazione dei propri modem di rete all’interno della Casa di Reclusione di Roma Rebibbia.

Silvia Cassano, direttore Risorse Umane e Organizzazione di Vodafone Italia, ha dichiarato: "Siamo orgogliosi di partecipare a questa iniziativa che rafforza ulteriormente il nostro contributo al sistema del lavoro in Italia, tramite la creazione di un laboratorio di rigenerazione di modem di rete all’interno della Casa di Reclusione di Roma Rebibbia. Questo progetto si inserisce in un lungo percorso, avviato da Vodafone e dalla sua Fondazione, mettendo in atto politiche attive del lavoro all’interno degli istituti penitenziari. Crediamo che lo sviluppo di competenze digitali, elemento distintivo di Vodafone e del settore, sia strumento di promozione critico dell’individuo ai fini del reinserimento sociale, fornendo nuove opportunità di qualificazione e di ingresso nel mercato del lavoro per i detenuti”.

Già oggi Vodafone ha accordi per la rigenerazione dei propri apparati FWA nel laboratorio di Linkem all’interno della sezione femminile della Casa di Reclusione di Roma Rebibbia, grazie a una collaborazione con Linkem. Con la creazione di un proprio laboratorio, Vodafone ritiene di poter estendere la rigenerazione agli apparati di tutte le tecnologie di rete fissa. L’attività in una prima fase dovrebbe offrire opportunità di impiego a circa 12 persone.

Vodafone già da qualche tempo invita i propri clienti a restituire gratuitamente gli apparati non più utilizzati affinché possano essere rigenerati o smaltiti responsabilmente. Questo consente di raccogliere migliaia di apparati ogni anno che potranno dunque in futuro essere gestiti direttamente attraverso il nuovo laboratorio Vodafone all’interno di Rebibbia. 

Da novembre 2021, Vodafone collabora con l’impresa sociale Fenixs, che opera nella II Casa di Reclusione di Milano-Bollate per la gestione dello smaltimento degli smartphone non piu’ utilizzabili raccolti nei Vodafone Store. Due le attività del progetto Fenixs: la prima -che è anche l’attività nativa dell’impresa sociale- vede il ricondizionamento di materiale informatico dismesso con l’obiettivo di ridurre la quantità di rifiuti elettronici e di portare sul mercato prodotti altrimenti destinati alla distruzione; la seconda, attiva dal 2019, è quella di trattamento dei cosiddetti RAEE, Rifiuti Ambientali Elettrici ed Elettronici, svolta grazie al supporto di una azienda terza che ha avviato un impianto autorizzato alla gestione e al trattamento dei rifiuti elettronici all’interno del carcere di Bollate. Entrambe queste attività fanno parte della formazione del personale detenuto – che apprende tanto il recupero a nuova vita di oggetti ancora funzionanti così da ridurre anche l’aumento di rifiuti, quanto il corretto trattamento e riduzione del materiale che invece non può essere ricondizionato – e favoriscono dinamiche di aggregazione e di collaborazione costruttiva dovute al necessario e continuo scambio di informazioni tecniche tra il personale.

Attraverso la propria Fondazione, Vodafone nel 2016 ha firmato un protocollo d’intesa con il Ministero della Giustizia, in collaborazione con CISCO, per sostenere la formazione digitale dei detenuti. Un programma che prevedeva il coinvolgimento degli istituti di Milano Bollate, Milano Opera, La Spezia, Roma Rebibbia, e quelli minorili di Firenze e Nisida a Napoli. Successivamente i corsi sono stati estesi anche agli istituti di Palermo, Bologna, Castrovillari (CS) e Cagliari. Fondazione Vodafone ha inoltre sostenuto la ristrutturazione di laboratori di pasticceria, fotografia e scrittura per il carcere minorile di Nisida; la realizzazione del laboratorio di pasticceria Giotto per il carcere di massima sicurezza “Le due torri” a Padova; il potenziamento dell’attività di lavanderia e stireria e il rafforzamento delle relative competenze in capo alle detenute e con il carcere femminile della Giudecca di Venezia.

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