Social Media in crisi? Previsto forte calo delle interazioni entro il 2025

persona che utilizza un concetto di social media marketing su smartphone

Scritto da

Simone Ziggiotto

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Gli utenti dei social iniziano a stancarsi di condividere ogni momento della propria vita online e molti temono che l’esperienza utente sulle piattaforme potrà solo che peggiorare con l’integrazione di funzionalità alimentate dall’intelligenza artificiale. Si può parlare di crisi dei social media? Vediamo quanto è emerso da nuove indagini di mercato.

Che i social network stiano vivendo un periodo di crisi non pare sia un segreto. Amici o parenti che dicono di non essere più su Facebook o su X/Twitter, personaggi famosi e aziende che non aggiornano più i loro profili lo dimostrano.

A confermare la crisi dei social ci sarebbero dei risultati di una nuova ricerca di mercato sulla base della quale le piattaforme social possono aspettarsi di vedere calare il numero e le interazioni dei propri utenti nel corso dei prossimi anni.

I social media in ‘decadimento’? Atteso forte calo delle interazioni degli utenti entro il 2025

Si ridurranno significativamente le interazioni degli utenti con i social media. E’ ciò che emerge da un sondaggio condotto dalla società statunitense di mercato Gartner su 263 consumatori nel periodo compreso tra i mesi di luglio e agosto 2023. Il rapporto del sondaggio dice che più della metà degli intervistati prevede di abbandonare o limitare in modo significativo le proprie interazioni con i social media entro il 2025. Questo a causa di “un decadimento percepito della qualità delle piattaforme di social media“.

Coinvolgimento sui social media, concetto di marketing digitale
Coinvolgimento sui social media, concetto di marketing digitale (pianetacellulare.it) [credit: 3rdtimeluckystudio/Shutterstock]
Da quanto appreso, più di un consumatore su due intervistati (il 53%) ritiene che i social media siano oggi in uno stato peggiore rispetto all’anno precedente o a cinque anni fa. Tra le cause principali segnalate ci sarebbero la diffusione della disinformazione, i cosiddetti utenti ‘tossici’ e la prevalenza dei bot.

Nel futuro dei social media, inoltre, si teme la diffusione dell’intelligenza artificiale incontrollata. Secondo lo studio di Gartner, 7 su 10 consumatori intervistati ritengono che la maggiore integrazione dell’ia nel mondo del social media porterà più danni che benefici nell’esperienza utente.

Nonostante i consumatori stiano cercando di limitare l’utilizzo dei social media, questi si confermano come il principale canale di investimento per il marketing digitale. A fare questa considerazione è Emily Weiss, ricercatrice senior presso Gartner. Inoltre, sembra che gran parte dei consumatori condivida meno della propria vita e dei propri contenuti, rispetto a qualche anno fa.

Attenzione all’IA, considerata poco affidabile e peggiorativa dell’esperienza utente sui social

Dal rapporto di Gartner è emerso come i consumatori abbiano ‘paura’ che l’espansione dell’intelligenza artificiale tra le funzionalità dei social media peggiorerà l’esperienza utente sulle piattaforme. Il contrario di quello che promettono, invece, i gestori dei social media.

L’IA non è però in fase di espansione solo nei social media. L’intelligenza artificiale si potrà trovare in sempre più servizi e prodotti online. Basti pensare a Google Gemini o a ChatGPT. A tal riguardo, Gartner ha condotto un altro sondaggio, questo su 305 consumatori nel maggio 2023, dal quale è emerso che il 72% degli intervistati ritiene che i generatori di contenuti basati sull’intelligenza artificiale potrebbero diffondere informazioni false o fuorvianti.

Inoltre, da un altro sondaggio, sempre di Gartner e condotto su 320 consumatori nel febbraio 2023, è emerso come stia calando la percezione dei consumatori secondo cui “le esperienze e le capacità basate sull’ia sono migliori di quelle umane“. In altre parole, le persone iniziano ad accorgersi che il lavoro ‘umano’ è migliore di quello di una intelligenza artificiale, nonostante molte aziende dell’alta tecnologia vogliano far credere il contrario.

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