Wikipedia: i contenuti pubblicati non sono di sua responsabilita'

 

Wikipedia non può essere ritenuta responsabile dei contenuti inseriti dai suoi utenti

Scritto da Simone Ziggiotto il 29/06/13 | Pubblicata in Altro | Archivio 2013

 

Wikipedia non può essere ritenuta responsabile dei contenuti inseriti dai suoi utenti. Lo ha sentenziato il Tribunale di Roma.

Per il Tribunale di Roma, Wikipedia non può essere ritenuta civilmente responsabile per quanto pubblicato all’interno delle sue voci poichè la Wikimedia Foundation è un fornitore di servizi di hosting e non un fornitore di contenuti digitali.

Pertanto, Wikipedia non può essere giudicata colpevole di aver pubblicato informazioni diffamatorie nella pagina dedicata all'ex-ministro della Difesa Cesare Previti.

 

Wikipedia

Il 30 gennaio scorso, Previti aveva querelato i responsabili di Wikipedia dopo essersi accorto che informazioni non corrette circa la sua persona erano state inserite nella versione italiana della sua pagina della fondazione non profit. Gli avvocati del politico avevano accusato Wikipedia di aver pubblicato un "pettegolezzo pseudo giornalistico alimentato dall'opera di soggetti assolutamente inattendibili". La fondazione, per gli avvocati, è stata quindi ritenuta colpevole perché "senza Wikipedia non esisterebbe la pubblicazione diffamatoria".

Previti al giudice aveva chiesto un risarcimento e una penale per ogni giorno di ritardo dalla rimozione delle informazioni ritenute diffamatorie. 

Il 20 giugno 2013, il Tribunale civile di Roma si è espresso contrario alle accuse di Previti: Wikimedia non è responsabile dei contenuti che pubblica, in quanto non le inserisce la fondazione ma fornisce uno strumento attraverso cui gli utenti iscritti possono inserire contenuti; questi ultimi sono poi tenuti a rispettare le modalità di utilizzo del servizio.

Ora, la sentenza del giudice potrebbe costituire un passo avanti per la libertà di pubblicazione su Internet. E' la prima volta in Italia una sentenza assolve Wikimedia da ogni responsabilità civile, aprendo di conseguenza a importanti scenari per associazioni e privati che gestiscono blog, forum, social network e altre piattaforme che offrono un servizio e non inseriscono direttamente loro dei contenuti. 

 

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