Anonymous: quattro hacker arrestati, violato sito del Vaticano

 

Quattro hacker in arresto domiciliare nell’operazione 'Tango Down' della Polizia Postale che hanno agito sfruttando il nome Anonymous per violare i siti del Vaticano, del Governo italiano, della Polizia Postale e dei Carabinieri

Scritto da Simone Ziggiotto il 17/05/13 | Pubblicata in Altro | Archivio 2013

 

Quattro hacker in arresto domiciliare nell’operazione 'Tango Down' della Polizia Postale che hanno agito sfruttando il nome Anonymous per violare i siti del Vaticano, del Governo italiano, della Polizia Postale e dei Carabinieri.

Nuove informazioni riguardo il blitz, di cui vi abbiamo riportato questa mattina, che ha portato la Polizia Postale a fermare una organizzazione a delinquere composta da hacker che, dietro il nome di Anonymous, commissionava attacchi ai sistemi informatici a siti istituzionali ed grandi aziende.

Questa mattina ci sono stati i primi arresti e perquisizioni a Bologna, Venezia, Roma, Torino, Lecce e Ancona. La Polizia Postale ha posto ai domiciliari un ventenne originario della provincia di Bologna che, secondo gli inquirenti, è tra le persone ai vertici di Anonymous.

Anonymus

Anonymus, ricordiamo, è una comunità online di persone che agiscono in completo anonimato e in modo coordinato solitamente con un obiettivo concordato. Anche se non necessariamente legati ad una singola entità online, diversi siti web sono associati ad Anonymous, come le imageboard 4chan e Futuba, Encyclopedia Dramatica ed diversi forum.

Si è tenuta poche ore fa, alle 11.30, la conferenza stampa presso a Roma da cui sono emersi ulteriori informazioni sui soggetti interessati.

Al momento ci sarebbero quattro hacker in arresto domiciliare nell’operazione 'Tango Down' della Polizia Postale. I quattro destinatari del provvedimento di misura cautelare, come riportato da La Stampa, sono: G.P. di 34 anni di Lecce, L.L. di 20 anni originario della provincia di Bologna, S.L. di 28 anni della provincia di Venezia, e J.R. Di 25 della provincia di Torino. Inoltre, sono state denunciate altre sei persone.

Diverso il materiale che già è stato messo sotto sequestro dagli inquirenti, in particolare materiale informatico, che dovrà ora essere analizzato dagli esperti. Secondo gli investigatori, i quattro arrestati usavano il nome di Anonymous anche per scopi personali.

Per quanto concerne i siti attaccati, gli hacker avrebbero violato i siti del Vaticano, del Governo italiano, della Polizia Postale e dei Carabinieri. Gli hacker violavano i sistemi informatici delle aziende sopra citate e poi venivano assunti dalle stesse società come consulenti per risolvere i problemi che loro stessi avevano creato.

Le indagini dell'operazione denominata "Tango down" continueranno nei prossimi giorni.

 

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