Italiani e Tecnologia: Primi per Passione, Ultimi per Innovazione

 

Sei giovani su dieci pensano che la società fa troppo affidamento alla tecnologia, secondo l'ultima ricerca condotta da Intel in otto paesi

Scritto da Simone Ziggiotto il 22/11/13 | Pubblicata in Altro | Archivio 2013

 

Italiani e Tecnologia: Primi per Passione, Ultimi per Innovazione

Sei giovani su dieci pensano che la società fa troppo affidamento alla tecnologia, secondo l'ultima ricerca condotta da Intel in otto paesi. Gli italiani sono tra i primi al mondo per passione tecnologica, ma tra gli ultimi per innovazione.

La tecnologia rende "meno umani" ed e' "troppo presente" nella vita quotidiana delle persone. Sorprendentemente a pensare questo sono i giovani di oggi, e non le generazioni precedenti abituate a macchine da scrivere o telefoni extra-large.

Secondo il rapporto della ricerca Intel 'Barometro Intel' dell'innovazione tecnologica fatta su un campione di giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni, sei giovani su dieci pensano che la società fa troppo affidamento alla tecnologia. L'86 per cento degli intervistati, tuttavia, considera l'innovazione tecnologica un modo per migliorare la vita, con il quasi 60 per cento convinto che aiuta i rapporti personali.

Più in generale, mentre noi italiani (il 50 per cento del campione) non vediamo l'ora di avere tra le mani l'ultimo gioiellino tecnologico lanciato sul mercato, siamo anche gli ultimi per innovazione e sviluppo delle nuove tecnologie. Basti pensare che solo 7 intervistati su 100 vedono nel governo una forza innovatrice dell'Italia.

Il rapporto evidenzia, inoltre, che le persone più tecnologicamente coinvolte sono le donne sopra i 45 anni, e sono in quantità maggiore in Italia rispetto che in altri paesi. In Cina, ad esempio, più del 70 per cento delle donne over 45 pensano che non utilizziamo abbastanza tecnologia. "Storicamente le donne sono diventate utenti accanite di tecnologia quando la stessa si e' dimostrata in grado di risolvere i loro problemi, aiutandole a organizzare la loro vita e quella della loro famiglia, oltre che a risparmiare del tempo prezioso", ha dichiarato Genevieve Bell, antropologa e Director of Interaction and Experience Research presso gli Intel Labs.

In Italia, la generazione Y (o generazione del millennio, di eta' compresa tra i 18 e i 24 anni) e' molto disposta a condividere le informazioni personali, con il 59 per cento disposto a condividere la data di nascita, il 46 per cento i dati GPS, il 59 per cento le e-mail, il 51 per cento lo storico degli acquisti e il 44 per cento i dati genetici. "Sembra che i giovani della generazione Y rifiutino la tecnologia, ma sospetto che la realta' sia molto piu' complessa e interessante", ha affermato Bell.

La ricerca è stata condotta da Intel con il supporto dell'istituto di ricerca internazionale Penn Schoen Berland in quattro Paesi maturi (Italia, Stati Uniti, Giappone e Francia) e quattro Paesi emergenti (Brasile, Cina, India e Indonesia).

 

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