Italia: bloccati 25 siti di file sharing

 

Il Pubblico Ministero di Roma ha bloccato i DNS di 25 portali web di file sharing accusati di aver permesso la condivisione di materiale protetto da copyright

Scritto da Simone Ziggiotto il 16/04/13 | Pubblicata in Altro | Archivio 2013

 

Il Pubblico Ministero di Roma ha bloccato i DNS di 25 portali web di file sharing accusati di aver permesso la condivisione di materiale protetto da copyright. La denuncia risale al 27 febbraio 2013 da una società di distribuzione cinematografica, dopo essersi accorta che un film ancora da arrivare in Italia era già in rete.

In Italia sono stati bloccati 25 siti di file sharing come bitshare, cineblog01, clipshouse, cyberlocker, ddl-fantasy, filmfreestream, filmnuovistreaming, filmpertutti, flashdrive, Nowvideo, Nowdownload, Videopremium, Rapidgator, Uploaded. L'oscuramento dei siti è stato deciso dal Pubblico Ministero a seguito della denuncia alla Procura della Repubblica di Roma da parte della società di distribuzione italiana del film "Un mostro a Parigi" per violazione del diritto d'autore. In seguito alle indagini portate avanti dalla polizia postale di Roma dallo scorso 27 febbraio. Il PM ha quinti provveduto ad oscurare ventisei domini.

Un mostro a Parigi

Andiamo con ordine. La società di distribuzione del film d'animazione "Un mostro a Parigi", uscito in Italia il 22 novembre 2012, si è accorta che sul web circolava già il film da alcuni mesi, visto che sul mercato internazionale il lungometraggio era già uscito, e si è quindi rivolta alla Procura della Repubblica di Roma, con la denuncia depositata il 27 febbraio scorso.

L'oscuramento dei siti. In un solo mese la Polizia Postale di Roma ha raccolto prove sufficienti da presentare al Pubblico Ministero per oscurare i siti accusati di aver violato le norme sul diritto d'autore. Il GIP di Roma ha quindi accettato la richiesta di oscuramento dei domini e avviato le procedure per bloccare i record DNS dei siti coinvolti. Al momento sono 25 i DNS coinvolti, tra cui rientrano le più poplari anche a livello internazionale.

Il blocco può essere aggirato facilmente. I più esperti sono comunque in grado di aggirare il blocco dei DNS, ossia il sistema che converte i nomi delle macchine collegate in Rete in indirizzi IP a cui comunemente si accede dal nome del dominio. "Gli interessati a vedere i film in streaming hanno facilmente imparato come aggirare la censura e i siti specializzati lo spiegano ogni volta che succede una cosa del genere. Si fa in 30 secondi scarsi", ha spiegato a Corriere.it Marco d'Itri, consulente Internet, continuando: "Sospetto che il problema più grande sarà per chi usa questi file locker per motivi legittimi e non ha particolari conoscenze tecniche. L'unica cosa che vede è che i siti non funzionano e non seguendo forum/blog sull'argomento non ha idea di cosa è successo e di come rimediare. Ne consegue poi che sono danneggiati anche i gestori dei siti, che perdono clienti legittimi".

La più grande operazione di sequestro di file sul web nell'Occidente. "Si tratta, per entità e per estensione della più grande operazione di sequestro di contenuti su internet di un paese occidentale, seconda solo alla operazione di sequestro di domini adottata dal dipartimento dell’Homeland security Statunitense il 26 novembre 2010, che aveva portato al sequestro di 70 portali", spiega Fulvio Sarzana su Il Fatto Quotdiano.

E adesso? Vale la solita politica: per colpa di pochi, pagano tutti. Infatti, il totale blocco ai siti di file sharing, almeno per quelli che consentivano lo storage legale di file privati previa sottoscrizione ad un abbonamento, causa problemi ai migliaia di utenti che nulla hanno a che vedere con la condivisione di file protetti dal diritto d'autore, ma che magari usavano il servizio per salvare in cloud le proprie foto o video.

 

Ultime notizie

 
 

Notizie per Categoria

 
 

Seguici

 

Promozioni Consigliate

 
Vuoi restare aggiornato ?