Il Wi-Fi torna libero in Italia

 

E' stato modificato il testo dell'emendamento sulla liberalizzazione del WiFi di cui abbiamo in modo approfondito scritto nella giornata di ieri

Scritto da Simone Ziggiotto il 23/07/13 | Pubblicata in Altro | Archivio 2013

 

E' stato modificato il testo dell'emendamento sulla liberalizzazione del WiFi di cui abbiamo in modo approfondito scritto nella giornata di ieri. Il testo dell’emendamento, cambiato all'ultimo minuto a seguito delle numerosissime proteste sul web, sembra andare nella giusta direzione, ossia quella di liberalizzare nei locali pubblici il WiFi. 

Wi-Fi

Cosa è accaduto? Per fare un breve riepilogo, il precedente emendamento stava per chiudere definitivamente la possibilità di avere il WiFi libero prima ancora di lanciarlo. Questo perchè la Commissione Trasporti, Poste e telecomunicazioni aveva di fatto introdotto nuovi obblighi che avrebbero messo a rischio la liberalizzazione del Wi-Fi:

"Resta fermo l'obbligo del gestore di garantire la tracciabilità del collegamento attraverso l'assegnazione temporanea di un indirizzo IP e il mantenimento di un registro informatico dell’associazione temporanea di tale indirizzo IP al MAC address del terminale utilizzato per l’accesso alla rete Internet."

La norma, in pratica, voleva significare che il gestore di un negozio, un ristorante piuttosto che un hotel doveva tracciare il collegamento dell'utente con misure tecniche complicate e anche costose. Daro che la tecnologia per il tracciamento dei dati avrebbe richiesto un serio investimento per l'imprenditore, era più facile che il proprietario decidesse di non installare una rete Wi-Fi all'interno del suo locale. Senza parlare poi che il tracciare i dati dell'utente azzerava la sua privacy.

La nuova normativa. Ora è stato cancellato il comma 2, e rimane il coma 1, secondo cui:

"L’offerta di accesso alla rete internet al pubblico tramite tecnologia WIFI non richiede l’identificazione personale degli utilizzatori. Quando l’offerta di accesso non costituisce l’attività commerciale prevalente del gestore del servizio, non trovano applicazione l’articolo 25 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1o agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni, e l’articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, e successive modificazioni".

Interpretando il comma, negozi, ristoranti e alberghi e gli altri eservizi pubblici che vogliono offrire ai propri clienti accesso hotspot WiFi gratuito sono liberi di farlo, senza l'obbligo di tenere traccia dei loro dati registrando l'indirizzo IP (che identifica ogni computer) in un apposito registro.

Tutto ha un prezzo. Per finanziare la misura è stato tagliato di 20 milioni il fondo di 150 milioni complessivi destinato a eliminare il digital divide attraverso il potenziamento della banda larga previsto dal decreto Crescita 2.0. Le commissioni Affari Costituzionali e bilancio della Camera hanno riesaminato il provvedimento inviato dall'aula e hanno recepito la modifica proposta dal deputato Francesco Boccia. 

In definitiva. Per farla breve, i gestori non hanno nessun obbligo e non devono conservare e tutelare i dati degli utenti.
 

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