Dotcom ritira i progetti della pistola 3D da Mega

 

Il progetto Liberator, la pistola che si può letteralmente 'stampare in casa' se si possiede una stampante 3D, non piace per niente a Kim Dotcom, chiedendo l'immediata eliminazioni di ogni link ai file di progettazione dal suo 'Mega'

Scritto da Simone Ziggiotto il 15/05/13 | Pubblicata in Altro | Archivio 2013

 

Il progetto Liberator, la pistola che si può letteralmente 'stampare in casa' se si possiede una stampante 3D, non piace per niente a Kim Dotcom, chiedendo l'immediata eliminazioni di ogni link ai file di progettazione dal suo 'Mega'.

Alcuni giorni fa sul sito DEFCAD (controllato da Defense Distributed) sono stati pubblicati i progetti che consentono a coloro che hanno una stampante 3D di creare da zero un'arma, un gesto che non è piaciuto al Dipartimento di Stato USA, il quale ha chiesto da DEFCAD l'immediata rimozione dei file con l'accusa di "violazione del trattato internazionale che regola il traffico delle armi".

Pistola 3D

Il DEFCAD ha eseguito gli ordini, ma questo non è bastato per porre fine alla diffusione dei progetti. Ci sono stati più di 100 mila scaricamenti dei file in circa tre giorni, e ora i progetti sono condivisi tramite i circuiti di file sharing, tra cui The Pirate Bay che ha sottolineato con fierezza di non "aver mai rimosso un solo torrent a causa di pressioni dall'esterno" e dicendosi a favore della stampa 3D. Primi in classifica nell'elenco del maggior numero di download ci sono gli Stati Uniti, a cui fanno seguito Spagna e Brasile. Il video su YouTube (ora cancellato) che mostra il funzionamento dell'arma stampata in 3D come un'arma vera ha raggiunto oltre 3 milioni di visualizzazioni.

Ora, Kim Dotcom, l'imprenditore tedesco fondatore ed ex proprietario di Megaupload ed attuale proprietario di Mega nonchè un appassionato di armi, ha chiesto agli amministratori di Mega di cancellare dal sito di sua creazione qualsiasi link possa ricondurre al progetto Liberator.

"Penso che sia una minaccia [Liberator] seria alla sicurezza della comunità. Penso che sia spaventoso che chiunque può essere in grado di stamparsi pistole che non possono neppure venire rilevate dai metal detector. Tutti dovrebbero esserne preoccupati" ha spiegato Dotcom.

Nel frattempo, lo studente 25enne Cody Wilson, il fondatore dell'organizzazione no-profit Defense Distributed, si è difeso spiegando di aver avuto tutti i permessi per la vendita del proprio progetto, che dunque non infrange leggi. "Abbiamo dovuto rimuovere il file" ha detto Wilson a Forbes, "dopotutto i file sono in giro per internet" ha proseguito il ragazzo.

"Cento mila download, è sopra le nostre aspettative" ha detto a Forbes Haroon Khalid, uno degli sviluppatori del progetto Liberator, sulla cui pagina ufficiale appare ora la scritta: "I file sono stati rimossi su richiesta del Dipartimento di Stato americano".

Liberator è una pistola composta di 16 pezzi: quindici si possono realizzare con una stampante 3D Stratasys Dimension. Il sedicesimo e ultimo pezzo è un comunissimo chiodo, usato come un percussore.

Negli Usa senatori e deputati, nel frattempo, il governo americano sta già prendendo provvedimenti per vietare le armi che vengono stampate in 3D.

 

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