Curiosity, a segno il primo colpo di laser

 

Il rover della Nasa che stiamo seguendo già da alcune settimane, Curiosity,ha colpito oggi per la prima volta una roccia del Pianeta Rosso con lo scopo di studiarne la composizione chimica

Scritto da Simone Ziggiotto il 20/08/12 | Pubblicata in Altro | Archivio 2012

 

Il rover della Nasa che stiamo seguendo già da alcune settimane, Curiosity,ha colpito oggi per la prima volta una roccia del Pianeta Rosso con lo scopo di studiarne la composizione chimica. 

Curiosity, atterrato nel suolo marziano due settimane fa in cerca di vita su Marte e dopo aver terminato il suo primo aggiornamento software, ha attivato il suo fascio laser ChemCam. La tecnica usata viene chiamata dagli scienziati "spettroscopia con ripartizione indotta dal laser".  

Il laser ha sollevato del vapore dalla superficie di N165, identificato come gas in stato plasmatico, ed è caratterizzato da 6,144 componenti in diverse lunghezze d'onda dall'infrarosso alla luce visibile e ultravioletta. Noto in termine tecnico come N165, il gas ha preso il nome di "Coronation", che in italiano viene tradotto come "incoronazione".

Nasa N165

L'immagine ci mostra il primo obiettivo del rover Curiosity della NASA - la roccia N165 a cui il laser ChemCam ha sparato per analizzarne, allo stato incandescente, la composizione chimica. 

Dopo aver calibrato il laser con il primo colpo messo a segno oggi, la prossima mossa del rover è continuare a cercare rocce interessanti da cui ricavare piu' informazioni possibili che siano utili agli scienziati della Nasa per capire se nel futuro l'uomo potrà mettere piede su Marte.

La Nasa ha impiegato ben 8 anni per sviluppare il laser, che è stato in grado di perforare la roccia con un buco largo appena 8 millimetri. Secondo Sylvestre Maurice dell'Istituto francese di Planetologia a Tolosa, dopo aver analizzato accuratamente i primi risultati del test, nei prossimi giorni le indagini proseguiranno su altri sassi vicini a Curiosity, che nel frattempo inizierà a muoversi sul suolo marziano.

Nasa: Curiosity disegna un pene su Marte

 
Il robottino Curiosity su Marte disegna sulla superficie del pianeta rosso la sagoma dell'organo sessuale maschile: il pene. La foto è già virale sul web.
Se oggi fosse il 1 aprile penserei che si tratta di un pesce d'Aprile, ma siamo già al 25 aprile e la notizia ha molto su cui riderci sopra. La Nasa deve essere piuttosto imbarazzata per la foto che sta circolando in rete in queste ore, come scrivono gli stessi tabloid americani.
 
Nasa Curiosity organo sessuale maschile
 
Infatti, l'ente spaziale americano è stato scoperto letteralmente con "i pantaloni calati" quando il robottino Curiosity, di cui ci siamo occupati in queste settimane dopo che è atterrato lo scorso agosto su Marte in cerca di tracce di vita, ha tracciato sulla superficie del pianeta rosso l'inconfondibile sagoma dell'organo sessuale maschile: il pene.
 
Come ben potete vedere anche voi nella foto, non serve molta immaginazione per capire a cosa può essere associato il disegnino, di molto simile a quelli che abbelliscono i bagni pubblici e che le fotocamere della Nasa hanno ripreso e postato sul loro sito web.
 
L'immagine è inevitabilmente diventata virale in breve tempo (quindi molto condivisa sui social network) ed è già popolare sul web, con milioni di clic ricevuti.
 
Al di là delle battute che circolano in rete su questa foto, la missione di Curiosity ricordiamo essere quella di accumulare il maggior numero possibile di informazioni per capire se un giorno il Pianeta Rosso potrà diventare un pianeta abitabile dall'uomo e, quindi, colonizzarlo. 
 

Curiosity trapana la seconda roccia su Marte

 
Curiosity ha trapanato la seconda roccia marziana e ora è pronto a eseguire degli studi approfonditi.
 

 
La notizia è stata comunicata direttamente dall'agenzia spaziale. Dopo la perforazione, l'attenzione passerà ai risultati delle analisi, che saranno compiute nel laboratorio ambulante del rover.
 
L'evento è stato eseguito domenica ed è la prima novità di rilievo da un mese a questa parte. A fine Aprile, infatti, il macchinario aveva disegnato in modo gagliardo un maxi penesul suolo detritico del pianeta rosso.
 
La perforazione precedente, considerata "l'evento più importante dall'atterraggio dello scorso Agosto", risale invece alla prima metà di Febbraio. Sul cratere Gale il basamento sedimentario della roccia John Klein aveva evidenziato prove evidenti di una passata presenza di acqua.
Tornando all'evento di questa domenica, lo scavo è stato effettuato a una distanza di circa 9 piedi (2,74 metri) ed è stato fatto per avere una conferma della presenza di un ambiente sostenibile per forme di vita primitive.
 
Per altre informazioni e per stare a passo con le scoperte del rover Curiosity, consigliamo di seguire con costanza il sito della NASA.
 

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